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	<title>comieco &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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	<description>Giornale eno-gastonomico e turismo, viaggi, fiere Turismo, vino</description>
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		<title>«Se avanzo mangiatemi», la doggy bag si accredita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maura Sacher]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 00:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stile e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[È avviato l’accordo tra Comieco (Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo di imballaggi a base cellulosica) e Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) sul progetto «Doggy Bag &#8211; se avanzo mangiatemi» contro lo spreco alimentare nei ristoranti. Il progetto «Doggy Bag – se avanzo mangiatemi», è nato nell’anno di Expo 2015 e, nell’immediato, ha avuto &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È avviato l’accordo tra Comieco (Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo di imballaggi a base cellulosica) e Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) sul progetto «Doggy Bag &#8211; se avanzo mangiatemi» contro lo spreco alimentare nei ristoranti.</p>
<p>Il progetto «Doggy Bag – se avanzo mangiatemi», è nato nell’anno di Expo 2015 e, nell’immediato, ha avuto un riscontro positivo in oltre 50 ristoranti di Slow Food Italia e in più di 200 locali tra Milano, Bergamo, Varese e Roma, anche (e soprattutto) grazie alla campagna antispreco innescata da Andrea Segrè dell’Università di Bologna e fatta propria dalla Comunità Europea, tanto che l’Italia nell’agosto 2016 ha varato la legge contenente norme sullo spreco alimentare e sulle eccedenze.<br />
Intanto, sotto lo slogan del “Last Minute Market”, molti esercizi alimentari hanno favorito la vendita di quei beni vicini alla scadenza o per imperfezioni non più commerciabili e tuttavia ancora commestibili, e aderito ai progetti per la raccolta delle eccedenze di cibo fresco e cotto non smerciato (e lo stesso nelle mense aziendali), affinché non finiscano nei cassonetti ma vadano piuttosto utilizzate nelle Mense dei poveri, o nelle Case di riposo.</p>
<p>Nel contempo, la “Doggy Bag”, usanza importata dagli USA dove è consuetudine, ha trovato un positivo gradimento tra gli avventori di trattorie, ove vengono serviti piatti più che abbondanti e la confidenza con i camerieri e/o il gestore è più diretta, mentre si è riscontrata qualche ritrosia tra i clienti di ristoranti, che non riescono a superare disagio e vergogna, timorosi di essere giudicati dei pezzenti, anche dagli altri commensali, in nome di una considerazione (distorta) del galateo. In effetti, già ai tempi della Roma Imperiale i commensali alla fine dei sontuosi banchetti si potevano portare via il cibo rimasto, come generoso dono dell’ospitante.<br />
Accanto alla “doggy bag” si è affacciata la “wine-bag”, con la bottiglia del vino o spumante non consumato, accolta con una buona disponibilità da molti ristoratori.</p>
<p>L’accordo tra Fipe e Comieco prevede un primo lancio di packaging doggy bag d&#8217;autore, eco-contenitori ideati, progettati e firmati da un team di professionisti italiani, in mille ristoranti italiani su un bacino potenziale di oltre centomila.</p>
<p>Lo stile accattivante della forma del sacchetto compenserà la ritrosia degli avventori a chiedere la doggy bag, e ai gestori di offrirla con gli avanzi del piatto, in osservanza alle norme sull’anti speco? Speriamo di sì.</p>
<p>Maura Sacher</p>
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		<title>Contro lo spreco alimentare</title>
		<link>https://www.egnews.it/lo-spreco-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Rotolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 07:58:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[#doggybag]]></category>
		<category><![CDATA[comieco]]></category>
		<category><![CDATA[fipe]]></category>
		<category><![CDATA[sprecoalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Iniziativa di Fipe e Comieco per promuovere una nuova cultura della sostenibilità nei ristoranti italiani. La doggy bag sostiene la pratica virtuosa del recupero di derrate alimentari. &#160; Bravi a Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e Comieco (Consorzio per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica) per aver lanciato il progetto “Doggy Bag &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziativa di Fipe e Comieco per promuovere una nuova cultura della sostenibilità nei ristoranti italiani. La doggy bag sostiene la pratica virtuosa del recupero di derrate alimentari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bravi a Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e Comieco (Consorzio per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica) per aver lanciato il progetto “Doggy Bag se avanzo mangiatemi”, contro lo spreco alimentare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con l’iniziativa si metteranno a disposizione dei ristoranti italiani eco-contenitori di design e Made in Italy per dare ai clienti la possibilità di portare agevolmente a casa cibi e bevande non consumate. Un altro tassello importante che si aggiunge alla legge n. 166 del 2016 per limitare gli sprechi alimentari, divenuti un’autentica piaga sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un terzo degli alimenti, infatti, nei pubblici esercizi italiani viene sprecato, pari a 185mila tonnellate di cibo, come sostiene Giancarlo Deidda, vicepresidente di Fipe. Sono cifre da rabbrividire! Quella contro lo spreco alimentare è una sfida che va condotta sul piano culturale per determinare una nuova sensibilità in clienti e ristoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciascuno dovrà fare la sua parte impegnandosi a demolire quei modelli culturali che in questi anni hanno favorito gli sprechi, perché lo spreco alimentare, purtroppo, ha luogo in tutte le fasi della filiera, dalle perdite nella produzione, distribuzione e commercializzazione, fino alle cattive abitudini dei consumatori. Lo spreco in famiglia, infatti, è stato stimato in un costo di 450 euro l’anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il raggio di azione del progetto di Fipe e Comieco, in una prima fase, porterà i doggy bag in 1.000 ristoranti sul territorio italiano e si spera in poco tempo su una presenza capillare considerando un bacino potenziale costituito da circa 104mila ristoranti con servizio. Intanto acquisiamo l’abitudine di chiedere il doggy bag!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Piero Rotolo</p>
<p><a href="mailto:p.rotolo@egnews.it">p.rotolo@egnews.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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