
(Adnkronos) – “Il più piccolo tra i ragazzi identificato a Milano avrebbe appena 11 anni, fa male e fa paura e ci chiama tutti in causa: noi non possiamo permettere che dei ragazzi crescano pensando che spaccare una vetrina sia un modo per farsi rispettare o che qualche visualizzazione sui social valga più del loro futuro”. Sono le parole con cui la premier Giorgia Meloni, nel video in cui ieri annunciava il nuovo decreto cortei, puntava i riflettori sul fenomeno più allarmante: la giovanissima età dei ragazzi che nel fine settimana si sono resi protagonisti delle violenze di piazza a Milano.
Oggi quel ragazzino di 11 anni, italiano, è stato rintracciato a scuola – un suo video durante le fasi del saccheggio è diventato virale su Instagram – mentre un 16enne è stato individuato in Brianza e gli vengono contestati devastazione, saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate per aver indossato un cappello dell’Arma. Sono solo alcuni dei volti di un mosaico di cui il Tribunale per i minorenni ha una visione più completa e che, nel solo weekend, ha portato a 35 arresti con le accuse, a vario titolo, di devastazione e saccheggio, ma anche lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
La maggior parte degli arrestati ha 15-16 anni, tre sono nati nel 2012, “nessun minore straniero non accompagnato è stato coinvolto” si legge in una nota congiunta della presidente del Tribunale per i minorenni Paola Ortolan e il procuratore per i minori Luca Villa. Ben 31 dei 35 arrestati “non ha alcun precedente penale” e tra i dati forniti per una lettura del fenomeno si segnala che 25 sono nati in Italia e 17 hanno un cognome italiano. La maggioranza vive a Milano (10) o nell’hinterland (13), solo due risultano con una residenza fuori dalla Lombardia. Per cinque minori la Procura ha chiesto il carcere, per 19 la permanenza in casa e per altri dieci invece il collocamento in comunità.
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