Stile e Società

17 gennaio, Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue locali

L’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia ha istituito per il 17 gennaio 2014 la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali, per ricordare l’importanza culturale e storica dei dialetti e dare impulso ad azioni concrete miranti a salvaguardarli.

Le Pro loco sono associazioni nate con scopi di promozione e sviluppo del territorio e svolgono attività afferenti a diverse sfere d’intervento turistico, sociale, culturale e sportivo, rivestendo un particolare ruolo nella diffusione della conoscenza dei prodotti tipici dell’enogastronomia e dell’artigianato locali, delle tradizioni popolari, dei patrimoni culturali e ambientali della comunità di appartenenza.

L’anima di un territorio è rappresentata soprattutto dalla lingua che vi si parla, perché nel linguaggio che accomuna i suoi membri vi si specchia la tradizione, il modo di vivere e pensare degli antenati. La “questione” linguistica in molte parti del mondo spesso è ancora fonte di conflitti, rivalità, rivendicazioni tra popoli ed etnie, in Italia è ininterrottamente oggetto di studio e di ricerca. Da noi ci sono voluti secoli di dotte discussioni per giungere ad una lingua unitaria che fosse compresa e condivisa in tutta la Nazione.
Vari fattori socio-economici, la scuola, le migrazioni interne, l’amministrazione statale, il servizio militare obbligatorio, i mass media, hanno comportano l’arretramento progressivo delle parlate dialettali, ma nello stesso tempo il rafforzamento di isole linguistiche alloglotte, delle “enclavi” chiuse in sé stesse.

Non è il caso di dissertare sulle differenze tra lingue e dialetti regionali o vernacoli di campanile, tra lingue minoritarie e parlate locali, o di ricordare che il “friulano” non è un dialetto ma una lingua neolatina, lingua retro-romanza, come il “ladino” e come il “sardo”, oppure che in Italia esistono comunità linguistiche non nazionali, come l’Albanese, lo Sloveno, il Tedesco, il Francese.

Quello che va ascritto a merito dell’UNPLI e che in questo contesto giornalistico è opportuno esaltare, è l’aver pensato all’importanza dell’idioma locale congiunto alla promozione dei prodotti tipici della gastronomia e alla frequente difficoltà del gastro-turista di intendersi su piatti, pietanze, verdure varie e sul pescato, i cui nomi variano spesso da provincia a provincia, da borgo a borgo.

Esemplare in questo verso è l’iniziativa della Pro Loco “Marano Flegrea” che il 17 gennaio ha organizzato una serata culturale ed enogastronomica completamente in vernacolo presso l’Agriturismo “Antico Casale Smiraglia”, con balli e canti della tradizione partenopea e degustazioni di prodotti tipici scritti in dialetto nei menù.

Ricorrendo, il 17 gennaio, la Festa di S.Antonio Abate, alcune Pro Loco hanno pensato di abbinare ai festeggiamenti cene e banchetti con prodotti tipici locali, spettacoli musicali, rappresentazioni teatrali, letture pubbliche di poesie, fiabe o proverbi, giochi con indovinelli rigorosamente nei vernacoli del luogo. Nel portale dell’Unpliproloco e su Facebook sono elencate le manifestazioni.

Tutto sommato, ciò che frequentemente si fa nelle sagre paesane di varie regioni, d’ora in poi il 17 gennaio avrà un senso collettivo e unitario.

Maura Sacher


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