
“È importante tenere presente che il test genomico rappresenta in questo momento il punto di raccordo tra quella che è la diagnosi istopatologica tradizionale basata sulla morfologia e sui criteri clinico-patologici, con i dati molecolari e i dati clinici. Per fare in modo che i test genomici vengano utilizzati e ci sia un’accessibilità ancora maggiore su tutto il territorio nazionale, dobbiamo tenere presente che il fulcro di tutto questo processo è il team multidisciplinare” delle Breast unit. Così Nicola Fusco, direttore della divisione di Anatomia patologica e diagnostica molecolare somatica dell’Istituto europeo di oncologia e professore associato di Anatomia patologica al dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia (Dipo) dell’Università Statale di Milano, partecipando all’Asco2026, l’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology.
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