
“L’impatto dell’immunoterapia nei tumori vescicali è molto rilevante anche in termini di qualità della vita. Grazie alla possibilità di somministrazione sottocutanea dell’immunoterapia nivolumab il trattamento diventa molto più rapido e meno impegnativo. Nel contesto post-operatorio, ad esempio, la terapia viene effettuata una volta ogni quattro settimane per un anno, ma l’iniezione richiede solo 5 minuti. Anche nei pazienti con malattia metastatica, dopo una prima fase di chemioterapia che dura circa quattro mesi, si prosegue con la sola immunoterapia. In questo caso, la somministrazione sottocutanea mensile consente di ridurre al minimo il tempo trascorso in ospedale, permettendo ai pazienti di mantenere una vita quotidiana il più possibile normale” ha poi concluso. Lo ha detto Fabio Calabrò, direttore dell’Oncologia Medica 1 dell’Istituto nazionale tumori Irccs Regina Elena di Roma, intervenendo a un incontro con la stampa organizzato da Bristol Myers Squibb a Roma sulle nuove frontiere dell’immunoterapia.
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