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	<title>ricettario &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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	<description>Giornale eno-gastonomico e turismo, viaggi, fiere Turismo, vino</description>
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		<title>Pellegrino Artusi, l’uomo che inventò le ricette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 16:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Pellegrino Artusi]]></category>
		<category><![CDATA[ricettario]]></category>
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					<description><![CDATA[A 200 anni dalla nascita, il ricordo dell’uomo che per primo raccolse in un manuale le ricette culinarie di tutte le regioni italiane due decenni dopo l’unificazione d’Italia. Nato a Forlimpopoli in provincia di Forlì il 4 agosto del 1820, Pellegrino Artusi rimane ancora oggi uno dei capisaldi della cucina tradizionale italiana per il suo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center">A 200 anni dalla nascita, il ricordo dell’uomo che per primo raccolse in un manuale le ricette culinarie di tutte le regioni italiane due decenni dopo l’unificazione d’Italia.</div>
<div></div>
<div>Nato a Forlimpopoli in provincia di Forlì il 4 agosto del 1820, Pellegrino Artusi rimane ancora oggi uno dei capisaldi della cucina tradizionale italiana per il suo «Manuale pratico per le famiglie» dal titolo «La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene» pubblicato nel 1891.</div>
<div>Figlio di una famiglia benestante di droghieri trasferitasi a Firenze per sfuggire ai dolorosi ricordi di violenze subite: è il 1851 quando il pericoloso brigante Stefano Pelloni, detto il Passatore, assale Forlimpopoli con l&#8217;intento di rapinare i ricchi della zona. La rapina ma soprattutto  la violenza ai danni della sorella, da cui la stessa mai si riprese, convinsero la famiglia a trasferirsi in centro città a Firenze, dove rilevarono un banco di vendita di seta, fino al 1865, quando La città  diventa capitale e Pellegrino decide di chiudere l’attività e di dedicarsi alle proprie passioni.</div>
<div></div>
<div>Studia i classici, viaggia e inizia a scrivere ricette di cucina che sperimenta personalmente alla ricerca dI innovazione, pubblicandole nel suo manuale e ponendo a tutti gli effetti le basi della cucina nazionale italiana.</div>
<div><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/08/6977BDF2-23B7-46CE-962F-44CFE113A96A.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-31687" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/08/6977BDF2-23B7-46CE-962F-44CFE113A96A.jpeg" alt="" width="626" height="999" /></a>Scritto con sapienza e ironia, «La scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene» rappresenta un capolavoro della cucina italiana e del servire a tavola, tradotto in numerose lingue. Un libro che era molto di più di un manuale: oltre alle sue ricette, aneddoti, citazioni poetiche e riflessioni personali imprimevano personalità al volumetto tanto che un’edizione successiva privata di queste ebbe scarso successo.</div>
<div></div>
<div>Furono tre le opere di Artusi, tutte pubblicate a spese proprie: due saggi di critica letteraria che passarono inosservati e questo manuale a cui venne attribuito anche il grande merito di contribuire alla diffusione della lingua italiana sul territorio nazionale da poco unificato. Scritto in una lingua fluida, elegante e armoniosa, quel libro portò nelle case degli italiani un modello di lingua Fiorentina fresca e vivace ma al tempo stesso corretta e controllata tanto da divenire familiare a generazioni di Italiani.</div>
<div></div>
<div>Pellegrino Artusi rimase sempre profondamente legato alla sua Forlimpopoli tanto da lasciarle in eredità i suoi carteggi, diverse edizioni dei suoi libri, ed una collezione storica e moderna di libri, riviste e documenti multimediali a tema gastronomico. È nato così il complesso «Casa Artusi» che oltre alla ricca raccolta di reperti storici completa il progetto con un centro di cultura gastronomica con corsi e lezioni, un ristorante, una cantina e un museo.</div>
<div>
<div></div>
</div>
<div>Pellegrino Artusi muore a 91 anni a Firenze e viene sepolto al cimitero di San Miniato insieme a molti altri grandi esponenti della storia e della cultura italiana.</div>
<div></div>
<div>Non poteva mancare una ricetta tratta dal suo manuale.</div>
<div></div>
<div>Torta di riso</div>
<div></div>
<div>Ingredienti/</div>
<div>
<div>Latte, un litro.</div>
<div>Riso, grammi 200.</div>
<div>Zucchero, grammi 150.</div>
<div>Mandorle dolci con 4 amare, grammi 100.</div>
<div>Cedro candito, grammi 30.</div>
<div>Uova intere, n. 3.</div>
<div>Rossi d&#8217;uovo, n. 5.</div>
<div>Odore di scorza di limone.</div>
<div>Una presa di sale.</div>
<div></div>
<div> Preparazione:</div>
<div>Le mandorle sbucciatele e pestatele nel mortaio con due cucchiaiate del detto zucchero.</div>
<div>Il candito tagliatelo a piccolissimi dadi.</div>
<div>Cuocete il riso ben sodo nel latte, versateci dopo il condimento e, quando sarà diaccio, le uova. Mettete il composto in una teglia unta col burro e spolverizzata di pangrattato, assodatelo al forno o tra due fuochi, il giorno appresso tagliate la torta a mandorle e solo quando la mandate in tavola spolverizzatela di zucchero a velo.</div>
</div>
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