
Dopo l’incontro a Oslo dell’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, oggi i riflettori si sono spostati a San Pietroburgo, per il colloquio con il presidente russo Vladimir Putin. L’incontro è durato ben tre ore: molti i temi affrontati tra nuove ipotesi e prospettive per la fine del conflitto, ma si è parlato anche di business, leggi gasolio, e di Iran.
Putin però, da falco navigato, ha aperto l’incontro con un annuncio, al quale gli Stati Uniti tenevano molto e lavoravano da molto: la liberazione del cittadino statunitense Stephen Hubbard, detenuto in Russia.
Quanto alle carte al momento sul tavolo, Zelensky dopo i colloqui di Oslo si è detto pronto a congelare il fronte con la Russia come passo per avviare i negoziati.
Da parte Russia arrivano aperture inedite: ”Stiamo andando verso la fine della guerra”, ha detto il consigliere del presidente Vladimir Putin, Yuri Ushakov, che ha partecipato all’incontro con Witkoff, aggiungendo che “in linea di principio” Mosca “è pronta a riprendere i negoziati trilaterali Russia-Usa-Ucraina intorno al 10 novembre”.
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