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Giallo di Pietracatella, arrivano gli specialisti tedeschi: si cerca ricina su superfici e vestiti

(Adnkronos) – Nei giorni scorsi si pensava a più sopralluoghi nella casa delle vittime, Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, morte avvelenate a Natale. Dalla convocazione notificata dalla Procura ai difensori degli indagati, alle parti offese e ai rispettivi consulenti risulta, invece, è previsto un unico accesso, fissato per giovedì mattina, che vedrà in azione gli specialisti tedeschi, affiancati dalla polizia scientifica italiana.  

Al termine delle attività, ci sarà un confronto, in procura, a Larino, sul lavoro svolto e sulle ulteriori verifiche, eventualmente necessarie. La ricerca di residui di ricina su superfici, arredi, suppellettili e indumenti richiede procedure particolarmente complesse. Anche per questo motivo la procura ha previsto che indagati, parti offese, consulenti tecnici e difensori possano assistere alle operazioni solo da remoto, evitando una presenza all’interno dell’abitazione, che potrebbe essere di ostacolo al lavoro degli specialisti.  

Il sopralluogo arriva alla conclusione del lavoro scientifico, svolto finora nei laboratori del Robert Koch Institut di Berlino, e quello investigativo, portato avanti dalla Squadra mobile. Gli esperti confronteranno quanto emergerà direttamente nell’abitazione con i risultati delle analisi sui campioni biologici, sui circa settanta reperti alimentari sequestrati e sugli altri elementi acquisiti nel corso delle indagini, nel tentativo di ricostruire le modalità dell’avvelenamento. 

L’autopsia ha confermato la morte per intossicazione da ricina. Tocca ora alla procura stabilire come la ricina sia stata ingerita dalle due vittime. C’è stato un intervento esterno, oppure la pista dell’omicidio maturato all’interno del nucleo familiare resta quella più plausibile?  

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cronaca

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