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Anno Nuovo storie vecchie

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Il governo guidato da Mario Draghi aveva varato un decreto per scontare di 30 centesimi i costi dei carburanti. 

Presidente del Consiglio

Lo sconto era stato ribassato dal nuovo esecutivo di destra che lo aveva fissato il primo Dicembre a 18 centesimi dopo il suo insediamento e successiva folta ammucchiata di ministri e sottosegretari. 

Da Domenica 1 Gennaio purtroppo si registra l’incremento dei prezzi dei carburanti a causa del mancato rinnovo dello sconto di 18 centesimi sulle accise. 

La benzina e la nafta aumentano di 18,3 centesimi mentre il GPL sarà disponibile alle pompe con un aumento di 3,4 centesimi al litro. 

Ricordo interviste della attuale presidente del consiglio che si scagliava demagogicamente contro il prezzo alle pompe.

 Nonostante i buoni propositi pre elettorali e la solita ritrita propaganda farcita con i desueti proclami di aumenti delle pensioni e di miglioramento della qualità della vita la realtà è ben diversa. 

Con toni sopra le righe quasi urlando la futura presidente tuonava dai palchi dei comizi affermando che lo stato italiano sfruttava i benzinai.

 Le alte accise di stato lasciano solo briciole ai gestori degli impianti mentre petrolieri e stoccatori col beneplacito dei governi ottengono profitti milionari. 

Tutto ciò è profondamente vero ma adesso che la destra è alla guida della nazione ricalca esattamente i percorsi dei governi che la hanno preceduta. 

Lo stato guadagna circa il 70 % sul prezzo finale dei carburanti mentre ai gestori tolte le spese resta circa il 10 % del prezzo al litro….

Ma le odiose accise ultra decennali non si toccano. 

Sono diciannove e gravano ancora fin dagli anni Trenta sul prezzo finale. 

Sono quelle introdotte per la Guerra d’Abissinia, la crisi di Suez, il Vajont, l’alluvione di Firenze, i terremoti del Belice, del Friuli, dell’Irpinia, dell’Abruzzo, delle Marche, dell’Emilia Romagna, le missioni italiane di finta pace in Libano e Bosnia, per l’acquisto di autobus e mezzi ecologici, per il contratto degli auto ferrotranvieri, per le alluvioni in Liguria e Toscana, per l’emergenza immigrati, per i decreti fare, cultura e “Salva Italia”. 

Speriamo che all’ormai non più nuovo governo non vengano in mente altre gabelle da introdurre. A proposito di accise.

 Mi sovviene un tal Matteo Salvini che si sperticava in proclami di riduzione o di eliminazione delle stesse in caso di partecipazione al governo. 

Ci andò con i 5 Stelle e nulla cambiò. Parole al vento e promesse da marinaio padano. Aumentano pure i pedaggi delle autostrade gestite dalla società Autostrade per l’Italia. 

Dal primo di gennaio i pedaggi subiscono un incremento del 2 % al quale seguirà un ulteriore aggravio dell’1,34 % dal primo Luglio. 

In aumento nel 2023 di oltre il 2% la RCA l’assicurazione degli automezzi. In Italia oltre il 90 % dei trasporti di merci e persone viene effettuato su gomma. 

Crescono cosi le tariffe dei trasporti e conseguentemente i prezzi delle merci e delle derrate alimentari. 

Nel 2022 la RCA era già aumentata di oltre il 7 %. 

Tutto questo porta inevitabilmente ad un rialzo della già alta corrente inflazione. 

Ha raggiunto in questi giorni circa il 12 % e con queste prospettive salirà ulteriormente. E volete e potete andare in vacanza? I

l nuovo governo ha autorizzato i comuni e i luoghi di vacanze ad innalzare la tassa di soggiorno fino a 10 euro giornalieri pro capite. 

Buon 2023 a tutti!

Umberto Faedi 


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Umberto Faedi

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