Tribuna

FIPE ripropone al nuovo Governo questioni ancora sospese

Il presidente della Federazione dei pubblici esercizi (Fipe), Lino Stoppani, invia una nota al Governo in carica, sollecitando la valorizzare un’eccellenza italiana che ci rende famosi in tutto il mondo.

Si riferisce alla ristorazione, “spettacolarizzata all’inverosimile, ma allo stesso tempo mortificata da regole inique”, rispetto a quelle di altri settori.
Al Governo Conte 2, Stoppani chiede si apra al più presto un tavolo di confronto al Ministero dello Sviluppo Economico per affrontare tre temi prioritari per questo settore: buoni pasto, voucher e regole uguali per tutti.

La prima urgenza è la definizione di regole che si applichino a tutti gli operatori della ristorazione, settore che vede coinvolte 300 mila imprese, pur non codificate come pubblici esercizi, e che dà lavoro a 1 milione di persone, per un fatturato complessivo di 85 miliardi di euro.
“A questi operatori – sottolinea Stoppani – non si applicano le stesse regole che vengono imposte ai ristoranti e questo è inaccettabile”.

Altro tema scottante da portare sul tavolo della contrattazione con il Ministero è la reintroduzione dei voucher, così come già avvenuto in agricoltura.
Aboliti i voucher a marzo 2017 dal Governo Gentiloni, con il Decreto Dignità del Governo Conte 1 il sistema delle assunzioni temporanee nella ristorazione e dei compensi per prestazioni occasionali è, effettivamente, risultato assai problematico per i gestori, e penalizzante anche per i lavoratori specie nel periodo stagionale e in occasione delle grandi festività annuali, a causa di adempimenti gravosi e complessi.
Se, effettivamente, il settore della ristorazione si conferma tra i pochi in grado di creare nuova occupazione, purtroppo ogni anno cambiano le regole che disciplinano il mondo del lavoro, e sembra che il mondo della ristorazione abbia da un lato molti paletti dall’altro delle aperture criticabili.

E, infine, un tema che la Fipe ha preso a cuore: i buoni pasto, i ‘ticket restaurant’, riservati a determinate categorie di lavoratori; viene ribadita la necessità della revisione del sistema dei buoni pasto, con l’abbandono delle gare al massimo ribasso per i servizi nella pubblica amministrazione, che tanti problemi hanno generato e ancora non risolti.

«Di fronte a un mondo che cambia, conclude Stoppani nella sua nota, anche le regole devono adattarsi, altrimenti si rischia di mettere in ginocchio un settore strategico anche e soprattutto per lo sviluppo di un turismo di qualità nel nostro Paese. Sono certo che il presidente Conte, che nel suo discorso alla Camera ha dimostrato grande attenzione per il mondo del lavoro, saprà segnare una svolta e favorire questo processo di valorizzazione di un’eccellenza italiana».

C’è un’ultima questione che Fipe evidenzia: la tassa sui rifiuti (TARI), «insostenibile, iniqua, ingiustificata, rappresenta un peso inaccettabile per le imprese della ristorazione e della somministrazione. Un peso che, nonostante la riduzione della produzione di rifiuti e le promesse di ogni Governo di diminuire la pressione fiscale sulle imprese, è cresciuto in tutta Italia con tassi che superano il 5% per quanto riguarda i ristornati e il 3% per bar e caffè».

Maura Sacher


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