
(Adnkronos) – “Ieri sera stavo guardando la partita, era il primo tempo, saranno state le 21.30, quando mi sono affacciato sentendo i cani che abbaiavano, le urla e il frastuono dalla strada. È stato un flash. Il ragazzo si è accasciato a terra, nel sangue, chiedeva aiuto e urlava ‘mamma è morta, mamma è morta’. Un altro uomo scappava sulla stessa via”. A parlare all’Adnkronos è Agostino, residente di via Montiglio, in zona Casalotti, a Roma, dove ieri sera una coppia di coniugi bengalesi è stata uccisa insieme alla figlia di 8 anni nella loro abitazione. “È una cosa orribile – continua il testimone – Vivevano qui da anni ed erano persone davvero perbene e sempre disponibili. Il figlio più grande, ogni volta che vedeva rientrare mia moglie, le chiedeva se avesse bisogno di qualcosa”.
“In zona Kamal lo conoscevamo tutti. Lo incontravamo ogni giorno, qui fuori al supermercato dove ci aiutava a portare in macchina le buste più pesanti. Gentilissimo, sempre disponibile e sorridente: sono inorridita da quanto è successo a lui, alla moglie e alla bambina”. È il ricordo che Sara Greco, residente di Casal Selce e membro di un comitato nato a difesa del territorio, affida all’Adnkronos davanti al supermercato Dem dove il 39enne bengalese ucciso ieri sera nella sua abitazione a Casalotti insieme a moglie e figlia, si dava da fare aiutando le persone a caricare le buste della spesa. “Anche il figlio più grande (il 20enne scampato alla strage) veniva qui a dargli una mano – interviene Valeria Mei, altra conoscente – Siamo tutti sconvolti. Come comitato, ci stiamo organizzando per raccogliere dei fondi proprio per supportare il ragazzo sopravvissuto”. (di Silvia Mancinelli)
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