
“L’aggiunta dell’immunoterapia in un contesto perioperatorio, come dimostrato dallo studio Aegean, che ha visto la randomizzazione di 800 pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule in stadio precoce a un trattamento chemioterapico da 2 o 4 cicli con l’aggiunta di durvalumab in neoadiuvante, quindi prima della chirurgia, seguito da un mantenimento con durvalumab dopo l’intervento, rispetto a placebo, permette di costruire un approccio terapeutico in grado di impattare davvero sull’aspettativa di vita di questi pazienti”. Lo afferma Silvia Novello, presidente Women against lung cancer in Europe – Walce, direttore Oncologia medica ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e professore Oncologia medica università degli studi di Torino, partecipando all’incontro “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi” promosso da AstraZeneca a Milano.
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