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Ventilatore o condizionatore? La differenza sulla bolletta che non ti aspetti

(Adnkronos) – Rinfrescare casa può costare pochi centesimi o diversi euro al giorno. La differenza non è solo nei gradi percepiti, ma nel peso sulla bolletta. Achiropita Cicala (Immobiliare.it) spiega che, a giugno 2026, con un costo medio dell’energia pari a 0,28 €/kWh, si passa da meno di 3 euro al mese per un ventilatore a oltre 100 euro per un condizionatore utilizzato ogni giorno per diverse ore. Una forbice che aiuta a capire quale soluzione sia davvero sostenibile per il proprio budget. 

 

La potenza richiesta dai vari apparecchi è il primo elemento che incide sulla spesa. Il ventilatore, con circa 40W, costa appena 1 centesimo all’ora: otto ore consecutive pesano solo 9 centesimi. È la scelta più economica, anche se non abbassa la temperatura. Il deumidificatore consuma di più (300W), circa 8 centesimi all’ora e 67 centesimi per otto ore: non raffredda, ma rende il caldo meno opprimente. 

Il condizionatore portatile richiede circa 1000W: 28 centesimi all’ora e oltre 2,24 euro per otto ore. Consuma di più, ma non necessita di installazione. Il condizionatore fisso, con una potenza di riferimento di 1500W, arriva a 42 centesimi all’ora e 3,36 euro per otto ore. I modelli inverter riducono i consumi una volta raggiunta la temperatura impostata. 

 

Su base mensile le differenze diventano più nette. Con 8 ore al giorno per 30 giorni, il ventilatore resta sotto i 3 euro. Il deumidificatore sale a circa 20 euro. Il condizionatore portatile oscilla tra 60 e 80 euro, mentre quello fisso supera i 100 euro. A fronte di una spesa maggiore, garantisce però il miglior livello di raffrescamento e una gestione più precisa della temperatura. 

Dietro ai numeri c’è un fenomeno crescente: la cooling poverty, ovvero la difficoltà di sostenere i costi del raffrescamento domestico. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Economics and Management, le famiglie con redditi più bassi arrivano a destinare fino all’8% del budget all’aria condizionata, contro lo 0,2–2,5% delle famiglie più abbienti. In India, soddisfare la futura domanda di climatizzazione richiederebbe un aumento della capacità elettrica nazionale fino al 29%. 

Esistono però soluzioni che possono alleggerire la bolletta. Nelle aree con forte produzione solare, i consumi destinati al raffrescamento potrebbero diminuire fino al 25%. Scegliere il sistema più adatto significa bilanciare comfort, costi e sostenibilità, evitando sorprese durante le ondate di calore. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)


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