
(Adnkronos) – “Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa e abbraccia un territorio immenso: 4 Regioni, 10 Province, 138 Comuni, circa 8 mila chilometri quadrati. In questo enorme ‘cantiere’ non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese, le fabbriche, le attività economiche. Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori”. Questo il messaggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della presentazione del Rapporto annuale sulla Ricostruzione del Centro Italia “Ricostruire e prevenire: il laboratorio Sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale”.
“Fin dal suo insediamento, il Governo si è impegnato per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, un deciso cambio di passo. Un cambio di passo che è avvenuto, e che i dati contenuti in questo Rapporto testimoniano, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata”, ha rimarcato Meloni.
“In questo cammino, sono tornati a splendere alcuni dei simboli più significativi e simbolici del territorio. Come la Basilica di San Benedetto di Norcia, il Duomo di Rieti, il Duomo di Teramo e il Palazzo Arcivescovile di Camerino. Parliamo di veri e propri ‘luoghi del cuore e dell’anima’, attorno ai quali la vita è ripresa, le comunità si sono ritrovate, i legami identitari hanno trovato nuova linfa”, scrive Meloni, rivolgendo un ringraziamento al Commissario Castelli e alla Struttura Commissariale “per lo straordinario lavoro che stanno portando avanti – insieme ai Ministeri competenti, alle Regioni, ai Comuni e alle Amministrazioni coinvolte – per imprimere alla ricostruzione post sisma 2016 la dovuta accelerazione”.
“Restare e tornare – si legge ancora nel messaggio della premier – non sono solo una questione personale, non sono gesti di immobilismo o di nostalgia, sono una scelta, una visione, un atto di cura, volontà di costruzione. Restare nei territori non significa restare indietro, ma assumersi la responsabilità di prenderli per mano e portarli avanti. Tornare è il desiderio di contribuire a una nuova fioritura, partendo da ciò che si conosce meglio e ha forgiato l’identità profonda”.
“Questo è il senso profondo della strategia che il Governo sta portando avanti attraverso tutte le sue articolazioni, sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio attraverso la Struttura commissariale Sisma 2016. Un grande lavoro di squadra che ha un obiettivo preciso: vincere la sfida della rinascita, economica e sociale, dell’Appenino centrale”, ha concluso Meloni.
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