Stile e Società

Andy Luotto premiato con il Grappolo d’Oro Clivus

Lo chef, ex attore, Andy Luotto è il vincitore della V edizione del premio nazionale Grappolo d’Oro Clivus, “per la bravura, la simpatia e la straordinaria versatilità dei ruoli con cui si è imposto nel mondo dello spettacolo e per l’apporto che sta dando all’enogastronomia con le sue apparizioni televisive, sempre divertenti ed efficaci”.

Il Premio Grappolo d’Oro Clivus, promosso dalla Cantina di Monteforte d’Alpone, Verona, in collaborazione con il Gruppo Sportivo Dilettantistico Valdalpone De Megni, è assegnato ai professionisti che meglio incarnano l’ideale sportivo della competizione, intesa in tutti i settori professionali, ispirata ai principi di etica e lealtà.
«Questo riconoscimento – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale della Cantina – nasce dalla perfetta unione tra territorio, qualità della vita, benessere e quindi sport. Quest’anno, premiando una figura poliedrica come quella di Andy Luotto, abbiamo voluto fare un’incursione anche nel mondo dell’arte, del cinema e del “cooking show”.

«Non c’è spettacolo più bello del cibo», ha esordito Luotto, diventato popolare, dopo che fu scoperto da Renzo Arbore e con la partecipazione a programmi di successo da “L’altra domenica” del 1976 a “Quelli della notte” del 1985.
Andy Luotto, intervistato da Silvino Gonzato, ha dispensato aneddoti di vita. Nasce a Brooklyn il 30 luglio del 1950, vive a New York fino all’età di quindici anni con la madre scienziata, nel 1965 si trasferisce in Italia con il padre, impresario cinematografico. Frequenta il liceo e, nelle pause dai libri, si destreggia tra i fornelli. «Volevo fare lo chef da tutta la vita» ha confessato, ricordando i suoi esordi nel campo della gastronomia. Per tre estati lavora a Palazzo Brandolini di Venezia apprendendo i segreti della buona cucina dallo chef Vincenzo Listelli. Nel 1969 torna in America per laurearsi in Comunicazione all’Università di Boston.
Dopo gli anni dedicati allo spettacolo, al teatro e al cinema, lavorando anche come doppiatore in lingua inglese per attori quali Giancarlo Giannini, Alain Delon, Michele Placido, Massimo Troisi, nel 1982 ritorna sui libri e si iscrive alla Scuola Alberghiera di Castellana Grotte, dove si diploma. Conseguito un secondo diploma, alla Scuola Alberghiera di Barga in Garfagnana e inaugura il primo ristorante estivo in Sardegna. Tre anni dopo apre un secondo ristorante estivo a Roma, sull’isola Tiberina. Ora preferisce la carriera di cuoco freelance.
Ha scritto libri ove racconta l’arte del cucinare nella migliore tradizione gastronomica italiana e dispensa aneddoti divertenti.

Luotto stato anche “guest star” in cooking show e davanti alla platea riunita nel Chiostro del palazzo Vescovile, non ha risparmiato critiche nei confronti dei programmi condotti da alcuni colleghi chef che si atteggiano a personaggi televisivi: «La tv sta ammazzando la buona cucina e il palato» ha sentenziato.    

Prima di lui sono stati insigniti del Grappolo d’Oro Clivus il giornalista Mario Giordano, oggi direttore del Tg4, Massimo de’Manzoni, vicedirettore di “Libero”, Gerardo Greco, conduttore di Agorà, il programma di Rai Tre, e Mauro Mazza, già direttore di Rai Uno.

Cantina di Monteforte, fondata nel 1952 e posizionata nella zona del Soave Classico, dagli 80 vignaioli iniziali oggi conta 600 soci, con complessivi circa 1.300 ettari di vigneti: il 30% della produzione totale di Soave Classico, il 10% della produzione di Soave Doc, il 5% della produzione totale di Lessini Durello, l’1% della produzione di Valpolicella Doc, a fronte di un fatturato 2013 di 15,5 milioni di euro.

Maura Sacher


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