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17 gennaio: Festa di Sant’Antonio Abate

Mentre in molte località, specie dove è più sentita la tradizione religiosa, la ricorrenza viene festeggiata iniziando con celebrazioni eucaristiche, processioni con l’effigie o le reliquie del Santo e, talvolta con rappresentazioni folkloristiche della sua vita, in altre località l’occasione è propizia per mettere in scena i piatti tipici del posto.

Diverse da paese a paese, da città a città, da regione a regione, le manifestazioni si rinnovano ogni anno e ovunque includono la benedizione degli animali, giacché Sant’Antonio è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere a volte raffigurato con accanto un maiale. In verità, la tradizione di benedire gli animali (in particolare i maiali) nasce nel Medioevo in terra germanica, essendo allora consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale da destinare al sostentamento dei malati ricoverati all’ospedale dove prestavano servizio i monaci Antoniani.
I maiali, così, acquisirono via via un’aura di sacralità e ancora oggi in qualche località il suino e i suoi derivati sono al centro della festa, e in particolare nel Comune di Sant’Antonio Abate (Napoli) che dal 16 al 26 gennaio 2014 celebra la 35^ Sagra della Porchetta.

Nella ricorrenza, con manifestazioni che in molte città durano una settimana, si gustano selezioni dei prodotti locali e i piatti tipici tramandati da generazioni: come a Pietrabbondante, in provincia di Isernia, i “R Squatton” (pasta, broda, vino e pepe), i “R Graniet” (zuppa di legumi misti a cereali) “L’Sc’rppell” (dolci tipici simili alle frittelle); o a Miane (Treviso), fino al 2 Febbraio, “Trippe, fasoi co’ la pecheta e co’ la farina” e soprattutto il prodotto più conosciuto, il radicchio rosso trevigiano.

Sempre in Veneto, è da segnalare che dal 17 al 19 gennaio 2014 a Costeggiola, frazione di Soave (VR), si celebrano i 100 anni della Sagra del Patrono Sant’Antonio Abate. La festa è detta anche «Sagra dei Rufioi», dal nome del dolcetto tipico prodotto esclusivamente in questa ricorrenza, con la partecipazione di donne e uomini del paese che si mobilitano già nei giorni antecedenti.
Il Rufiolo di Costeggiola è una specie di raviolo che veniva fatto con ingredienti di recupero e cotto nel brodo fin dalla fine dell’Ottocento nelle case contadine. Successivamente, intorno agli anni ’50, è stato trasformato in un dolce ripieno a forma di triangolo, dal 2004 riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale. La ricetta “ufficiale” vede l’impiego di uova, latte, zucchero e sale per la pasta e per il ripieno pane grattugiato, pinoli, uva passa, mandorle, amaretti, cedrini, uova, zucchero, rhum. In realtà ogni casa ha il proprio ingrediente segreto, e ogni paesano sfoggerà la propria maestria durante il concorso del “miglior Rufiolo casalingo”. Da sempre in abbinamento ideale con il Recioto.

La sagra è organizzata da Pro Loco di Soave, Associazione Amici di Costeggiola, Strada del vino Soave e Comuni di Soave e Cazzano di Tramigna, in collaborazione con Cantina di Soave.

Un’anteprima speciale con degustazione gratuita di rufioli e Recioto di Soave Docg si terrà il 9 gennaio 2014, dalle ore 17.30, con un Gran Galà presso la Sala del Volto di Borgo Rocca Sveva.

Maura Sacher


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