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	<title>vini friuli venezia giulia &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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	<description>Giornale eno-gastonomico e turismo, viaggi, fiere Turismo, vino</description>
	<lastBuildDate>Wed, 21 Oct 2026 13:22:22 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Go Wine presenta a Roma i Vini del Friuli Venezia Giulia</title>
		<link>https://www.egnews.it/go-wine-presenta-a-roma-i-vini-del-friuli-venezia-giulia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazioneroma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 13:22:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[eventi go wine]]></category>
		<category><![CDATA[vini friuli venezia giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[C.S. Il prossimo appuntamento Go Wine a Roma sarà dedicato al Friuli Venezia Giulia, una delle regioni italiane più autorevoli nel panorama enologico nazionale. Una serata di degustazione e approfondimento che rende omaggio a un territorio storicamente legato ai grandi vini bianchi, ma capace nel tempo di valorizzare con successo anche il comparto dei rossi &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C.S.</strong></p>
<p>Il prossimo appuntamento Go Wine a Roma sarà dedicato al <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>, una delle regioni italiane più autorevoli nel panorama enologico nazionale.</p>
<p>Una serata di degustazione e approfondimento che rende omaggio a un territorio storicamente legato ai grandi vini bianchi, ma capace nel tempo di valorizzare con successo anche il comparto dei rossi e di rilanciare un importante patrimonio di vitigni autoctoni.</p>
<p>Le cantine partecipanti rappresentano diverse aree di produzione della regione e ne raccontano la ricchezza viticola attraverso interpretazioni, stili e identità territoriali differenti.</p>
<p>Alcune aziende saranno presenti direttamente al banco d’assaggio; altre saranno rappresentate attraverso una selezione di vini nell’area Enoteca.</p>
<p><strong>L’evento è rivolto</strong> a professionisti del settore, soci Go Wine ed enoappassionati.</p>
<h3>Cantine protagoniste al banco d’assaggio</h3>
<p>Butussi – Corno di Rosazzo (Ud); Collavini – Corno di Rosazzo (Ud); Cornium – Corno di Rosazzo (Ud); Fruscalzo – Dolegna del Collio (Go); I vini di Emilio Bulfon – Pinzano al Tagliamento (Pn); Il Roncal – Cividale del Friuli (Ud); Lis Neris – San Lorenzo Isontino (Go); Moschioni – Cividale del Friuli (Ud); Reguta – Pocenia (Ud); Sant’Elena – Gradisca d’Isonzo (Go); Scubla – Premariacco (Ud); Stanig – Prepotto (Ud); Tenuta Villanova – Farra d’Isonzo (Go).<br />
Venica &amp;Venica – Dolegna del Collio (Go); Vignis di Marian – Farra d’Isonzo (Go); Roberto Vitas – Cividale del Friuli (Ud).</p>
<div class="gw-info-grid">
<div class="gw-box">
<h3>Programma e turni</h3>
<p>Per garantire un corretto afflusso e la migliore esperienza di degustazione,<br />
gli ingressi saranno suddivisi per turni e su prenotazione<br />
entro le <strong>ore 12:00 di giovedì 22 ottobre</strong>.</p>
<p><strong>Ore 16:30 – 18:00</strong><br />
Degustazione libera riservata a professionisti del settore e giornalisti<br />
(accredito su richiesta via email con conferma da parte di Go Wine)</p>
<p><strong>Ore 18:00 – 20:00</strong><br />
Primo turno di apertura al pubblico</p>
<p><strong>Ore 20:00 – 22:00</strong><br />
Secondo turno di apertura al pubblico</p>
<p class="gw-note">Prenotazioni: <a href="mailto:stampa.eventi@gowinet.it">stampa.eventi@gowinet.it</a></p>
</div>
<div class="gw-box">
<h3>Costi di partecipazione</h3>
<p>Ingresso pubblico: <strong>€ 20,00</strong></p>
<p>Riduzioni:<br />
€ 13,00 Soci Go Wine<br />
€ 18,00 Soci associazioni di settore</p>
<p class="gw-note">Ingresso gratuito per chi si associa a Go Wine<br />
(benefit non valido per soci familiari – iscrizione valida fino al 31 dicembre 2027).<br />
È possibile indicare già all’atto della prenotazione la volontà di associarsi,<br />
versare la quota associativa e partecipare senza ulteriori costi.</p>
</div>
</div>
<div class="gw-cta">
<p><strong>Prenota il tuo turno scrivendo a stampa.eventi@gowinet.it</strong></p>
</div>
<div class="gw-small">
<p>Associazione Go Wine – Alba<br />
Tel. 0173 364631<br />
<a href="mailto:stampa.eventi@gowinet.it">stampa.eventi@gowinet.it</a><br />
www.gowinet.it</p>
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		<title>Feudi di Romans il vino figlio del  fiume Isonzo</title>
		<link>https://www.egnews.it/feudi-di-romans-il-vino-figlio-del-fiume-isonzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Fulco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 12:41:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La parola ai produttori]]></category>
		<category><![CDATA[i feudi di romans]]></category>
		<category><![CDATA[vini friuli venezia giulia]]></category>
		<category><![CDATA[vini isonzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulle sponde del fiume Isonzo, più precisamente a Pieris &#8211; San Canzian D&#8217;Isonzo nella provincia Goriziana, è qui che nasce e si sviluppa il sogno di Severino Lorenzon. Sono gli anni ’50 e lui è tra i primi a scommettere su questo territorio partendo da cinque ettari iniziali e una piccola cantina costruita insieme alla &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sulle sponde del fiume Isonzo, più precisamente a Pieris &#8211; San Canzian D&#8217;Isonzo nella provincia Goriziana, è qui che nasce e si sviluppa il sogno di Severino Lorenzon. Sono gli anni ’50 e lui è tra i primi a scommettere su questo territorio partendo da cinque ettari iniziali e una piccola cantina costruita insieme alla moglie Maria. Circondati da un meraviglioso contesto naturale, inizia così a prendere forma la storia della futura Feudi di Romans.</p>
<p style="text-align: justify;">La passione viaggia di padre in figlio e così Enzo nel 1974 trasforma la visione paterna in Feudi di Romans,  allargandone gli orizzonti anche grazie al solido apporto dei figli Davide e Nicola, che entrando in Azienda al suo fianco vivono l’esperienza dell’espansione aziendale fino ai 100 ettari attuali.</p>
<figure id="attachment_38395" aria-describedby="caption-attachment-38395" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/FDR_2021-10.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-38395 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/FDR_2021-10-200x300.jpg" alt="Feudi di Romans il vino figlio del  fiume Isonzo" width="200" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/FDR_2021-10-200x300.jpg 200w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/FDR_2021-10-683x1024.jpg 683w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/FDR_2021-10-768x1152.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/FDR_2021-10.jpg 1000w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-38395" class="wp-caption-text">Feudi di Romans il vino figlio del fiume Isonzo</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Di pari passo anche l’impianto di vinificazione viene progressivamente ampliato per poter far fronte ai crescenti volumi produttivi, fino alla costruzione di una nuova sezione progettata personalmente da Enzo Lorenzon intorno ai più moderni criteri di sostenibilità, energia pulita e la riduzione degli sprechi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme al complesso di valori e risorse familiari condivise nel tempo anche con i collaboratori che ruotano intorno all’Azienda, l’Isonzo è l’altro elemento fortemente caratterizzante i Feudi di Romans. Tra i simboli del Friuli Venezia Giulia e veicolo dei valori culturali della civiltà contadina, il fiume ha modellato il territorio disegnando il suo percorso tra i suoli di ghiaia e sabbia.</p>
<h2>Feudi di Romans il vino figlio del fiume Isonzo</h2>
<p style="text-align: justify;">Su queste sponde l’Azienda pratica una viticultura di impronta biologica con assenza di diserbo, subirrigazione e diradamento manuale. Il lavoro che segue in cantina percorre le linee tradizionali anche attraverso l’uso dei legni, sia barrique che botti grandi e tonneaux, ma sempre con uso attento e parsimonioso allo scopo di non prevaricare i caratteri di tipicità delle uve.</p>
<p style="text-align: justify;">A sovraintendere il processo e Davide, enologo e responsabile della produzione, profondo conoscitore del suo territorio che riesce a trasportare nei vini le caratteristiche delle proprie uve. Un lavoro oggi quantificato intorno alle cinquecentomila bottiglie annue, che varcano i confini per portare il proprio messaggio enologico nei bicchieri di ventiquattro paesi.</p>
<figure id="attachment_38396" aria-describedby="caption-attachment-38396" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFEUDIDIROMANS_GEN_2021-36.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-38396 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFEUDIDIROMANS_GEN_2021-36-200x300.jpg" alt="Feudi di Romans Friulano" width="200" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFEUDIDIROMANS_GEN_2021-36-200x300.jpg 200w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFEUDIDIROMANS_GEN_2021-36-683x1024.jpg 683w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFEUDIDIROMANS_GEN_2021-36-768x1151.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFEUDIDIROMANS_GEN_2021-36.jpg 1001w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-38396" class="wp-caption-text">Feudi di Romans il vino friulano</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Questo è possibile grazie al lavoro di Nicola, direttore commerciale e marketing dell’azienda responsabile della rete di distribuzione dei vini I Feudi di Romans a cui abbiamo avuto il piacere di rivolgere qualche domanda:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I vostri vini per personalità sono tra i più apprezzati dagli appassionati di bianchi friulani. Cosa significa oggi per voi e per i vostri prodotti essere riconoscibili?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Soddisfazione, gratitudine verso tutti coloro che hanno creduto e lavorato dando il meglio di sé e in un fine, un sogno, cominciato 60 anni fa che un po’ si avvera ma c’è ancora da fare non ci fermiamo!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Dai sogni dei nonni Severino e Maria al lavoro di papà Enzo, fino alla conduzione dell’ultima generazione rappresentata da te e da tuo fratello Davide. Perché e in cosa la famiglia è il segreto del successo rispetto alle produzioni dei grossi gruppi?</em></strong></p>
<h3>Feudi di Romans il vino figlio del fiume Isonzo</h3>
<p style="text-align: justify;">La Passione ed il grande legame che si ha con il territorio e certe volte questi vengono prima del Bilancio economico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La vecchia scuola rappresentata da Papà Enzo è uno stimolo o un limite per le idee innovative della nuova generazione? E quante volte, come spesso succede nei confronti generazionali, anche senza ammetterlo pubblicamente sei stato costretto a dire a te stesso che però alla fine aveva ragione lui?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ un grande stimolo! Perché si cerca sempre di migliorare anche se non è facile visti i suoi successi! Be indubbio che tante volte la sua esperienza è uscita vincitrice contro la nostra esuberanza, ma ogni tanto anche lui ha dato ragione a noi ed è questo che si chiama famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Le caratteristiche pedoclimatiche sono certamente influenzate dalla presenza iconica del fiume Isonzo e dei suoi mille significati culturali. Quali sono i tratti principali che assicurano ai vostri vini l’eleganza del profilo organolettico?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le caratteristiche pedoclimatiche sono l’escursione climatica tra giorno e notte data dalla brezza del mare, la mineralità e sapidità del suolo, mentre l’isonzo ci ha sempre spinto a grandi battaglie per prima quella di mio nonno nel puntare su un territorio che a quei tempi era svantaggiato in confronto ai più ben altri noti del Friuli e ora, passando per Papà la nostra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Agricoltura sostenibile, vinificazioni tradizionali, uso attento del legno e cantina tecnologicamente al passo con i tempi. Per fare degli ottimi vini quindi, basta solamente adottare delle buone pratiche in vigna?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mio nonno diceva sempre “ se hai buona uva fai buon vino” quindi si è importante ma poi in cantina si può sempre rovinare tutto, ed è qui che entra in ballo la passione di mio fratello che conubia le tradizioni con la tecnologia e ci regala i nostri grandi vini.</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/DSC_1638.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-38397 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/DSC_1638-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/DSC_1638-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/DSC_1638-1024x682.jpg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/DSC_1638-768x511.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/DSC_1638-1536x1022.jpg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/DSC_1638.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>In Cantina il timone è in mano a tuo fratello Davide enologo che segue i processi produttivi e, che come nessun altro sa interpretare il potenziale delle vostre uve di anno in anno. Interferisci mai con lui nel suo campo oppure la sua è una competenza esclusiva?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io il naso ed il becco ce lo metto continuamente, ma perché gli riporto quello che vedo in giro per il mondo e come il palato dei nostri clienti si evolve e lui riesce a leggere il mio pensiero e a realizzarlo in cantina, tenendo però sempre fermi i fondamentali della tipicità che il nostro territorio ha e che ci contraddistingue.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>A te spetta invece il compito di portare in giro per il mondo i vostri vini attualmente presenti in 22 paesi. Per la tua esperienza diretta, oggi dopo un evento epocale come quello del Covid come rispondono i mercati internazionali?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si e ogni anno diventa un po’ più facile perché i vini migliorano e il brand è più riconosciuto. Il covid ha cambiato tutto! Hanno retto i legami costruiti negli anni con basi di fiducia e stima. Faccio esempio ad un nuovo vino che abbiamo fatto e che tanti miei clienti hanno deciso di inserire solo per quei valori che ho detto sopra e ci riempie di orgoglio. Ps: sono 26 i paesi (ride…), appena l&#8217;1% di tutti i paesi del mondo quindi abbiamo ancora tanto da fare!! (ride ancora di più…).</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFDR-ritratti-9508.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-38398 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFDR-ritratti-9508-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFDR-ritratti-9508-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFDR-ritratti-9508-1024x684.jpg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFDR-ritratti-9508-768x513.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFDR-ritratti-9508-1536x1026.jpg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2021/10/IFDR-ritratti-9508.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il distanziamento e il ricorso a web e streaming, ha cambiato per sempre il modo di comunicare il vino o è solo un effetto temporaneo destinato a ridursi insieme alla paura dei contatti ravvicinati?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Penso di si e a dir la verità lo spero, perché solo con la presenza riesci a trasmettere tutta la passione che abbiamo per il nostro lavoro e per i nostri vini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Quale pensi sia l’intervento legislativo più urgente da fare per permettere al comparto vitivinicolo di ripartire con slancio?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scusa ma siamo già ripartiti con slancio! Il lavoro fatto durante il covid facendo sentire la nostra vicinanza senza essere oppressivi e rispettando i loro tempi, oggi ci ha portato a essere in crescita in confronto al 2019. Ora bisogna pensare a mantenerla ma darti una risposta tecnica non è facile, ma penso che continuare con OCM che ci aiuta ad aprire nuovi mercati e sviluppare quelli che abbiamo sia importante e poi, azioni che facciano ripartire bene l’economia italiana che di conseguenza porterà ad un aumento dei consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Bruno Fulco</p>
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		<title>Amandum la passione che nasce dalle donne del Friuli</title>
		<link>https://www.egnews.it/amandum-la-passione-che-nasce-dalle-donne-del-friuli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Fulco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 10:42:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[La parola ai produttori]]></category>
		<category><![CDATA[amandum]]></category>
		<category><![CDATA[vini friulani]]></category>
		<category><![CDATA[vini friuli venezia giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche se l’Italia è il paradiso del vino ci sono per forza zone più fortunate di altre ed il Friuli Venezia Giulia è certamente tra queste. la diversità dei profili pedoclimatici presenti sul territorio garantisce quasi ovunque le caratteristiche ideali per produzioni di livello. Se si aggiunge poi il carattere dei Friulani e la loro &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/friulano-amandum.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-30368 alignleft" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/friulano-amandum.jpg" alt="" width="455" height="341" /></a>Anche se l’Italia è il paradiso del vino ci sono per forza zone più fortunate di altre ed il Friuli Venezia Giulia è certamente tra queste. la diversità dei profili pedoclimatici presenti sul territorio garantisce quasi ovunque le caratteristiche ideali per produzioni di livello. Se si aggiunge poi il carattere dei Friulani e la loro dedizione al lavoro, allora il mix di elementi necessario per fare ottimi vini raggiunge spesso la perfezione. Grandi e piccole aziende punteggiano il territorio, crescono, si evolvono e si reinventano componendo un panorama di altissima qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra queste Amandum vede la luce nel 2013 quando i fratelli Enrico e Carlo Alberto Agostinis, dopo quasi 30 anni, decidono di riprendere un’attività radicata nella cultura della loro famiglia. La storia con il vino la iniziò Enrico, nonno dei due attuali proprietari, che acquistò le vigne a metà degli anni ‘50 del secolo scorso. La produzione di vino arrivo fino al 1992 caratterizzata da una forte connotazione femminile. Condussero l&#8217;Azienda prima Bianca e poi la figlia Anna, imponendosi caratterialmente in un mondo che ai tempi non prevedeva iniziative imprenditoriali al femminile.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi i nipoti hanno ripreso ad imbottigliare le loro uve, dando seguito alla passione e all&#8217;eredità culturale delle donne di famiglia e dedicandogli il nome dell’azienda che prosegue nel solco da loro tracciato. Amandum  situata in quel di Moraro nella provincia Goriziana, si trova in una condizione felice dal punto di vista pedoclimatico, grazie alla presenza del fiume Isonzo che mescola ghiaia, ciottoli e argilla rossa ricca di minerali, con presenza di ossido di ferro e di alluminio .</p>
<p style="text-align: justify;">Le Alpi Giulie e la vicinanza all’Adriatico completano il quadro, garantendo un clima temperato con escursione termica ideale per la vite soprattutto dal punto di vista aromatico. L’età dei vigneti va dai 30 ai 70 anni e le più vecchie sono coltivate a Merlot e Friulano, mantenendo basse le rese per assicurare ai vini un alto profilo qualitativo, aspetto fondamentale per l’Azienda, che traspare anche delle impressioni che abbiamo potuto scambiare con l’Avv. Enrico Agostinis, uno dei suoi conduttori:</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/1_Foto-interni-Azienda.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-29765 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/1_Foto-interni-Azienda.jpg" alt="" width="519" height="415" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E: Alle origini dell’Azienda la grande passione di due donne in un’epoca in cui il vino era declinato al maschile. Nella conduzione odierna dell’Azienda è rimasta ancora in qualche aspetto  l’influenza di  quella visione forte e gentile tutta al femminile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A: <em>Non c’è degno futuro senza la consapevolezza di quanto impegno è stato profuso nel passato, da chi ci ha preceduto ed indicato la via. Di questa memoria, declinata al femminile, l’Azienda è rimasta fieramente intrisa, ed anche oggi ripropone con orgoglio figure di donne in ruoli chiave. La tradizione, con grande nostra soddisfazione, continua.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E: Il territorio in cui si estende l’Azienda è sicuramente vocato e generoso per la produzione di ottimi vini. Qual è la vostra formula di conduzione dei vigneti per assicurarsi di trarre il meglio dall’ambiente e rispecchiarlo nei vostri vini?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A: <em>Siamo fortunati perché ci troviamo nel luogo giusto, per clima e per caratteristiche del terreno, per la produzione di grandi vini. Guardiamo con rispetto massimo alla natura che ci ospita ed alle viti che i vini ci regalano. Cerchiamo di evitare loro ogni tipo di stress, idrico o nutritivo, nella consapevolezza che ciò avrebbe ripercussioni, piccole o grandi, sulla qualità della bacca e quindi del vino.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/Pinot-grigio-amandum.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-30365 alignleft" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/Pinot-grigio-amandum.jpg" alt="" width="443" height="332" /></a>E: Nella storia dell’Azienda la data del 2013 segna l’inizio della produzione oggi diretta dalla generazione dei nipoti dei fondatori. Probabilmente è la data in cui si è deciso il passaggio tra conferitori di uve a produttori. Cosa motiva una decisione così importante in grado di modificare impegni e sforzi? Da dove nasce la voglia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A: <em>Già in passato, e per lungo tempo, l’Azienda produsse vino. Poi si è limitata a produrre e conferire le uve. Direi che centrale e decisivo nel riprendere l’antico cammino siano stati proprio il ricordo ed il recupero di questa ricca storia, assieme al piacere di produrre una bevanda che è il miglior testimone delle bellezze e delle caratteristiche del territorio e dell’impegno profuso nella coltivazione. È innegabile infatti riconoscere che produrre vino rappresenti un valore aggiunto, e costituisca un’attività nobile che si inserisce oltretutto nel solco della grande storia vitivinicola italiana. Sono questi gli aspetti più centrali che ci hanno ispirato e spinto ad una sfida sicuramente più onerosa ed impegnativa, ma molto più appagante e gratificante.</em><em>      </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E: Dei vitigni della vostra base ampelografica qual è quello che vi da più soddisfazioni o al quale siete più affezionati e perché?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A: <em>Non vorrei dare preferenze a quelli che sono tutti figli egualmente amati. Però, visto che alla gentile domanda và doverosamente data risposta, scandagliando nelle pieghe dell’anima posso confessare che tra tutti, e andando contro corrente rispetto alla vulgata che vuole il Friuli Venezia Giulia solo ed esclusivamente terra di grandi bianchi, avverto particolare predilezione per una vecchia vigna di Merlot che, grazie proprio caratteristiche specifiche del territorio che ci ospita, regala prodotti di altissima qualità, con ciò confermando che la nostra bella Regione è vocata anche per i grandi vini rossi. E poi questa antica vigna ha un posto particolare nel mio cuore, posto che ricordo bene quando fu piantata; lo fu direttamente sotto la conduzione di mia nonna. Questo la rende a me speciale, in quanto memoria vivente di chi fu. E rammento bene che fu piantata portando e stivando le barbatelle su di un carro trainato da cavalli, allora presenti nell’Azienda ed utilizzati ovviamente come usuale mezzo di trazione. Insomma, sempre viva il Merlot!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E: Il Friuli Venezia Giulia è certamente tra quelle da annoverare come esempio nella produzione dei bianchi, un modello preso d’esempio su tutto il territorio nazionale.  Come esperti di questa tipologia, quali sono secondo lei i vitigni italiani a bacca bianca più interessanti e con le migliori prospettive di sviluppo tra quelli al di fuori della vostra regione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A:<em>Guardando al territorio nazionale, sicuramente una delle uve che già oggi regala risultati importanti ad ogni latitudine del nostro differenziato Paese è lo Chardonnay, vitigno straordinariamente adattabile e particolarmente reattivo alle diverse condizioni del territorio in cui viene coltivato. È una bacca che raggiunge alti e sempre diversi livelli qualitativi, in ogni punto della nostra penisola: basti ricordare le grandi espressioni che offre, ad esempio, in Sicilia e lungo tutto lo stivale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E: I vostri vini hanno saputo guadagnare il favore della critica sin da subito. Per conseguire questi risultati oltre alla qualità quanto pesano aspetti come comunicazione, marketing, packaging, eventi, guide, ecc?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A: <em>Questi aspetti sono importantissimi perché resta vera la regola secondo la quale “il vestito fa il monaco”. Al di là della facile citazione, è sicuramente giusto riconoscere che gli aspetti della comunicazione, del marketing, del packaging, degli eventi, delle guide, sono tutti ineludibili per la buona sorte del “prodotto vino”. E ciò è ancor più vero alla luce della sempre maggiore visibilità che il vino ha nella vita quotidiana del consumatore. A tutti questi momenti, a tutte queste fasi bisogna dunque guardare con doverosa attenzione, ed in essi bisogna pertanto impegnarsi con la stessa professionalità che sappiamo esprimere in campo ed in cantina.</em></p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/3_Foto-vigneto-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-29767 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/3_Foto-vigneto-4.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E: E ancora sulle politiche di comunicazione: pensa che l’esperienza recente del Covid19 possa aver cambiato il  modo di comunicare il vino e di incontrare i consumatori? Ed eventualmente in che modo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A: <em>Personalmente non credo che l’esperienza recente del Covid-19 abbia inciso e possa incidere sulle politiche di stretta comunicazione. Sono invece convinto che la comunicazione relativa al vino debba alimentarsi ed incentrarsi soprattutto sulla consapevolezza del doveroso e naturale rispetto della natura e dei luoghi da parte dell’agricoltore che coltiva le uve. Questo messaggio universale abbiamo  l’obbligo di divulgare per il bene specifico del vino, che da tale rispetto nasce e trova forza, ma anche per una umanità più consapevole del mondo di cui è ospite.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E: Se potesse essere nella cabina di regia in cui si progettano provvedimenti e politiche per lo sviluppo del settore, in quale direzione lavorerebbe? Quale aspetto normativo, legislativo o produttivo sarebbe la sua priorità anche alla luce dei danni prodotti dalla pandemia appena passata?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A: <em>Per queste considerazioni vi sono le associazioni di categoria, che svolgono un ruolo davvero prezioso. Credo sia giusto lasciare spazio a questi organismi, che hanno al loro interno capacità e risorse per sviluppare le riflessioni più corrette ed esprimere le conclusioni preziose per il mondo del vino. Personalmente, se dovesse essere singolarmente richiesta una risposta, riterrei opportuna, soprattutto, la detassazione dei rapporti di lavoro; ed insisterei per una detassazione  ancor più importante se correlata all’ assunzione di lavoratori di fascia giovane. Lo riterrei un intervento intelligente, che favorirebbe l’occupazione giovanile e consentirebbe agli imprenditori agricoli di sviluppare ancora meglio la loro attività, ed assicurerebbe infine continuità alla grande tradizione che l’Italia vanta da sempre nel vino e nell’agricoltura di qualità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E: C’è un vitigno di cui è appassionato che per caratteristiche pedoclimatiche non può produrre ma gli piacerebbe coltivare? oppure la sua attenzione è rivolta esclusivamente alla base ampelografica locale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A: <em>Personalmente sono e resto appagato dai vitigni tradizionali che ci regala la nostra Regione. Mi spiace al momento di non aver ancora una vigna di Malvasia, ma realizzeremo in futuro questo bell’obiettivo. Guardando ad altre latitudini e ad altri vitigni, la mente torna alla Sicilia, regione importante a cui dobbiamo molto. Storicamente da lì e dal contributo dei tanti popoli che per millenni ne hanno fatto la storia, deriva l’introduzione di tanti vitigni che si sono poi espansi lungo tutta la dorsale della penisola. E guardando a quella bella isola, penso con positiva invidia ai vitigni dello Zibibbo o Moscato d’Alessandria, ed alla Malvasia, bacche che danno vita a grandi vini come il Passito di Pantelleria e alla Malvasia delle Lipari.</em></p>
<p>Bruno Fulco</p>
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