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28 milioni gli Italiani amanti del vino

Assediato da nuove tendenze e abitudini di consumo il vino sembra sempre essere in difficolta ma alla fine resiste e convince sempre. All’assemblea Federvini di Roma, secondo l’osservatorio di consumo per il 2017 in collaborazione con Censis, si conferma saldamente nelle abitudini di consumo per il 51,7% degli italiani.

Un cluster di 28 milioni di persone calcolato su una popolazione riferita ai maggiori di 11 anni. Cambiano le modalità di assunzione, le tipologie di consumatori, si modificano i criteri di scelta ma il vino rimane una certezza nazionale.
Tantissimi i dati prodotti dalla ricerca, tra I più indicativi la diminuzione dei quantitativi giornalieri, con solamente il 2,3% che supera il mezzo litro al giorno. Complessivamente i numeri mostrano un consumo sempre più spostato verso fattori culturali. Lo dimostrano le preferenze d’acquisto, legate alla qualità per i 93,2%. Dato rafforzato anche dal campione d’indagine che vede in aumento diplomati (33,8%) e laureati (39,5%).

Per il 92,1% invece, il vino rappresenta un segno distintivo di italianità ed uno dei suoi simboli più importanti nel mondo. Interessante anche il dato che rivela 24 milioni di Italiani, in prevalenza tra le fasce più giovani, che nel 2016 hanno partecipato ad almeno un evento legato al vino. Molti di questi (13,7%) regalandosi vacanze dedicate all’enogastronomia. Dimostrazione del ruolo importante del vino come fattore di traino per tutto il comparto.

Per quanto riguarda i valori di spesa, dopo un periodo di flessione verso il low cost, continuano i segnali di ripresa già iniziati nello scorso biennio. Incoraggiante anche l’export,  sebbene i valori record del 2016 siano legati alla spumantistica, in primis con il prosecco, i dati dell’Osservatorio evidenziano una crescita generale del +27,6% nell’ultimo quinquennio. Nel particolare sempre gli spumanti in testa con incrementi di +85% in volume e +117,8% in valore, seguiti dalle Dop con +20,5% in volume e +44,8% in valore.

Dati incoraggianti ma che non consentono di rilassarsi, come ha affermato Sandro Boscaini confermato alla guida di Federvini fino al 2019. Il Presidente ha ricordando l’importanza di lavorare sul valore dei vini, che vede l’Italia indietro con 191,4 euro/ettolitro, rispetto a paesi come Francia e Germania, ricordando inoltre l’importanza di implementare la comunicazione e il modello imprenditoriale, adeguandolo alle esigenze della globalizzazione dei mercati.


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