
(Adnkronos) – “Investire in prevenzione e riduzione del rischio è una necessità: senza questo il Servizio sanitario nazionale difficilmente potrà reggere. Serve però un cambio di passo, perché siamo ancora troppo lenti nel trasformare l’innovazione in pratica quotidiana. Vincoli di bilancio, burocrazia e difficoltà organizzative continuano a rallentare questo processo”. Lo ha detto Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione Affari sociali della Camera, all’evento di presentazione e premiazione dei vincitori della 15esima edizione dei Bandi Gilead, a Roma.
“La scienza e la ricerca ci offrono opportunità incredibili, ma spesso mancano le risorse per renderle concretamente accessibili. A questo si aggiunge la frammentazione dell’organizzazione sanitaria del nostro Paese: i 21 modelli territoriali e le differenze tra città, periferie e zone montane rappresentano ostacoli importanti. Servono anche investimenti nella formazione del personale sanitario e nella sensibilizzazione della popolazione”, ha aggiunto. Secondo Girelli, è necessario superare una visione della sanità basata esclusivamente sulla spesa e riconoscere il valore degli investimenti in prevenzione. “Spesso – ha speigato – parliamo di spesa sanitaria, mentre dovremmo parlare di investimento, soprattutto quando si tratta di prevenzione. In Aula è stata approvata una mozione che chiede al Governo di farsi promotore, insieme all’Europa, di una riclassificazione degli investimenti in prevenzione, sottraendoli alla spesa corrente per considerarli investimenti in conto capitale”.
“Prevenire significa migliorare la qualità della vita delle persone, ma anche risparmiare risorse. Le patologie non prevenute o non affrontate tempestivamente possono richiedere terapie più complesse, con costi sanitari e ricadute socioeconomiche rilevanti. La vera domanda non è quanto costa fare certe cose, ma quanto ci costa non avere il coraggio di farle”, ha concluso.
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