
(Adnkronos) – Il settore dei data center può valere fino a 37 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali cumulati nel periodo 2026-2036.
E’ quanto emerge dalla ricerca Ida, presentata in occasione del Data center symposium, realizzata per analizzare dimensioni, traiettorie di crescita e impatti economici e territoriali del mercato italiano dei data center. Sul fronte dell’occupazione e competenze, secondo lo studio sarà possibile raggiungere “fino a 26 mila occupati a tempo pieno a regime, tra occupazione diretta, indiretta e indotta, oltre a circa 20 mila occupati temporanei all’anno nella fase di sviluppo e costruzione”. L’analisi sulle ricadute sui territori evidenzia che “oltre agli investimenti, lo sviluppo della pipeline può generare 111 milioni di contributi e opere connessi allo sviluppo, circa 29,6 milioni annui di fiscalità immobiliare lorda e ulteriori infrastrutture, formazione e servizi locali”. La crescita del settore interessa Milano e Roma, ma anche Torino, Puglia, Sicilia e altri poli regionali.
La riqualificazione e recupero del territorio è un punto centrale della ricerca: circa l’80% delle superfici interessate dai progetti analizzati riguarda aree già urbanizzate o dismesse, oggetto di riqualificazione e recupero, limitando il ricorso a nuovo suolo. Il mercato “interessa tutto il territorio nazionale”, secondo la ricerca che individua 13 principali aree e corridoi strategici per lo sviluppo dei data center, da Milano e Roma ai poli industriali di Torino, Motor Valley e Nord Adriatico, fino a Puglia, Sicilia e Sardegna.
La capacità commerciale oggi operativa è di circa 460 mw, con una pipeline qualificata di 1.839 mw e una capacità commerciale complessiva attesa di circa 2,0 gw entro il 2031. Il potenziale di investimenti infrastrutturali è stimato in circa 37 miliardi di euro. Lo studio porta evidenze su uso del suolo, acqua, energia, raffreddamento e recupero del calore, “contribuendo a superare rappresentazioni semplificate e fornendo una base di dati per un confronto più efficace e trasparente con i territori”, si sottolinea nel documento.
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economia
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