Ancora confusione e sacrifici, e tante panzane

Ancora confusione e sacrifici, e tante panzane

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Confusione e sacrifici nel nostro presente e nel futuro, si sapeva che andava a finire così, ci si doveva aspettare un buco nell’acqua nel salvare l’Italia, alla fine dell’inasprimento delle misure di sicurezza per la salute di tutti e con il danno di tanti.

Il coronavirus ha sfiancato gli Italiani, non solo dal punto di vista della salute e delle emozioni vissute per la perdita di tante vite, non solo per le giornaliere conferenze stampa della Protezione Civile e degli pseudo delegati OMS, che freddamente ci elencavano i numeri delle vittime della pandemia in Italia, non solo perché ci hanno costretti a stare a casa imbavagliati, con le forze armate in giro per le vie delle città a multare gli incauti, e inoltre non solo perché erano blindati i negozi, i bar, i ristoranti, le fabbriche eccetera, eccetera, che mai neanche sotto i bombardamenti del tempo di guerra, ma soprattutto perché eravamo costretti ogni giorno e su ogni canale televisivo a sorbirci la smania di protagonismo del nostro Premier.

Per forza che, appena – a tappe, settimana dopo settimana, in maggio e in giugno – la popolazione ha potuto respirare, si è data alla pazza gioia. I giovani, fin troppo bravi a stare reclusi in casa per mesi, vogliono dimostrare alla società che si deve andare avanti, anche rischiando, di proprio.
Nel mentre, virologi, infettivologi, ricercatori di varie specialità, esternavano i loro saperi rimbalzando da un programma televisivo o radiofonico ad un altro, anche contraddicendosi, con la scusa che il virus era “nuovo” per loro e che la “scienza si evolve” di scoperta in scoperta, di studio in studio. Lasciandoci tutti nella confusione e con un latente senso di colpa nel sentirci addossare la responsabilità di possibili ulteriori contagi.

Inoltre, siamo tutti rimasti impressionati che il governo si fosse fatto sostituire da plotoni di “esperti” (ben più dei 500 che si sapeva) e siamo ancora oggi inorriditi dai loro compensi. Quei denari avrebbero fatto più comodo a tante piccole imprese e lavoratori allontanati dagli ambienti di lavoro per saldare affitti e bollette, mai sospesi. Altroché sovvenzioni dalle banche con lo Stato per garante, risultati prestiti anche difficili da ottenere e soggetti ad una marea di documentazioni da compilare!

E siamo ancora sotto shock per le prime misure annunciate per far ripartire i consumi: incentivi e sconti fiscali per acquisti di biciclette e monopattini, per i quali invero manca il decreto attuativo e comunque sembrano una beffa, per via dei limiti stabiliti. E altrettanto riguardo al “bonus vacanze”, che favoletta tanta bontà per incoraggiare il turismo, credono di prendere in giro gli Italiani e gli imprenditori turistici!

Siamo fortemente basiti delle sicumere dei sottosegretari e di parlamentari sconosciuti ai più, che vengono intervistati, e delle veemenze convulse dei giornalisti di parte, che continuano a blaterare basandosi su una confusione di cifre scritte su carte che solo loro possiedono, sui bonus e sulla cassa integrazione, mentre i diretti attori dei vari comparti economici dicono l’opposto, basandosi sui dati reali, venendo irrisi come menzogneri.

Conte ironizza sul fatto che «c’è un chiacchiericcio», che «si mormora» che il governo sia tentennante, «attendista», e sostiene «abbiamo assunto delle decisioni che mai prima nella storia repubblicana», «abbiamo degli obiettivi ambiziosi da raggiungere».
Bene, bravo sette più!
«La Storia ci giudicherà» ha detto il 25 marzo in Aula alla Camera. La Storia con la esse Maiuscola? È già al traguardo nella storia attuale.

Maura Sacher

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