
Da Lino Forner il custode della Recantina
2024, 2023,2019,2017,…2007, conto alla rovescia?

No, sono le annate esclusive di Recantina, vitigno storico dei Colli Asolani che GRASPO ha degustato in una pazzesca verticale da Lino Forner, il primo custode della Recantina a Pat del Colmel.

L’azienda agricola Colmello, situata nella sommità di una collina all’interno di un antico borgo rurale denominato Colmèl dei Pat, è nota per la produzione di vini di alta qualità. Lino Forner, anche conosciuto come “Lino Pat”, e sua moglie Gabriella sono i protagonisti della storia della Recantina Forner, un vitigno autoctono veneto.

Nel 1998-2000, il CREA di Conegliano condusse un’indagine per recuperare vecchi vitigni veneti. Fu in questo contesto che Lino Forner individuò e custodì una Recantina, denominata “Forner”, che successivamente sarebbe stata iscritta al Registro come varietà distinta.

La Recantina è un vitigno rustico, ricco di colore, che regala un vino intenso e profumato. Lino Forner descrive la Recantina come un vitigno che, anche avanti con l’età, dimostra buona vigoria e costanza di produzione. La Recantina sta riscuotendo nuova attenzione da produttori e media, anche se la sua superficie vitata è ancora limitata.

La Recantina non può essere confusa con il Pecolo Scuro e la Recaldina spiegano Lino e Gabriella, due varietà distinte che sono state iscritte al Registro separatamente. Il Pecolo Scuro rappresenta il 3% del totale del vigneto Recantina di Lino, mentre la Recaldina è la meno strutturata dei due rossi.

Lino e Gabriella Forner producono la Recantina Forner con cura e dedizione.
Degustiamo con loro quattro annate di Recantina: 2024, ancora in acciaio, potente e chiuso; 2023, in botte grande, inizia ad eliminare le note più spigolose;
2019, in botte grande, un vino che sorprende per la freschezza del frutto e per il grande equilibrio acido-tannico; 2017, affinato solo in acciaio, qui la Recantina mostra tutta la sua grande plasticità.


Lino ci racconta quasi commosso della fatica fatta nel tempo per dare il giusto valore a questo vitigno, messo in difficoltà dall’arrivo prepotente dei vitigni internazionali come Merlot e Cabernet.
La salvaguardia di poche piante denominate Recantina Forner e messe a disposizione dei ricercatori del CREA è stata fondamentale per il recupero di questo vitigno.
La storia della Recantina Forner è un esempio di come la passione e la dedizione possano portare a risultati eccezionali. La storia di Lino e Gabriella Forner è un’ispirazione per tutti coloro che credono nel valore dei vitigni autoctoni e nella produzione di vini di alta qualità.

E proprio alla Recantina il prossimo 11 luglio il Consorzio dei Colli Asolani in sinergia con Giusti Wine ha organizzato una tornata dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino dove accanto ai tanti contributi di ricercatori e studiosi GRASPO con Lino Forner presenteranno una vertiginosa ed esclusiva verticale di Recantina.
Mai come in questo caso possiamo affermare: vitigni dal passato per vini che guardano al…futuro
Il viaggio continua…
Di Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi,
foto di Gianmarco Guarise
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