Tribuna

Altri orari per invitare

Intendiamoci, quando si intende invitare qualcuno a casa propria non ci dovrebbero essere limiti di orario se non quelli del buon senso, sono affari privati, ma siccome qui siamo nel campo del Galateo dell’Ospitalità permettetemi di raccontarvi cosa è previsto per non mancare di stile, secondo i canoni.

Accogliere ospiti in casa si rifà ad un antico rituale di doveri. L’ospite è “sacro”, va trattato con tutti i crismi, quindi dobbiamo metterlo a suo agio, scegliendo un orario che vada bene per lui, oltre ai tempi fissi per pranzi e cene esposti nell’articolo precedente.
Parliamo sempre di orari “canonici” indicati dal bon ton.
 
Per bere in compagnia un caffè nella mattinata le 10,30-11 di solito vanno bene per tutti, sia per ricevere in casa sia per un appuntamento al bar.
Per il caffè “dopo mangiato” l’incontro andrebbe fissato per le 14,30-15, in casa o fuori.
È chiaro che se si invita a casa propria, la cucina deve essere sgombra e linda, già riassettata, non si può ricevere qualcuno e mettersi a svolgere le incombenze casalinghe. Sì, perché anche il caffè è un rito che si svolge accanto alla caffettiera!

L’ora per un tè rimane sempre quella classicamente inglese: alle 17. Sembra ormai fuori moda e fuori tempo avanzare un invito del genere ad amiche o coppie di amici, a meno che non si sia nel mezzo dell’inverno. Ad ogni modo, qualora si intenda invitare qualcuno il pomeriggio, questo è l’orario consigliato. Si proporrà prima di tutto un tè, ma anche una tisana, o come gustosa alternativa una cioccolata calda, lasciando agli invitati la scelta. La riunione durerà al massimo fino alle 18,30.

Il Galateo della buona società di un tempo fissava l’orario anche per i «cocktail», eventi mondani da tenersi nel tardo pomeriggio (ore 18 d’inverno, ore 19 d’estate), una sorta di ricevimento dove soprattutto venivano serviti alcolici con stuzzichini, appuntamenti ora caduti in disuso, sostituiti dai più giovanili «happy hour» in giro per i locali.

Il “dopocena” è forse il tipo di invito che rende molti insicuri sull’orario per organizzarlo; sicuramente dopo le 21 ma è anche vero che al giorno d’oggi non tutti riescono a rincasare dal lavoro, cenare, rinfrescarsi, mettersi in tiro e arrivare a casa dell’invitante in tale orario, infatti alcuni esperti consigliano di proporre le 22.
È assolutamente vietato arrivare prima dell’orario indicato, anche solo dieci minuti, cosa che del resto vale tutti gli inviti: o puntuali o cinque minuti dopo. Il dopocena è l’unico caso in cui è fortemente sconsigliato persino giungere in orario: ottimali sono dieci-quindici anche venti minuti di ritardo (ovviamente avendo dato assicurazione ai padroni di casa della presenza, altrimenti potrebbero pensare che nessuno si presenti). Si può restare a chiacchierare fino a mezzanotte e mezza, all’una di notte tutti dovrebbero lasciare la casa.

donna Maura
m.sacher@egnews.it


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