
L’approccio multidisciplinare “è particolarmente fondamentale per via delle caratteristiche di questo tumore”, l’epatocarcinoma, “che coinvolge un organo vitale la cui sofferenza può portare a morte tanto quanto la patologia neoplastica. Nei casi più avanzati, disponiamo di terapie sistemiche molto efficaci che spesso combiniamo o integriamo in modo sequenziale con i trattamenti locoregionali. Ecco perché è essenziale che gli specialisti siedano allo stesso tavolo per definire la soluzione migliore per ogni singolo paziente nella sua individualità”. Così Fabio Piscaglia, professore di Medicina interna, università di Bologna e direttore Medicina interna, malattie epatobiliari e immunoallergologiche, Irccs Aou di Bologna, al media tutorial riguardante le nuove frontiere del trattamento del tumore del fegato, organizzato a Milano e promosso da AstraZeneca.
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