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	<title>chianti classico &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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	<description>Giornale eno-gastonomico e turismo, viaggi, fiere Turismo, vino</description>
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	<title>chianti classico &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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	<item>
		<title>Expo Chianti Classico 5-8 Settembre 2024</title>
		<link>https://www.egnews.it/expo-chianti-classico-5-8-settembre-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazioneroma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 06:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
		<category><![CDATA[eventi vino]]></category>
		<category><![CDATA[Expo Chianti Classico]]></category>
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					<description><![CDATA[La manifestazione, organizzata dal Comune di Greve in Chianti, è l’unica che porta in piazza i produttori di tutti i Comuni del Chianti Classico. In questo modo si sottolinea l’importanza dell&#8217;unitarietà di un grande territorio. A partire dagli anni ‘70 la manifestazione ha cambiato nome e impostazione, prima Mostra Mercato, poi Rassegna ed Expo, ma rimane senza &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La manifestazione, <em>organizzata dal Comune di Greve in Chianti</em>, è l’unica che porta in piazza i produttori di tutti i Comuni del Chianti Classico. In questo modo si sottolinea l’importanza dell&#8217;unitarietà di un grande territorio.</p>
<p>A partire dagli anni ‘70 la manifestazione ha cambiato nome e impostazione, prima Mostra Mercato, poi Rassegna ed Expo, ma rimane senza dubbio l’appuntamento più importante per conoscere il mondo del vino chiantigiano.</p>
<p>Nei giorni dell’evento Greve in Chianti offre ai suoi visitatori un programma ricco di manifestazioni artistiche e culturali, di eventi legati al mondo rurale, di incontri ravvicinati con i viticoltori, le loro vigne e cantine.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno saranno <strong>64 le Cantine presenti in Piazza Matteotti per la 52° Expo Chianti Classico</strong>.</p>
<p>Agli stand della Cantine, che <strong>provengono da tutto il territorio del Chianti Classico,</strong> sarà possibile degustare le ultime annate della loro produzione e tante &#8220;perle enologiche&#8221; che hanno in serbo per tutti i presenti.</p>
<p>Per accedere alle degustazioni, come di consueto, <strong>è necessario acquistare il calice che include 7 ticket degustazione al prezzo di € 15.00</strong><br />
Le degutazioni potranno essere svolte al Padiglione Consortile, dove sono presenti oltre 80 Chianti Classico, o direttamente agli stand delle Cantine presenti. Gli assaggi di Chianti Classico d&#8217;annata valgono 1 ticket; la Riserva, Gran Selezione e Vinsanto valgono 2 ticket.</p>
<p class="p1">Anche quest’anno, in collaborazione con il Consorzio Vino Chianti Classico, siamo a proporvi degli approfondimenti sui vini e gli olii del nostro territorio con 7 Degustazioni Guidate da Tecnici e Sommelier.</p>
<p class="p1">Ecco il Programma completo delle degustazioni:</p>
<div><strong>VENERDì  6 SETTEMBRE</strong></div>
<div></div>
<ul>
<li>Ore 16.00 Sala Consiliare Palazzo Comunale</li>
</ul>
<div><strong>DEGUSTAZIONE guidata in interno</strong></div>
<div><strong>“Le tipologie del Chianti Classico: l’Annata”</strong></div>
<div>Alla scoperta della piramide qualitativa del Gallo Nero con focus dedicati alle tre tipologie</div>
<div>Conduce: Leonardo Romanelli con Dimitri Frosali</div>
<div>Degustazione Euro 15,00 su prenotazione</div>
<div>Tickets: <a href="https://www.eventbrite.it/e/953709830777?aff=oddtdtcreator" target="_blank" rel="noopener">https://www.eventbrite.it/e/953709830777?aff=oddtdtcreator</a></div>
<div></div>
<ul>
<li>Ore 18.30 Giardino Incontri</li>
</ul>
<div><strong>DEGUSTAZIONE guidata “Chianti Classico Century” </strong></div>
<div><strong>Assaggio di 6 vini nel corso di un racconto tra teatro e musica degli ultimi 100 anni del Consorzio e del mondo.</strong></div>
<div>Conduce: Leonardo Romanelli e Dimitri Frosali</div>
<div>Degustazione Euro 15,00 su prenotazione</div>
<div>Tickets: <a href="https://www.eventbrite.it/e/955164662217?aff=oddtdtcreator" target="_blank" rel="noopener">https://www.eventbrite.it/e/955164662217?aff=oddtdtcreator</a></div>
<div></div>
<div><strong>SABATO 7 SETTEMBRE</strong></div>
<ul>
<li>Ore 12.00 Sala Consiliare Palazzo Comunale</li>
</ul>
<div><strong>DEGUSTAZIONE guidata OLIO EVO</strong></div>
<div><strong>OLIO DOPairing: a PRANZO con la DOP del Chianti Classico</strong></div>
<div><strong>Degustazione racconto sull’Olio DOP del Chianti Classico per imparare a conoscere e saper distinguere un Olio di eccellenza e i suoi migliori abbinamenti</strong></div>
<div>Conduce: Roberto Rappuoli, tecnico agronomo Consorzio Olio Dop Chianti Classico</div>
<div>Degustazione Euro 15,00 su prenotazione</div>
<div>Tickets: <a href="https://www.eventbrite.it/e/967519586127?aff=oddtdtcreator" target="_blank" rel="noopener">https://www.eventbrite.it/e/967519586127?aff=oddtdtcreator</a></div>
<div></div>
<ul>
<li>Ore 16.00 Sala Consiliare Palazzo Comunale</li>
</ul>
<div><strong>DEGUSTAZIONE guidata in interno</strong></div>
<div><strong>Le tipologie del Chianti Classico: la Riserva </strong></div>
<div>Alla scoperta della piramide qualitativa del Gallo Nero con focus dedicati alle tre tipologie</div>
<div>Conduce: VALENTINO TESI</div>
<div>Degustazione Euro 15,00 su prenotazione</div>
<div>Tickets: <a href="https://www.eventbrite.it/e/967519766667?aff=oddtdtcreator" target="_blank" rel="noopener">https://www.eventbrite.it/e/967519766667?aff=oddtdtcreator</a></div>
<div></div>
<ul>
<li>Ore 18.00 Sala Consiliare Palazzo Comunale</li>
</ul>
<div><strong>DEGUSTAZIONE guidata in interno</strong></div>
<div><strong>Le tipologie del Chianti Classico: la Gran Selezione</strong></div>
<div>Alla scoperta della piramide qualitativa del Gallo Nero con focus dedicati alle tre tipologie</div>
<div>Conduce: VALENTINO TESI</div>
<div>Degustazione Euro 15,00 su prenotazione</div>
<div>Tickets: <a href="https://www.eventbrite.it/e/967519696457?aff=oddtdtcreator" target="_blank" rel="noopener">https://www.eventbrite.it/e/967519696457?aff=oddtdtcreator</a></div>
<div></div>
<div><strong>DOMENICA 8 SETTEMBRE</strong></div>
<ul>
<li>Ore 16.00 Sala Consiliare Palazzo Comunale</li>
</ul>
<div><strong>DEGUSTAZIONE guidata in interno</strong></div>
<div><strong>“Il VINSANTO del Chianti Classico”</strong></div>
<div>Conduce: Valentino Tesi</div>
<div>Degustazione Euro 15,00 su prenotazione</div>
<div>Tickets: <a href="https://www.eventbrite.it/e/967521572067?aff=oddtdtcreator" target="_blank" rel="noopener">https://www.eventbrite.it/e/967521572067?aff=oddtdtcreator</a></div>
<div></div>
<ul>
<li>Ore 18.30 Giardino Incontri</li>
</ul>
<div>DEGUSTAZIONE guidata IN PIAZZA</div>
<div>“Il GALLO NERO e i suoi abbinamenti”</div>
<div>Degustazione di Chianti Classico e Vinsanto del Chianti Classico in abbinamento a proposte Gastronomiche dei Ristoranti Grevigiani</div>
<div>Conduce: Valentino Tesi</div>
<div>1h30 c.a. Degustazione Euro 25,00 su prenotazione</div>
<div>Tickets: <a href="https://www.eventbrite.it/e/967521782697?aff=oddtdtcreator" target="_blank" rel="noopener">https://www.eventbrite.it/e/967521782697?aff=oddtdtcreator</a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><strong>Il Pagamento della degustazione dovrà essere effettuato direttamente alla reception della degustazione.</strong></div>
<div></div>
<div>E’ consigliato l’arrivo almeno 15 minuti prima dell’inizio della degustazione.</div>
<div>In caso di ritardo oltre 15 minuti dall’inizio della degustazione, il posto potrà essere riassegnato.</div>
<div></div>
<div><strong>C.S.</strong></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Enologo Ovidio Mugnaini vince il Premio Gambelli 2024</title>
		<link>https://www.egnews.it/lenologo-ovidio-mugnaini-vince-il-premio-gambelli-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazioneroma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 09:41:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tribuna]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
		<category><![CDATA[ovidio mugnaini]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad aggiudicarsi la XII edizione del Premio Gambelli, promosso da Aset e dal network Igp in memoria di Giulio Gambelli, firma di grandi vini italiani, è Ovidio Mugnaini,  responsabile tecnico della cantina e della vigna dell&#8217;azienda La Sala del Torriano a San Casciano Val Di Pesa, in Chianti Classico. Il riconoscimento, rivolto ad enologi under &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad aggiudicarsi la XII edizione del Premio Gambelli, promosso da Aset e dal network Igp in memoria di Giulio Gambelli, firma di grandi vini italiani, è Ovidio Mugnaini,  responsabile tecnico della cantina e della vigna dell&#8217;azienda La Sala del Torriano a San Casciano Val Di Pesa, in Chianti Classico.</p>
<p>Il riconoscimento, rivolto ad enologi under 40 che con i loro vini siano capaci di rispecchiare al meglio la filosofia di Giulio Gambelli che promuoveva l&#8217;esaltazione delle tipicità di ogni vitigno, delle caratteristiche del territorio e dell’annata, è stato consegnato giovedì 16 maggio a San Gimignano (Si) in occasione della seconda edizione di Regina Ribelle – Vernaccia di San Gimignano Wine Fest, l’evento promosso dal Consorzio di Tutela della Vernaccia di San Gimignano Docg.</p>
<p>Questo il commento di Ovidio Mugnaini dopo aver ricevuto il premio dal Presidente Aset  Leonardo Tozzi:</p>
<p><em>“Per me è qualcosa di straordinario per tanti motivi, non solo per l’essere avvicinato a un nome che ha dato così tanto al vino e all&#8217;enologia, ma anche per una dedica a mio nonno, nato proprio a San Gimignano nel 1925 (lo stesso anno di Gambelli), che per me è stato un maestro di cantina e di vigneto. Insieme a mio nonno vorrei ringraziare La Sala del Torriano per la quale lavoro con tutti i suoi interpreti e con l&#8217;enologo Stefano Di Blasi, nostro consulente, con cui mi confronto per la realizzazione dei tagli e delle vinificazioni. Il lavoro di questo gruppo mi ha permesso di coronare un piccolo sogno, perché per me il vino è come lo era per mio nonno e per Giulio: prima di tutto passione, passione che un simile riconoscimento non può che alimentare, spronandomi a cercare di lavorare sempre meglio”.</em></p>
<p>Con le sue etichette che raccontano nei calici la terra di provenienza, il suo clima e la sue caratteristiche che la rendono unica, Ovidio Mugnaini ha saputo così dimostrare alla giuria, che ha degustato alla cieca i campioni, il suo saper lavorare con grande professionalità e rigore, in maniera passionale e sartoriale.</p>
<p>I vini grazie ai quali è riuscito ad aggiudicarsi il Premio Gambelli sono a marchio La Sala del Torriano, realtà di 75 ettari, di cui 34 vitati, di proprietà di Francesco Rossi Ferrini.</p>
<p>Oltre l’80% dei vigneti è sangiovese mentre il restante 20% è composto da vitigni internazionali, ovvero merlot e cabernet sauvignon,  e da varietà autoctone come colorino e pugnitello. Focus aziendale è il sangiovese per cui Ovidio Mugnaini, così come la proprietà, nutre massimo rispetto. “Cerco di approcciarmi al sangiovese in maniera umile, riservandogli la massima attenzione per ottenere prodotti territoriali ed autentici proprio come mio nonno mi ha insegnato e proprio come voleva Giulio Gambelli, il maestro del sangiovese.”</p>
<p>Con il sangiovese la Sala del Torriano produce 3 Chianti Classico: l&#8217;Annata, la Riserva e La Gran Selezione.</p>
<p>Gli altri vini sono Campo All&#8217;Albero Rosso di Toscana Igt 70% merlot e 30% cabernet sauvignon, e Cinque Filari, pugnitello in purezza fatto in anfora.</p>
<p>La Sala del Torriano, dal 2010, è costituita dall&#8217;unione di due corpi aziendali, La Sala che si trova in località Sorripa ed il Torriano a Montefiridolfi, di proprietà della famiglia Ferrini dal 1935.</p>
<p>I 75 ettari totali sui quali si sviluppa sono costituiti da boschi, 3000 piante di ulivi con le quali si produce un Olio Extravergine di Oliva Chianti Classico Dop Biologico che si avvale ogni anno di numerosi riconoscimenti e da vigneti.</p>
<p>La Sala del Torriano è una realtà molto attenta all&#8217;ecosistema e dal 2020 si avvale della certificazione bio.</p>
<p>Lavora ogni giorno rispettando non solo la normativa delle realtà biologiche ma andando ben oltre, minimizzando l’uso della plastica, utilizzando prevalentemente energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili e rispettando il suolo lavorandolo solo quando necessario. Si serve inoltre di due stazioni meteorologiche che riducono al minimo l’impiego dei fitofarmaci consentiti nell’agricoltura biologica e di letame biologico.</p>
<p>Molto stretto è il legame con l&#8217;arte che si ritrova nelle etichette della Gran Selezione, della Grappa e del Vin Santo firmate dall&#8217;artista toscano Silvano Campeggi, in arte “Nano” (Firenze 1923 – 2018), autore di tutti i cartelloni del grande cinema Americano in Italia tra cui, per citarne alcuni, Colazione da Tiffany, Ben Hur, Casablanca, Via col Vento.</p>
<p>La Sala del Torriano è anche agriturismo. In località Montefiridolfi, sulle splendide colline che guardano la vallata, si può soggiornate in 4 appartamenti in stile toscano e godere della pace che questi luoghi sanno regalare.</p>
<p><strong><a href="http://www.iltorriano.it" target="_blank" rel="noopener">www.iltorriano.it</a></strong></p>
<p>Ovidio Mugnaini, classe 1984, nasce a Poggibonsi ed inizia a muovere i primi passi in agricoltura insieme al nonno paterno Ezio, che gli insegna a curare le viti per ottenere il meglio da esse. Una passione, quella per il territorio chiantigiano e per l’enologia, che lo porta a diplomarsi all’istituto agrario di Siena ed a laurearsi con il massimo dei voti all’università di viticoltura ed enologia di Firenze. Dopo alcune esperienze in Trentino ed in Toscana, arriva nel 2010 a “La Sala del Torriano” dove attualmente è responsabile della vigna e della cantina.</p>
<p>La Sala del Torriano &#8211; www.lasala.it</p>
<p>Ufficio stampa Roberta Perna Comunicazione Enogastronomica</p>
<p><strong><a href="http://www.robertaperna.com" target="_blank" rel="noopener">www.robertaperna.com</a></strong> – pr.enogastronomia@gmail.com – 329.9293459</p>
<p><strong>C.S.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bottega approda nel cuore del Chianti Classico</title>
		<link>https://www.egnews.it/bottega-approda-nel-cuore-del-chianti-classico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazioneroma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 08:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Un occhio sul mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
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					<description><![CDATA[L’azienda Bottega di Bibano di Godega (Treviso) ha aperto una nuova cantina a Castelnuovo Berardenga (Siena), nel cuore del Chianti Classico, estendendo così la propria realtà produttiva ad una delle più prestigiose denominazioni del panorama enologico italiano. La &#8220;Cantina Bottega Castelnuovo Berardenga&#8221; ha iniziato ad operare a pieno ritmo in coincidenza con la vendemmia 2023. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: large;">L’azienda Bottega di Bibano di Godega (Treviso) ha aperto una nuova cantina a Castelnuovo Berardenga (Siena), nel cuore del Chianti Classico, estendendo così la propria realtà produttiva ad una delle più prestigiose denominazioni del panorama enologico italiano.<br />
La &#8220;Cantina Bottega Castelnuovo Berardenga&#8221; ha iniziato ad operare a pieno ritmo in coincidenza con la vendemmia 2023. La struttura, destinata alla produzione di Chianti Classico Docg, Chianti Classico Riserva e gli esclusivi &#8220;SuperTuscan&#8221;, è circondata da 13 ettari di vigneti di uve Sangiovese e Canaiolo, nei quali la vendemmia e le attività in vigna vengono condotte rigorosamente a mano.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div>
<figure id="attachment_57154" aria-describedby="caption-attachment-57154" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2023/11/image-3-3.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-57154" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2023/11/image-3-3-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2023/11/image-3-3-300x200.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2023/11/image-3-3.png 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-57154" class="wp-caption-text">Giovanni Soldati, Stefania Sandrelli e Sandro Bottega brindano con &#8220;Acino d&#8217;Oro&#8221;</figcaption></figure>
</div>
<div><span style="font-size: large;"><b><u>La cantina ospita botti da 25 ettolitri in rovere di Slavonia</u></b></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;">Il cuore pulsante della cantina è una suggestiva bottaia che ospita 800 ettolitri di vino. La scelta di botti grandi da 25 ettolitri, realizzate in rovere di Slavonia, sta alla base della volontà di mantenere attraverso l’invecchiamento in legni pregiati la tipicità toscana del Sangiovese. L’intera attività in vigna e in cantina si svolge sotto la supervisione dell’enologo Guglielmo Pasqualin.<br />
Per Bottega il progetto Chianti e la relativa commercializzazione di questo vino ha radici lontane che risalgono al 1993. In una serata d’autunno, davanti al fuoco di un camino, Sandro Bottega condivide con Stefania Sandrelli e Giovanni Soldati le proprie opinioni sui vini delle principali regioni italiane. La calda atmosfera di un rustico di campagna spinge la famosa attrice a formulare il desiderio di conoscere meglio il mondo enologico e di iniziare a produrre un rosso toscano.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div>
<figure id="attachment_57155" aria-describedby="caption-attachment-57155" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2023/11/image-4-4.png"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-57155" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2023/11/image-4-4-300x150.png" alt="" width="300" height="150" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2023/11/image-4-4-300x150.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2023/11/image-4-4-264x132.png 264w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2023/11/image-4-4.png 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-57155" class="wp-caption-text">I ftratelli Stefano, Sandro e Barbara Bottega mostrano le vinacce per la distillazione.</figcaption></figure>
</div>
<div><span style="font-size: large;"><b><u>Le etichette firmate Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati e Sandro Bottega</u></b></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><br />
Il progetto prende forma e nel 1994, sempre in autunno, i tre amici sono tra i filari di una piccola tenuta della campagna senese per scegliere personalmente l’uva migliore per produrre il proprio Chianti. Nasce &#8220;Acino d’Oro&#8221;, un Chianti Classico Docg, che reca in etichetta le firme di Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati e Sandro Bottega.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><br />
Nel corso degli anni l’incremento dei volumi di vendita, che raggiunge 130mila bottiglie e la distribuzione nei principali aeroporti e ristoranti del mondo, non altera il progetto originario. Al tempo stesso l&#8217;assegnazione di numerosi premi nazionali e internazionali certifica l&#8217;eccellenza di questo vino. Nel 2023 nasce l’esigenza di gestire direttamente una propria cantina per confermare ed incrementare ulteriormente la qualità del Chianti a marchio Bottega.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">In alto i calici. Prosit! </span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;">Giuseppe Casagrande</span></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Badia a Coltibuono e la magia dei luoghi del Chianti Classico</title>
		<link>https://www.egnews.it/badia-a-coltibuono-e-la-magia-dei-luoghi-del-chianti-classico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Fulco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 15:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La parola ai produttori]]></category>
		<category><![CDATA[badia a coltibuono]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni appassionato di vino sa a cosa si riferisce il termine “Classico” quando riferito al Chianti. Ci sono però realtà per cui il termine travalica la sua funzione di riferimento geografico per significare tante altre cose e nel caso di Badia a Coltibuono  a Gaiole in Chianti è più facile pensare che si riferisca alle &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni appassionato di vino sa a cosa si riferisce il termine “Classico” quando riferito al Chianti. Ci sono però realtà per cui il termine travalica la sua funzione di riferimento geografico per significare tante altre cose e nel caso di <strong><a href="https://www.coltibuono.com/" target="_blank" rel="noopener">Badia a Coltibuono</a> </strong> a Gaiole in Chianti è più facile pensare che si riferisca alle sue origini risalenti al 1051.</p>
<p>Il nome deriva dal latino Badia a Cultusboni ovvero il culto del buono, riferito alla cultura e alle attività agricole e il nome Chianti appare nei suoi archivi già nei documenti del XII secolo. Il complesso nasce dalla donazione della Chiesa di San Lorenzo a Coltibuono,  concessa al monaco Giovanni Gualberto da una famiglia nobiliare con l’impegno che realizzasse un ospizio per i pellegrini e una residenza clericale.</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_refectory_1595.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-48479 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_refectory_1595-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_refectory_1595-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_refectory_1595-1024x682.jpg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_refectory_1595-768x512.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_refectory_1595-1536x1024.jpg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_refectory_1595.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>In seguito fu sede di una virtuosa comunità di monaci benedettini che avversando la corruzione del clero dell’epoca, si guadagnò stima e consenso in tutto il territorio divenendone riferimento religioso e politico.</p>
<p>Questo stimolò altre donazioni e l’adesione di altri contadini con i loro piccoli possedimenti, che integrandosi al complesso agricolo contribuirono a raggiungere l’ampiezza della tenuta che ha attraversato la storia senza rimaneggiamenti o divisioni arrivando integra ai giorni nostri.</p>
<p>Un microcosmo agricolo e indipendente a cui i monaci Vallombrosini dediti allo studio, all’ospitalità e alla cura dei malati, diedero rinnovato impulso alle attività agricole in particolare alla viticoltura e alla produzione olearia, completando il profilo paesaggistico con l’introduzione di nuove specie arboree quali abete bianco e castagno,  oggi presenti nei boschi che orlano il complesso di Badia a Coltibuono. Un posto speciale e unico al mondo, che il lavoro rurale degli uomini ha tramandato nella forma più integra possibile e che oggi continua a vivere insieme alle attività che ospita e legate all’ospitalità.</p>
<p>Ad avviare l’era moderna la famiglia Stucchi Prinetti nel 1846 con il banchiere fiorentino Michele Giuntini che rilevò la tenuta dedicandosi alla propria cura proseguita poi attraverso diverse generazioni. Il periodo bellico fu attraversato non senza difficoltà grazie alla guida di Maria Luisa Stucchi Giuntini, affiancata poi negli anni ’50 dal figlio Piero Stucchi Prinetti che iniziò con l’imbottigliamento e la distribuzione sul mercato interno ed internazionale del Chianti Classico.</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_ancient-cellar_1682.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-48480 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_ancient-cellar_1682-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_ancient-cellar_1682-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_ancient-cellar_1682-1024x682.jpg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_ancient-cellar_1682-768x512.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_ancient-cellar_1682-1536x1024.jpg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_ancient-cellar_1682.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Fu lui a gettare le basi per gli sviluppi successivi fino agli anni ’80 quando  l’azienda è stata presa in mano dai figli. Per i wine lovers però Badia a Coltibuono è soprattutto quel porto sicuro in cui tutti hanno trovato conforto agli inizi della propria passione enoica.</p>
<p>La produzione Aziendale infatti, vicino alle linee di pregio che raggiungono l’evidenza nelle guide più blasonate, non ha mai trascurato nemmeno i vini d’ingresso che grazie alla distribuzione capillare e riuscita a mettere a disposizione di tutti anche tra i banchi della GDO.</p>
<p>Bottiglie dal grande rapporto qualità prezzo e grande biglietto da visita per l’introduzione ai contenuti del Chianti Classico e che ognuno menziona sempre con affetto. Abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda al <strong>Dr. Roberto Stucchi Prinetti</strong>, titolare ed enologo dell’Azienda Badia a Coltibuono  che ringraziamo per la disponibilità.</p>
<p><strong>Luogo storico per Gaiole in Chianti e tutto il Chianti Classico e famiglia che a questo vino ha legato indissolubilmente la sua storia. Quanto  sente il senso di appartenenza per questo mondo amato da tutti i wine lovers del mondo?</strong></p>
<p>Nelle scelte di gestione dei vigneti e nello stile dei vini, la “voce” di questo luogo mi ha sempre guidato con forza.   A partire dalla conversione a pratiche biologiche, iniziata già a fine anni 80 e completata nel 2000, per arrivare ai reimpianti con selezioni massali e uvaggi autoctoni. Ma anche il rispetto dell’espressione più spontanea del Sangiovese/to di questa zona, che esprime complessità, profondità, longevità, ma senza perdere la freschezza e la piacevolezza, è una delle scelte dettate ed ispirate dalla storia di Badia a Coltibuono.</p>
<p><strong>Una politica di distribuzione capillare in grado di arrivare a tutti invece di puntare solo a nicchie di mercato più esclusive è stata una scelta meno comoda e più difficile da sostenere?</strong></p>
<p>Ho sempre cercato canali che rendessero i vini accessibili a chi apprezza il nostro stile, senza limitarsi in altro modo.  Il nostro Chianti Classico ha sempre cercato di coltivare la sua unicità senza perdere le radici, una delle quali è anche la sua “popolarità” e facilità di beva e di abbinamento.  La Badia per secoli ha accolto i pellegrini, ora è una struttura di accoglienza turistica, gastronomica ed enologica che è sì esclusiva, ma comunque accogliente.  Qualche volta queste scelte ci hanno penalizzato, altre volte ci hanno aiutato.</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Montebello-Vineyard_2121.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-48481 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Montebello-Vineyard_2121-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Montebello-Vineyard_2121-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Montebello-Vineyard_2121-1024x683.jpg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Montebello-Vineyard_2121-768x512.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Montebello-Vineyard_2121-1536x1024.jpg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Montebello-Vineyard_2121-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>Il contesto storico, ambientale e paesaggistico fanno di questa Azienda un simbolo e un patrimonio del  Chianti e del Made in Italy, quanto impegno costa e qual è il modo migliore di promuoverlo?</strong></p>
<p>L’impegno è tanto, da parte di tutti i collaboratori, ma viene ripagato dalle soddisfazioni che danno i molti riconoscimenti.  Quale sia il modo migliore di promuoverlo non lo so, diciamo che abbiamo sempre cercato di farlo raccontando storie autentiche e interessanti legate a questi luoghi di grande magia ma anche molto difficili e con una storia molto complicata.</p>
<p><strong>Di anno in anno Badia a Coltibuono è una presenza costante tra i successi di critica sulle guide più importanti. Oltre agli indubbi meriti del territorio quale sono gli ingredienti di questo successo che si ripete?</strong></p>
<p>I nostri vini sono molto apprezzati da alcuni e meno da altri, ed è giusto che sia così.  Credo che venga apprezzato lo stile, la coerenza e la loro capacità di lasciar esprimere il Sangiovese senza troppe forzature.</p>
<p><strong>Il Chianti  e il Chianti Classico hanno già espresso il massimo del loro potenziale o si può fare qualcosa per migliorare un vino e una denominazione già tra le più famose del mondo?</strong></p>
<p>Io credo che come zona, usando una metafora scolastica, stiamo finendo le superiori e iniziando l’università.  Le basi sono buone ma il meglio deve ancora arrivare!  Poi l’obbiettivo è in continuo movimento perché il clima continua a cambiare e questo rimette tutto in discussione.</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_historic-vintage_1860.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-48483 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_historic-vintage_1860-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_historic-vintage_1860-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_historic-vintage_1860-1024x682.jpg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_historic-vintage_1860-768x512.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_historic-vintage_1860-1536x1024.jpg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/coltibuono_historic-vintage_1860.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>Quale sono secondo lei gli elementi distintivi e imprescindibili oppure cosa non deve mai mancare in un grande Chianti Classico?</strong></p>
<p>La particolarità della nostra zona è la sua enorme complessità: non esiste un grande Chianti Classico, ne esistono tanti e molto diversi tra loro.   Il CC può essere colto solo nella molteplicità.</p>
<p><strong>Cosa si può fare di più per comunicare al meglio il Chianti Classico in maniera distintiva  sui mercati di tutto il mondo?</strong></p>
<p>Come detto sopra, il CC si racconta meglio se si accetta che ce ne siano molti, e molto diversi.   Ad esempio le 4 tipologie di vino della nostra zona (Annata-Riserva-Gran Selezione e Igt) sono 4 eccellenze distinte, difficilmente racchiudibili in una piramide.  Poi ci sono le molteplici sfumature territoriali di cui le UGA sono la punta dell’iceberg.  Infine il Sangiovese che esprime la personalità di chi lo fa più di ogni altra varietà…  e le personalità in Chianti non mancano di sicuro!</p>
<p><strong>Da amante del vino oltre ai vini da Sangiovese qual è il vitigno che la intriga di più?</strong></p>
<p>Da onnivoro, sia nel cibo che nel vino, non riesco a sceglierne una.  Dando per scontati Nebbiolo e Pinot Nero, amo la Barbera ed il Gamay.   E l’Aglianico allora? Sui vitigni bianchi non mi esprimo proprio…</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Monti_New_Winery_2326.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-48484 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Monti_New_Winery_2326-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Monti_New_Winery_2326-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Monti_New_Winery_2326-1024x683.jpg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Monti_New_Winery_2326-768x512.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Monti_New_Winery_2326-1536x1024.jpg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2022/11/Monti_New_Winery_2326-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>Se per assurdo dovesse sviluppare la viticoltura in una altra regione Italiana o del mondo dove le piacerebbe confrontarsi e con quale vitigno?</strong></p>
<p>Mi piacerebbe provare a lavorare col Sangiovese in Oregon, nella Willamette Valley.</p>
<p><strong>Se potesse decidere un provvedimento governativo o amministrativo per favorire il comparto della viticoltura cosa metterebbe in atto?</strong></p>
<p>Inizierei con la proibizione del glyphosate e smetterei di finanziare la viticoltura che non sia (almeno) certificata bio, che oggi è il minimo sindacale.</p>
<p>Bruno Fulco</p>
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		<title>Carpineto porta la grande Toscana nel mondo</title>
		<link>https://www.egnews.it/carpineto-porta-la-grande-toscana-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Fulco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 13:29:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La parola ai produttori]]></category>
		<category><![CDATA[brunello di montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[carpineto]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
		<category><![CDATA[sangiovese]]></category>
		<category><![CDATA[vino nobile montepulciano]]></category>
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					<description><![CDATA[Che l’enologia italiana oggi sia un valore condiviso globalmente è un fatto, ma che questo sia avvenuto grazie ad alcuni territori in particolare è una certezza. Il contributo della Toscana in questo senso è stato fondamentale grazie anche al grande amore sbocciato con i wine lovers americani tanto tempo fa, che ha certamente contribuito ad &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Che l’enologia italiana oggi sia un valore condiviso globalmente è un fatto, ma che questo sia avvenuto grazie ad alcuni territori in particolare è una certezza. Il contributo della Toscana in questo senso è stato fondamentale grazie anche al grande amore sbocciato con i wine lovers americani tanto tempo fa, che ha certamente contribuito ad allargare gli orizzonti per la presenza dei vini italiani nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Oggi dal Nord America all’Asia possiamo incontrare tante denominazioni Italiane che han<a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/6_CARPINETO-Tenuta-Montepulciano-i-vigneti_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-31031 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/6_CARPINETO-Tenuta-Montepulciano-i-vigneti_.jpg" alt="" width="375" height="250" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/6_CARPINETO-Tenuta-Montepulciano-i-vigneti_.jpg 1162w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/6_CARPINETO-Tenuta-Montepulciano-i-vigneti_-259x173.jpg 259w" sizes="auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px" /></a>no potuto affermarsi anche appoggiandosi al gradimento per i nostri vini, che la Toscana insieme ad altri territori baciati da Bacco hanno saputo creare.</p>
<p style="text-align: justify">Del movimento toscano d’eccellenza fa parte a pieno titolo l’Azienda Carpineto Zaccheo, a cui le guide internazionali più volte hanno reso il loro tributo. La loro storia è quella del sogno di due ragazzi allora giovanissimi di 19 e 23 anni, Carlo Sacchet ed Antonio Mario Zaccheo. Il primo neo diplomato alla scuola di enologia di Valdobbiadene, l&#8217;altro già figlio del mondo del vino e dell&#8217;agricoltura ma determinato a scrivere un suo percorso personale.</p>
<p style="text-align: justify">Armati del sacro fuoco della passione giovanile fondarono nel 1967 l’Azienda Carpineto con l’intenzione di produrre un grande Chianti Classico e ponendo da subito l’accento sulla qualità, tra i precursori in una realtà in cui il dogma assoluto era la quantità.</p>
<p style="text-align: justify">A dar forza alla convinzione dei due fondatori la certezza di poter disporre di un terroir eccezionale, all’epoca ancora poco valorizzato e tutto da esprimere, specialmente nelle denominazioni del vino Nobile di Montepulciano e soprattutto del Brunello di Montalcino.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/7_CARPINETO-Vigneti-Tenuta-di-RID.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-31030 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/7_CARPINETO-Vigneti-Tenuta-di-RID.jpg" alt="" width="379" height="252" /></a>Dal primo corpo vigneti di 20 ettari l’azienda si è poi successivamente  sviluppata, raggiungendo allo stato attuale una superficie vitata che supera i 200 ettari distribuiti tra cinque tenute. La principale è quella di Montepulciano con i suoi vigneti che si estendono a perdita d’occhio, in cui trova spazio anche &#8220;Caponibbio&#8221; che con i suoi 65 ettari rappresenta il vigneto contiguo ad alta densità più vasto d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify">Sempre qui ha sede la nuova cantina di 4500 metri quadri che mette in armonia la tradizione con le più avanzate tecnologie ecocompatibili. A questa seguono le Tenute di Montalcino, Dudda, Gaville e Gavorrano. Un totale di 3 milioni di bottiglie distribuite su tre linee di produzione per oltre 30 referenze.</p>
<p style="text-align: justify">Un grande lavoro oggi portato avanti con l’energia delle nuove generazioni impegnate in Azienda: Caterina Sacchet, enologa, Elisabetta Sacchet, Francesca Zaccheo e Antonio Michael Zaccheo, export manager, che proseguendo sulla strada tracciata dai fondatori nella celebrazione del Sangiovese, conseguono grandi risultati di critica a livello internazionale.</p>
<figure id="attachment_31029" aria-describedby="caption-attachment-31029" style="width: 380px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/4_Caterina-Sacchet-Produttrice-ed-Enologa-Carpineto-Tenuta-Montepulciano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-31029" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/4_Caterina-Sacchet-Produttrice-ed-Enologa-Carpineto-Tenuta-Montepulciano.jpg" alt="" width="380" height="254" /></a><figcaption id="caption-attachment-31029" class="wp-caption-text">Caterina Sacchet, Winemaker  Carpineto</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify">Lo testimoniano le frequenti presenze tra le selezioni annuali delle 100 migliori etichette di Wine Spectator con il Vino Nobile di Montepulciano Riserva o il Farnito, oppure con vini come il Brunello di Montelcino Docg 2015, con cui la giovane enologa Caterina Sacchet ha raccolto un plebiscito di consensi da parte del mondo della comunicazione enoica.</p>
<p style="text-align: justify">Nella Tenuta di Montepulciano risiede oggi Antonio Michael Zaccheo con cui abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche opinione e che ci riporta anche il punto di vista di suo padre Antonio Mario, uno  degli artefici di questa grande storia di successo:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>E: Non solo produrre vino ma un progetto nato già dagli albori per proporre vini di grande successo. Quali erano nelle mente di quei due ragazzi le basi su cui poggiavano le convinzioni, se c’erano, che tutto questo si sarebbe realizzato?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Z: C’era tanta ambizione ma anche tanta incoscienza, quella sfrenata della gioventù, in un momento in cui l’Italia era in forte ascesa economica e tutto era possibile. Poi è chiaro, non tutti i sogni si realizzano come il nostro, noi siamo stati anche fortunati, ma nel nostro caso c’è voluta un’intera vita lavorativa, sia quella di mio padre che di Giancarlo Sacchet, per arrivare vicino a dama, ed ancora non abbiamo finito. Oggi Caterina Sacchet, enologa, figlia di Giancarlo, alla quale suo padre ha passato il testimone e continua a condurre insieme a noi l&#8217;azienda segue le orme di suo padre in un&#8217;ottica moderna e firma vini di straordinario successo, di critica e di pubblico.</em></p>
<figure id="attachment_31032" aria-describedby="caption-attachment-31032" style="width: 372px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/2_Antonio-Michael-Zaccheo-nella-Tenuta-di-Montalcino-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-31032" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/2_Antonio-Michael-Zaccheo-nella-Tenuta-di-Montalcino-1.jpg" alt="" width="372" height="248" /></a><figcaption id="caption-attachment-31032" class="wp-caption-text">Antonio Michael Zaccheo export manager Carpineto</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify"><strong>E: Qual è essenzialmente la filosofia produttiva, l’elemento che guida un lavoro riconosciuto ampiamente negli anni a livello internazionale dalla stampa e dalla comunicazione di settore?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Z: Focus sulla qualità, cioè di non accontentarsi mai anche di un lavoro ben fatto. Nel nostro caso è la somma di una moltitudine di piccoli miglioramenti durante il ciclo della vite e negli anni che il vino permane in cantina a fare la differenza. Il vino buono non si fa per caso ma per filosofia aziendale.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>E: Il vino si fa in vigna ed è una grande verità ma oggi l’apporto della tecnologia risulta a volte determinante. Da Azienda all’avanguardia quale siete è interessante un parere sul rapporto tra tecnologia e natura.Come devono convivere per ottenere grandi vini che mantengano però prerogative di autenticità e personalità propria?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Z:La tecnologia è stata importante per tutto il nostro settore sia per migliorare la qualità intrinseca del vino stesso ma poi anche per far esprimere al meglio il potenziale enorme che ha il nostro territorio, cioè la qualità che, purtroppo, il famoso vino nel fiasco non esprimeva. Noi siamostati pionieri di tante tecniche all&#8217;avanguardia &#8211; che segneranno l’enologia dell’era moderna &#8211; come la fermentazione a temperatura controllata, quella malolattica controllata, l’utilizzo di lieviti indigeni, le macerazioni a freddo e carbonica e gli affinamenti in barrique, ma la lista è lunga.Conduciamo le vigne in maniera sostenibile e siamo neutrali all’impronta del carbonio, un traguardo su cui abbiamo lavorato molto e di cui andiamo orgogliosi.</em></p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/3-CARPINETO-Barricaia-Tenuta-di-Montepulciano_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-31034 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/3-CARPINETO-Barricaia-Tenuta-di-Montepulciano_.jpg" alt="" width="372" height="257" /></a><strong>E: Il chianti classico tra le denominazioni fondamentali dell’enologia italiana produce oramai centinaia di referenze diverse. Al di la dell’interpretazione del singolo vignaiolo quali sono le caratteristiche  che un grande Chianti Classico deve assolutamente avere?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Z: Il Chianti Classico è un territorio molto grande e variegato pertanto non si possono fare generalizzazioni. Nella zona nostra, cioè quella più al Nord, dove si coltiva principalmente sul galestro, si fanno vini molto eleganti e profumati. Sentori di frutta rossa si combinano con quelli floreali di mammola e petalo di rosa, sono vini di media struttura, freschi, eleganti e raffinati, da lunghissimo invecchiamento. Un profilo gusto olfattivo unico, non replicabile in nessuna altra parte del mondo.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>E: A distanza di qualche anno quali sono i benefici che l’operazione “Gran Selezione” voluta dal Consorzio del Gallo Nero ha prodotto sul mercato del Chianti Classico?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Z: Alla fine credo che sia stata un successo. Noi l’abbiamo interpretata come un cru a 100% sangiovese dal miglior vigneto, La Pieve, della nostra tenuta di Dudda. Poche bottiglie ma veramente al top!</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>E: Brunello di Montalcino e Chianti Classico, tra le vostre grandi produzioni di successo e ambasciatori del Made in Italy nel mondo. A parte i valori economici delle due denominazioni, quale delle due  suscita maggiormente gli entusiasmi e l’affetto dei consumatori di tutto il mondo?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Z: Sono entrambi molto conosciuti ma il prestigio del Brunello non è paragonabile a nessun’altro vino d’Italia.</em></p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/5_Vino-Nobile-di-Montepulciano-Riserva-con-grappoli_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-31035 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2020/07/5_Vino-Nobile-di-Montepulciano-Riserva-con-grappoli_.jpg" alt="" width="375" height="250" /></a><strong>E: Certamente le vostre uve del territorio danno il massimo della soddisfazione, ma al di fuori di questo c’è un vitigno Italiano che vi incuriosisce, che apprezzate particolarmente e che vi piacerebbe coltivare come viticoltori?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Z: Bisogna sempre fare i conti con le carte che si hanno in mano, cioè qui in Toscana, almeno dove abbiamo i vigneti noi, non possiamo crescere tutto e bene. Per esempio, anche se siamo amanti del Pinot Nero nella sua espressione più alta, cioè in Borgogna, non vuol dire che possiamo avere lo stesso successo qui. Innovatori per tradizione, però, abbiamo già piantato il Teroldego in Maremma, sta venendo bene ma è ancora presto per confermarlo, e poi quest’anno abbiamo piantato un vigneto a Malbec nella nostra tenuta del Vino Nobile. Ci aggiorniamo tra qualche anno.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>E: Il blocco dei mercati per il Covid19 ha inferto una grossa ferita all’export, questo è stato tanto più grave per alcuni settori quali quello del vino specialmente di qualità. Quanto tempo pensa sia realmente necessario per ammortizzare gli effetti di questo momento economico?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Z: Questa pandemia è stata un disastro per la nostra economia globale ma in particolare per quella Italiana. Il turismo che rappresenta il 15% del nostro PIL viene a mancare quasi completamente quest’anno, anche perché con il ‘bonus vacanze’per gli italiani sul lastrico non creiamo nessun giro virtuoso. In particolare, per la nostra economia, viene a mancare il turista estero, quello facoltoso, che beve Brunello nei ristoranti più blasonati e che soggiorna negli alberghi di lusso, che visita i musei, cha affitta le auto, riempie le Frecciarossa, compera la moda Italiana, etc…. Sono loro quelli che danno lustro al settore del turismo. Per tornare alla normalità, se troviamo un vaccino a breve, ci vorranno un paio d’anni penso.</em></p>
<p><strong>E: Quali crede siano le misure, i provvedimenti, le azioni da mettere in campo ora per andare incontro alla ripresa nel miglior modo possibile, da parte dei vignaioli e da parte dello stato?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Z: Noi vignaioli siamo purtroppo impotenti in balia del virus. L’unica cosa che possiamo fare noi èevitare o ritardare investimenti il più possibile per conservare risorse. Lo stato avrebbe dovuto creare liquidità, cosa che finora non ha fatto. Non hanno neanche ritardato il pagamento delle tasse, anzi ne hanno addirittura aumentate alcune, tipo l’IMU. Lo Stato ha mostrato molte carenze.</em></p>
<p style="text-align: justify">Bruno Fulco</p>
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		<title>Il Chianti Classico riparte dalla cena</title>
		<link>https://www.egnews.it/il-chianti-classico-riparte-dalla-cena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Fulco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 13:14:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stile e Società]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Chianti Classico]]></category>
		<category><![CDATA[gallo nero]]></category>
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					<description><![CDATA[Il danno è stato forte si, ma la parte migliore dell’Italia è quella che dopo aver fatto un po’ di lamentela è capace di rimboccarsi le maniche e tirare fuori il meglio di se. Ci sono nomi, aziende, istituzioni culturali che meglio di tutti rappresentano questo italico modo di fare. Tra questi certamente c&#8217;è il &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il danno è stato forte si, ma la parte migliore dell’Italia è quella che dopo aver fatto un po’ di lamentela è capace di rimboccarsi le maniche e tirare fuori il meglio di se. Ci sono nomi, aziende, istituzioni culturali che meglio di tutti rappresentano questo italico modo di fare. Tra questi certamente c&#8217;è il Chianti Classico, icona del vino nazionale capace di travalicare l’eno mondo per rappresentare il paese a livello globale.</p>
<p style="text-align: justify">Il Consorzio del Gallo Nero ha quindi deciso di ripartire tentando di mettersi alle spalle uno dei periodi più bui dal dopoguerra ad oggi, puntando sull’incontro con la ristorazione per tornare in pista con gli “Amici del Chianti Classico”. Un circuito di 25 locali in cui in altrettante serate i produttori presenteranno le loro etichette, spiegandone le peculiarità oltre che le grandi capacità di abbinamento attraverso cene dedicate.</p>
<p style="text-align: justify">All’iniziativa denominata “Aggiungi un produttore a tavola” saranno oltre 70 le Aziende  che assicureranno la loro presenza. L’obiettivo, attraverso il racconto di questi grandi vini direttamente da chi li ha concepiti, è quello di contribuire a riaccendere la voglia e a superare le incertezze per tornare a frequentare il circuito della ristorazione.</p>
<p style="text-align: justify">In questa ripartenza tutta in salita il Consorzio del Gallo Nero aveva già  manifestato prova del suo entusiasmo. L’iniziativa infatti fa seguito al messaggio lanciato recentemente al comparto della ristorazione italiana, uno dei più colpiti, attraverso la campagna “Viva l’Italia” che ha visto il simbolo del Gallo Nero, rappresentante universale e trasversale dell’Italian lifestyle, ammantarsi del tricolore nazionale.</p>
<p style="text-align: justify">Un chiaro incoraggiamento a riprendere uniti puntando sulla qualità enogastronomica che il paese sa esprimere e, sulla voglia di recuperare i valori della convivialità insiti nel nostro DNA.  Il presidente del Consorzio Chianti Classico Giovanni Manetti si è così espresso a riguardo: “Insieme ai ristoranti siamo ambasciatori di alcuni tra gli aspetti che caratterizzano il miglior Made in Italy nel mondo: passione, arte e sapienza tramandata nei secoli nel saper lavorare le straordinarie materie prime che il nostro Paese ci regala e che con il nostro lavoro rispettiamo e tuteliamo ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify">Con grande slancio i nostri produttori hanno risposto a questa chiamata a supporto del mondo della ristorazione, speriamo di poter registrare lo stesso entusiasmo da parte del pubblico. Prima ancora di lanciare un appello alla partecipazione a questo evento, l’invito più in generale è quello di tornare a regalarsi momenti piacevoli con amici e familiari in quello che da sempre è il luogo prediletto per condividere, con gioia, del tempo insieme: il ristorante. Noi produttori aggiungeremo a questo rito brevi racconti utili a conoscere più a fondo i vini del Gallo Nero”.</p>
<p style="text-align: justify">Di seguito il calendario delle serate che nel segno del gusto e della convivialità aiuteranno a restituire il piacere della convivialità a lungo negata:</p>
<p style="text-align: justify">23 giugno -Toscanino – Firenze                                                                                                                               produttori: Il Poggiolino / Lamole di Lamole / Tenuta di Lilliano</p>
<p style="text-align: justify">25 giugno &#8211; Osteria il Bargello – Siena                                                                                                                                   produttori: Borgo Casa al Vento / Castello di Radda / Poggio Bonelli</p>
<p style="text-align: justify">30 giugno -Trattoria Armando – Firenze                                                                                                                        produttori: Castello di Vicchiomaggio /Principe Corsini/ Querceto di Castellina</p>
<p style="text-align: justify">1 luglio &#8211; Enoteca Pitti Gola e Cantina – Firenze                                                                                                            produttori: Castello di Monsanto/ Valdellecorti</p>
<p style="text-align: justify">2 luglio &#8211; Osteria Tripperia il Magazzino – Firenze                                                                                                        produttori: Fattoria Poggerino/Monterotondo /Ormanni</p>
<p style="text-align: justify">3 luglio &#8211; Ristoro l’Antica Scuderia &#8211; Barberino Tavarnelle (FI)                                                                                   produttori: Losi Querciavalle / Querciabella / Riecine</p>
<p style="text-align: justify">3 luglio &#8211; Le Contrade &#8211; Gaiole In Chianti (SI)                                                                                                                 produttori: Fattoria di Corsignano / Fattorie Melini / Le Filigare</p>
<p style="text-align: justify">8 luglio &#8211; Osteria dei Rossi – Siena                                                                                                                                   produttori: Bindi Sergardi/ Fattoria Montecchio /San Leonino</p>
<p style="text-align: justify">9 luglio &#8211; Trattoria da Burde – Firenze                                                                                                                            produttori: Casa di Monte /Conti Capponi-Villa Calcinaia / Nittardi</p>
<p style="text-align: justify">10 luglio &#8211; Osteria la Gramola &#8211; Barberino Tavarnelle (FI)                                                                                                      produttori: Castagnoli/La Sala /Vignamaggio</p>
<p style="text-align: justify">15 luglio &#8211; Nello &#8211; San Casciano in Val di Pesa (FI)                                                                                               produttori: Castello Monterinaldi /Pieve di Campoli/Valvirginio</p>
<p style="text-align: justify">16 luglio &#8211; Ristorante da Verrazzano &#8211; Greve in Chianti (FI)                                                                                        produttori: Castello di Volpaia / Castello La Leccia / La Lama</p>
<p style="text-align: justify">17 luglio &#8211; Albergaccio di Castellina &#8211; Castellina in Chianti (SI)                                                                                   produttori: Casa Emma /Fèlsina/Le Fonti &#8211; Panzano</p>
<p style="text-align: justify">8 settembre &#8211; Coquinarius Fiesole &#8211; Fiesole (FI)                                                                                                                       produttori: Badia a Coltibuono/ Fattoria San Michele a Torri /Vecchie Terre di Montefili</p>
<p style="text-align: justify">9 settembre &#8211; Antica Trattoria La Torre &#8211; Castellina in Chianti (SI)                                                                                      produttori: Pomona/ Brancaia /San Felice</p>
<p style="text-align: justify">10 settembre &#8211; Trattoria la Baracchina &#8211; San Casciano in Val di Pesa (FI)                                                                produttori: Casa Sola/ Fattoria le Bocce /Piemaggio</p>
<p style="text-align: justify">10 settembre -La Taverna della Berardenga &#8211; Castelnuovo Berardenga (SI)                                                          produttori: Banfi /Le Miccine /Villa a Sesta</p>
<p style="text-align: justify">11 settembre &#8211; Il Paese dei Campanelli &#8211; Barberino Val D’Elsa (FI)                                                                                        produttori: Istine/ Marchesi Antinori /Famiglia Cecchi</p>
<p style="text-align: justify">15 settembre &#8211; Ristorante della Fornace &#8211; Castelnuovo Berardenga (SI)                                                                 produttori: Casina di Cornia / Lanciola / Le Masse</p>
<p style="text-align: justify">16 settembre &#8211; Gallo Nero &#8211; Siena (SI)                                                                                                                             produttori: Carpineto/ Dievole /Villa Trasqua</p>
<p style="text-align: justify">17 settembre &#8211; La Loggia del Chianti &#8211; Radda in Chianti (SI)                                                                                       produttori: Castello di Meleto/ Podere Cianfanelli /Tolaini</p>
<p style="text-align: justify">22 settembre &#8211; La Porta del Chianti &#8211; Castelnuovo Berardenga (SI)                                                                          produttori: Le Cinciole/ Podere Terreno alla Via della Volpaia / San Donatino</p>
<p style="text-align: justify">22 settembre &#8211; Osteria Mangiando Mangiando – Firenze                                                                                                         produttori: Cantina Tuscania/Castello di Selvole / Poggio Torselli</p>
<p style="text-align: justify">23 settembre &#8211; Trattoria da Bule &#8211; San Casciano Val di Pesa (FI)                                                                               produttori: Collazzi / Le Cinciole / Podere Castellinuzza</p>
<p style="text-align: justify">24 settembre &#8211; Trattoria Cammillo – Firenze                                                                                                                 produttori: La Ranocchiaia/Monte Bernardi / Rocca delle Macìe</p>
<p style="text-align: justify">Il dettaglio delle etichette in degustazione al seguente <a href="https://www.chianticlassico.com/aggiungi-un-produttore-a-tavola/." target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #339966"><strong>link</strong></span> </a></p>
<p style="text-align: justify">Bruno Fulco</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Caterina Sacchet enologa figlia d&#8217;arte ottiene grandi successi personali</title>
		<link>https://www.egnews.it/sacchet-enologa-figlia-darte-ottiene-grandi-successi-personali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Turri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2019 07:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Info & Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico Gran Selezione 2015]]></category>
		<category><![CDATA[top 100 wine spectator]]></category>
		<category><![CDATA[wine spectator]]></category>
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					<description><![CDATA[95 punti da Wine Spectator Insider per il nuovo vino prodotto, la prima annata del Chianti classico gran selezione 2015. Tra i cult della viticoltura mondiale nella lista degli HOT WINE di Wine Spectator, quei vini che rappresentano le scoperte più eccitanti. Vini di tutto il mondo con punteggi altissimi che meritano di essere cercati! &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Gran-Selezione-Chianti-Classico-2015.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22989 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Gran-Selezione-Chianti-Classico-2015-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Gran-Selezione-Chianti-Classico-2015-234x300.jpg 234w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Gran-Selezione-Chianti-Classico-2015-768x983.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Gran-Selezione-Chianti-Classico-2015-800x1024.jpg 800w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Gran-Selezione-Chianti-Classico-2015.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px" /></a>95 punti da Wine Spectator Insider per il nuovo vino prodotto, la prima annata del Chianti classico gran selezione 2015.<br />
Tra i cult della viticoltura mondiale nella lista degli HOT WINE di Wine Spectator, quei vini che rappresentano le scoperte più eccitanti. Vini di tutto il mondo con punteggi altissimi che meritano di essere cercati!</p>
<p>A firmarlo è Caterina Sacchet, produttrice enologa alla guida dell&#8217;azienda con Antonio Mario Zaccheo. Nessuno dei vini firmati dalla giovane enologa più di questo, pur rappresentandola appieno e in autonomia. Riconduce idealmente a suo padre Giovanni Carlo Sacchet, enologo a sua volta, di cui Caterina ha raccolto il testimone. Giovanni 52 anni fa iniziò l&#8217;attività proprio dal Chianti Classico.</p>
<p>Tra le &#8220;creature&#8221; di Caterina si contano soprattutto vini espressione di un terroir. Con il quale ha consuetudine ed affinità ed interpreti di uno splendido vitigno con il quale è cresciuta, il sangiovese.<br />
E proprio da una delle massime espressioni del sangiovese è appena arrivata la notizia del punteggio TOP.</p>
<p>Wine Spectator Insider, infatti, la rubrica di Wine Spectator che ogni settimana seleziona i migliori vini provenienti da tutto il mondo. Ha assegnato, 95 punti al Chianti Classico Gran Selezione 2015, inserendolo nella hot list dei vini assolutamente da non perdere, recensendolo in questi termini.<br />
<a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Tenuta-Montepulciano-Uno-scorcio-della-cantina-vista-dal-lago.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22991 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Tenuta-Montepulciano-Uno-scorcio-della-cantina-vista-dal-lago-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Tenuta-Montepulciano-Uno-scorcio-della-cantina-vista-dal-lago-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Tenuta-Montepulciano-Uno-scorcio-della-cantina-vista-dal-lago-768x512.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Tenuta-Montepulciano-Uno-scorcio-della-cantina-vista-dal-lago-765x510.jpg 765w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Tenuta-Montepulciano-Uno-scorcio-della-cantina-vista-dal-lago.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>&#8220;Un rosso che mostra profondità e complessità, avvolgendoti con aromi sensuali di amarena, ribes, viola, note ferrose, cuoio, catrame. Ricco e morbido, con tannini imponenti ma raffinati. Presenta grande equilibrio e persistenza. Ottimo dal 2021 al 2038.&#8221;</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/Anoktonio-Mario-Zaccheo-e-Caterina-Sacchet-nella-Tenuta-di-Montepulciano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22995 alignleft" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/Anoktonio-Mario-Zaccheo-e-Caterina-Sacchet-nella-Tenuta-di-Montepulciano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/Anoktonio-Mario-Zaccheo-e-Caterina-Sacchet-nella-Tenuta-di-Montepulciano-300x225.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/Anoktonio-Mario-Zaccheo-e-Caterina-Sacchet-nella-Tenuta-di-Montepulciano-768x576.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/Anoktonio-Mario-Zaccheo-e-Caterina-Sacchet-nella-Tenuta-di-Montepulciano.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>50 anni fa Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo, fondarono la Carpineto col proposito di produrre il miglior Chianti Classico che il terroir potesse offrire. Il Chianti Classico fu il loro primo vino, in controtendenza rispetto agli standard produttivi di allora.<br />
Oggi la giovane generazione di Carpineto perseguendo quel sogno porta a compimento una visione e un sogno con il Chianti Classico Gran Selezione. Il &#8220;fiore&#8221; del Chianti Classico dal miglior frutto dei vigneti di proprieta’ piu&#8217; vocati .</p>
<p>“Il vigneto di due ettari ubicato a Dudda, Greve in Chianti, è il primo vigneto della Carpineto.<br />
Su quello in cui abbiamo lavorato sin dal 1967 affinché rendesse la migliore uva della tenuta.<br />
Una zona scelta sia per <a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22994 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia-768x512.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia-765x510.jpg 765w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>l&#8217;esposizione che per la composizione del terreno.</p>
<p>Un territorio che marca il vino e un vino che esalta il carattere di quel territorio. Anche per questo la Gran Selezione rappresenta l&#8217;esito di una visione lungimirante, il coronamento del sogno dei nostri padri. Proprio nel 1967 fondarono l&#8217;azienda&#8221;, raccontano Caterina Sacchet e Antonio Michael Zaccheo.</p>
<p>Un millesimo eccezionale, un&#8217;annata 5 stelle. &#8220;Abbiamo aspettato quest’annata per rilasciare un prodotto di grande razza ed eleganza che premia la lungimiranza, la costanza nella qualità, il lavoro nel tempo. Un vino di ottima struttura di uva sangiovese in purezza che appartiene alla linea d&#8217;eccellenza dell&#8217;azienda, quella degli Appodiati&#8221;, prosegue Caterina Sacchet.</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Vigneti-Montepulciano-corpo-unico-di-straordinaria-estensione.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22993 alignleft" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Vigneti-Montepulciano-corpo-unico-di-straordinaria-estensione-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Vigneti-Montepulciano-corpo-unico-di-straordinaria-estensione-300x225.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Vigneti-Montepulciano-corpo-unico-di-straordinaria-estensione-768x575.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokARPINETO-Vigneti-Montepulciano-corpo-unico-di-straordinaria-estensione.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L&#8217;Appodiato di Dudda, località originaria dell’azienda, nota da secoli come <a href="https://www.ilvinopertutti.it/carpineto-s-r-l/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“Carpineto”</a>, situato sulle colline all&#8217;altezza di 300 metri, zona Chianti Classico. E&#8217; il cuore storico dell&#8217;azienda, emblematicamente rappresentato anche da un archivio enoico tra i più forniti, con un grande numero di annate storiche.</p>
<p>Oltre all&#8217;archivio, molto spazio in cantina è dedicato all’elevazione nei legni: la barricaia contiene circa 1000 botti e barrique.<br />
Mentre l&#8217;affinamento dei vini imbottigliati avviene in una cella sotterranea a temperatura costante che può ospitare fino ad un milione di bottiglie.<br />
Il complesso, dove attualmente sono in corso lavori di ampliamento della cantina, è circondato da 8 ettari di vigneti a Sangiovese Chianti Classico.</p>
<p>Anche l&#8217;etichetta del Chianti Classico Gran Selezione, su carta Fabriano fatta a mano da un artigiano per Carpineto, riprende quella del Chianti Classico. Prima etichetta della Carpineto, caratterizzata anch&#8217;essa dall&#8217;autoritratto di Rubens. &#8220;Mio padre trovò in casa, poco più che ventenne, con Sacchet diedero avvio all&#8217;attività, un&#8217;incisione di Marchi Incisori dell’autoritratto di Rubens.</p>
<p>L’incisione, che era nella collezione di famiglia, fu scelta come simbolo dell’allora nuova <a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-22994 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia-300x200.jpg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia-768x512.jpg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia-765x510.jpg 765w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2019/06/CokRPINETO-Vigneti-con-nebbia.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Cantina di Greve in Chianti.<br />
Etichetta  del primo vino prodotto, il Chianti Classico appunto, in quanto Rubens vantava una lunga storia di amore per la Toscana ed il vino.</p>
<p>Quest&#8217;immagine è tutt’ora il simbolo del nostro Chianti Classico, nelle tre diverse tipologie, l&#8217;Annata, la Riserva e ora la Gran Selezione&#8221;. Lo racconta Antonio Michael Zaccheo.<br />
Del Chianti Classico Gran Selezione 2015 sono state prodotte circa 5000 bottiglie.<br />
Dal 10 maggio 2019 è in enoteca al prezzo al pubblico di 45€.</p>
<p>Fondata nel 1967 dalle famiglie Sacchet e Zaccheo, CARPINETO, tuttora gestita dalle due famiglie, coltiva in modo sostenibile e neutrale all’impronta del carbonio 500 ettari di terreni di proprietà suddivisi tra 5 tenute nelle zone storiche della Toscana vitivinicola: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Alto Valdarno e Maremma.<br />
Carpineto è certificata IFS e ISO 9001, ed esporta verso oltre 70 paesi.<br />
E&#8217; proprietaria del più grande vigneto ad alta densità d&#8217;Italia: oltre 80 ettari nell&#8217;Appodiato di Montepulciano con densità fino ad 8500 piante per ettaro.<br />
<a href="http://www.carpineto.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.carpineto.com</a></p>
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		<title>Fèlsina affonda le radici nel passato proiettandosi in un credibile futuro</title>
		<link>https://www.egnews.it/felsina-affonda-le-radici-nel-passato-proiettandosi-in-un-credibile-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Fulco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2019 14:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stile e Società]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
		<category><![CDATA[fèlsina]]></category>
		<category><![CDATA[igt toscana]]></category>
		<category><![CDATA[mazzocolin]]></category>
		<category><![CDATA[vini toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[Classici, capisaldi chiamateli come volete, certo è che nella formazione di generazioni di appassionati del vino, c’è una serie di bottiglie che tutti prima o poi hanno degustato. Tra queste sicuramente sono presenti quelle di Fèlsina, autorevole rappresentante della Toscana del vino. Per questo motivo una degustazione dei prodotti di questa azienda, stavolta proposta dalla delegazione &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Classici, capisaldi chiamateli come volete, certo è che nella formazione di generazioni di appassionati del vino, c’è una serie di bottiglie che tutti prima o poi hanno degustato. Tra queste sicuramente sono presenti quelle di Fèlsina, autorevole rappresentante della Toscana del vino. Per questo motivo una degustazione dei prodotti di questa azienda, stavolta proposta dalla delegazione Onav di Roma, è sempre cosa molto più che gradita.</p>
<p style="text-align: justify">Ancor di più in questa occasione visto che a presentarla c’era Giuseppe Mazzocolin, memoria storica dell’Azienda che ha traghettato Fèlsina nell’enologia moderna ma trascinandosi appresso per intero, il bagaglio culturale del territorio in cui le sue viti affondano le radici. Rapito dall’insegnamento a cui si dedicava con passione, ha dedicato all’agricoltura la sua formazione umanistica tenendo vivo quel mondo rurale e contadino che ha fatto da sfondo al suo esordio con il vino.</p>
<p style="text-align: justify">Testimonial autentico della tradizione, parola tanto abusata ma che con Mazzocolin si scrolla di dosso ogni aspetto di banalità, per legare assieme il lavoro dell’uomo al grano, all’uva e all’olio, protagonisti del territorio e delle vicende umane dell’agricoltura dei tempi che furono. Nessun atteggiamento da consumato vigneron, ma un autentico racconto di vita agricola che passa da uomini come i fratelli Agostino e Remigio Buracchi, esperti di vigna e di cantina, fino all’amicizia con Luigi Veronelli e alla collaborazione con l’enologo Franco Bernabei.</p>
<p style="text-align: justify">Quella di Fèlsina è la storia di un complesso culturale rappresentativo del sistema mezzadrile Italiano. Nonostante l’abbandono dei campi nel dopoguerra, il territorio racchiude sempre gli stessi quattordici poderi. Il sistema ancora oggi è quello della fattoria e, tra le diverse coltivazioni quella dell’olio è importante come quella del vino. Proprio dall’olio è iniziato il suo intervento, presentando con tutto l’orgoglio e la passione possibile due delle sue produzioni, da cultivar Leccino e Raggiolo tipiche del centro &#8211; nord.</p>
<p style="text-align: justify">Il Frutto del progetto “Olio secondo Veronelli” intrapreso nel 2002, che ruota intorno al concetto di terroir analogamente come avviene per il vino. Coadiuvato nella presentazione da Simona Cognoli di Oleonauta, che nella capitale sta facendo un grande lavoro sulla cultura dell’olio, ha presentano con dovizia di particolari le sue produzioni evidenziandone le caratteristiche rivelate all’assaggio, a tutto beneficio dei presenti alle prese con i primi approcci a questo grande patrimonio dell’enogastronomia italiana.</p>
<p style="text-align: justify">Per i vini invece ad affiancarlo c’era Alessandro Brizi, delegato Onav di Roma con cui tra le tante informazioni su territorio e tipicità, è stato possibile degustare sei vini della produzione Fèlsina. Una bella chiacchierata che ha ruotato sempre intorno al territorio su cui si sviluppa la viticultura aziendale. Quasi un&#8217;ossessione per Mazzocolin che ha tenuto  a rimarcare più di una volta come tutto nasca da li ed in particolare l’importanza fondamentale della coerenza di un vino con il suo ambiente.</p>
<p style="text-align: justify">Risultato ottenuto attraverso l’attenzione non solo in vigna, ma nell’impegno dell’Azienda a preservare tutto l’ecosistema, anche regolando le attività umane e l’impatto della tecnologia nella zona. Un presupposto necessario che serve a creare le giuste condizioni per permettere al Sangioveto, clone locale del Sangiovese,  insieme agli altri impiegati, di esprimersi come fa da sempre. In questo habitat le radici affondano in un suolo in cui macigno, galestro ed alberese, pietre tipiche toscane e del Chianti, assicurano ai vini il loro profilo.</p>
<p style="text-align: justify">I vini di Fèlsina sono oggi gli eredi naturali di quelli di sempre che se pur affinati dall’evoluzione delle tecniche di vinificazione, ricalcano le linee guida del vino che ognuno produceva per se e per il proprio consumo. La degustazione è iniziata  con un  bianco, I Sistri da uve Chardonnay,  tra le poche presenze internazionali nell’ampelografia aziendale. Vitigno con cui l’azienda ha sostituito il Trebbiano che oggi utilizza solamente per il  Vin Santo.</p>
<p style="text-align: justify">La prima produzione de I Sistri è datata 1987,  da allora la ricerca su cloni e portainnesti è stata continua, il risultato è un vino estremamente piacevole dai profumi pieni e corposi del frutto maturo, impreziosito dal passaggio nelle barrique usate che gli conferisce quella nota burrosa, quasi di pasticceria. Vino di grande fruibilità, tratto distintivo che attraversa l’intera produzione di Fèlsina.</p>
<p style="text-align: justify">Caratteristica confermata anche dal Chianti Classico Berardenga 2016, che tra gli aromi di viola e prugna matura, rilascia note di spezie e sottobosco. In bocca il tannino è presente e piacevole così come la sensazione di freschezza che lascia al palato.</p>
<p style="text-align: justify">A seguirlo il Fontalloro 2007, IGT Toscana le cui uve provengono da territori di diversa composizione siti tra Chianti Classico e Chianti Colli Senesi, che regalano ricchezza a questo vino tra i più amati per ogni appassionato della viticultura toscana e non. Qui il frutto richiama prevalentemente l’amarena il tabacco scuro e una nota di dolcezza, gli aromi delle erbe di campo essiccate, legno invecchiato e caffè. Al palato l’acidità è piacevole, con tannino composto ma ancora in corsa per dare il meglio di se.</p>
<p style="text-align: justify">Poi è stato il turno di Rancia, Chianti Classico Riserva 2016 presentato in formato magnum, che agevolando il miglior rapporto ossigeno / vino, ne ha esaltato le peculiarità in termini di finezza ed eleganza. In questo bicchiere infatti,  seppur giovane si intravede già il progetto di un grande vino, nella sua sfumatura balsamica verde, nei toni delle spezie del legno e nell’accenno al cacao che si eleva sui sentori terragni del sottobosco. Frutto pieno e maturo, equilibrato e gustoso sebbene si percepisce che il vino è soltanto all’inizio del suo cammino.</p>
<p style="text-align: justify">Sensazione che l’altra magnum di Rancia Chianti Classico 2007 ha confermato immediatamente. In questo l’impianto del vino è immutato e il percorso evolutivo si rivela nella terziarizzazione che amplia la complessità nelle note, da quelle balsamiche, al cacao, agli aromi del legno, dalle spezie che si fanno più dolci ai sentori di sottobosco che affinano le loro spigolature arrotondandosi. Tutto in un grande equilibrio gustativo che si distende in lunghezza.</p>
<p style="text-align: justify">La chiusura è toccata di nuovo al Fontalloro, stavolta annata 2004. Frutto maturo quasi disidratato, seguito dalle spezie dolci e dagli aromi caldi delle erbe medicinali e del caffè. Una  vino di grande complessità che ha chiuso una serata in cui Fèlsina si rivelata a molti per la prima volta e ha confermato agli altri il valore immutato della sua viticultura.</p>
<p style="text-align: justify">Bruno Fulco</p>
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		<title>Vignaioli di Radda in Chianti: nuova associazione</title>
		<link>https://www.egnews.it/vignaioli-di-radda-in-chianti-nuova-associazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 13:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
		<category><![CDATA[radda in chianti]]></category>
		<category><![CDATA[territori]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<category><![CDATA[vignaioli]]></category>
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					<description><![CDATA[I Vignaioli di Radda in Chianti hanno creato una nuova associazione. Un altro punto importante del “made in Italy” di eccellenza che promuoverà e valorizzarà il territorio di Radda in Chianti e le sue produzioni. Martedì 11 settembre, nel Chiostro di Santa Maria al Prato a Radda in Chianti – che ospita la ‘Casa del &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I<strong> Vignaioli di Radda</strong> in Chianti hanno creato una nuova associazione. Un altro punto importante del “made in Italy” di eccellenza che promuoverà e valorizzarà il territorio di Radda in Chianti e le sue produzioni. Martedì 11 settembre, nel Chiostro di Santa Maria al Prato a Radda in Chianti – che ospita la ‘Casa del Chianti Classico, è stata formalmente costituita la nuova associazione.</p>
<p>Radda in Chianti e il suo comune sono interamente immersi nel <strong>Chianti Classico</strong>. Un territorio a cui la Repubblica Fiorentina ha sempre prestato attenzione,  amato anche dagli ultimi Granduchi di Toscana ma per un lungo periodo storico abbastanza isolato e povero. Oggi invece Radda e il suo territorio, vistato da milioni di turisti, esprimono l’eccellenza con aziende conosciute a livello internazionale. Una parte della Toscana dove tradizione e nuovi orizzonti nell&#8217;arte di fare vino hanno dato vita ad eccellenze che sanno esprimere al massimo  il territorio e la sua gente.</p>
<p>La nuova Associazione dei vignaioli di Radda in Chianti vede tra i soci fondatori: Borgo La Stella, Borgo Salcetino, Brancaia, Cantina Castelvecchi, Caparsa, Castello di Albola, Castello di Volpaia, Castello di Monterinaldi, Colle Bereto, Fattoria di Montemaggio, Istine, L’Erta di Radda, Monteraponi, Montevertine, Podere Capaccia, Podere l’AJa, Podere Terreno alla Volpaia, Poggerino, Pruneto, Tenuta Carleone di Castiglioni, Terrabianca, Val delle Corti, Vignavecchia.</p>
<p><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2018/09/unnamed.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20369 alignright" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2018/09/unnamed.jpg" alt="" width="172" height="172" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2018/09/unnamed.jpg 120w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2018/09/unnamed-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 172px) 100vw, 172px" /></a><br />
I soci si sono impegnati a promuovere l’agricoltura sostenibile in tutte le sue forme, adottando programmi di coltivazione biologica e/o biodinamica, e ad utilizzare sostanze e tecniche a minimo impatto ambientale, nell’ottica di un definitivo superamento di pratiche agronomiche dannose e distruttive quali, ad esempio, il diserbo chimico.<br />
A capo dell’associazione in veste di <strong>Presidente Roberto Bianchi (Val delle Corti)</strong> e <strong>Vice Presidente Martino Manetti (Montevertine).</strong><br />
Gli obiettivi sono ambiziosi e riguardano in particolar modo la tutela, la valorizzazione e la comunicazione collettiva delle eccellenze vitivinicole del territorio raddese.</p>
<p>Roberta Capanni</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Mercato nel Campo e Chianti Classico</title>
		<link>https://www.egnews.it/mercato-nel-campo-chianti-classico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 18:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Chianti Classico]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del campo]]></category>
		<category><![CDATA[panforte]]></category>
		<category><![CDATA[ricciarelli]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
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					<description><![CDATA[A Siena torna il “Mercato nel Campo” all’ombra del bellissimo Palazzo Pubblico voluto dal Governo dei Nove, così come accadeva nel 1300. Sabato 3 e domenica 4 dicembre 2016  oltre 170 banchi esporranno i migliori prodotti dell’enogastronomia e dell’artigianato locale. Piazza del Campo oltre al mercato classico ospiterà “Vinarte ”, salotto del gusto scelto dal &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Siena torna il “<strong>Mercato nel Campo</strong>” all’ombra del bellissimo Palazzo Pubblico voluto dal Governo dei Nove, così come accadeva nel 1300. Sabato 3 e domenica 4 dicembre 2016  oltre 170 banchi esporranno i migliori prodotti dell’enogastronomia e dell’artigianato locale.</p>
<p>Piazza del Campo oltre al mercato classico ospiterà “<strong>Vinarte</strong> ”, salotto del gusto scelto dal <strong>Consorzio Vino Chianti</strong> <strong>Classico</strong> per concludere l’anno di celebrazioni  per i suoi trecento anni. Tutta la storia  secolare di questo vino, sarà raccontata dai prodotti enologici e nel Mercato del Campo, nel cuore della Toscana, termineranno  i festeggiamenti dei 300 anni dal Bando del Granduca Cosimo III. Il Cortile del Podestà ospiterà i produttori del Gallo Nero, che saranno lieti di far conoscere agli appassionati le loro migliori produzioni.</p>
<figure id="attachment_14158" aria-describedby="caption-attachment-14158" style="width: 398px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.egnews.it/wp-content/uploads/2016/11/MercatonelCampoPanoramicaGiorno.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14158" title="mercato nel campo" src="http://www.egnews.it/wp-content/uploads/2016/11/MercatonelCampoPanoramicaGiorno-300x200.jpg" width="398" height="265" /></a><figcaption id="caption-attachment-14158" class="wp-caption-text">mercato nel campo</figcaption></figure>
<p>I banchi allestiti alla maniera dell’antica Repubblica senese faranno degustare le eccellenze del Bel Paese come pasta fresca, salumi, olio delle colline senesi, miele, zafferano e le specialità  di stagione presenti in campagna.</p>
<p>Una festa, grande e colorata, per accogliere il Natale in arrivo, una festa che durerà due giorni e regalerà eventi di carattere culturale e cooking show ma anche eventi giocosi dedicati ai bambini. Per loro e per tutti sarà l’occasione per un viaggio nei dolci tipici della tradizione senese: con il panforte e il ricciarello che ha ottenuto il primo riconoscimento igp europeo.  Nell’occasione il consorzio nato per la tutela del Panforte e Ricciarello di Siena faranno gustare i prodotti spiegando ai consumatori come proteggersi dalle truffe e cosa fa il consorzio per proteggere prodotti, produttori e consumatori.</p>
<p>Una festa dell’enogastronomia come oggi ogni consumatore si aspetta, con laboratori a tema e prove di abilità in cucina: pasticceri non senesi e cuochi amatoriali sforneranno i migliori dolci della tradizione senese direttamente dal forno presente in Piazza del Campo.</p>
<p>Al Mercato nel Campoi, immancabile ormai la presenza la regina della conduzione enogastronomica della Toscana: Annamaria Tossani che con la sua innata eleganza farà sembrare piatti da re anche quelli poveri della tradizione. Solo alcune anticipazioni (il programma completo e aggiornamenti sui social):  ai fornelli sabato 3 dicembre, alle ore 16, ci sarà  chef <strong>Stefano Pinciaroli</strong> del ristorante PS di Cerreto Guidi, che si cimenterà nella preparazione di un piatto inedito dedicato a Siena e ai suoi dolci tipici. Domenica 4 dicembre, alle ore 17, sarà la volta della chef <strong>Entiana Osmenzeza</strong>, del Gurdulù di Firenze, che per l’occasione presenterà una sua interpretazione del dolce senese dedicato alla città che la ospita. Le dolci tradizioni senesi saranno al centro anche dei laboratori artistici con protagonista David Belsito, chef e medaglia d’argento alle Olimpiadi dei Cuochi, mentre domenica 4 dicembre, alle ore 18, Fabrizio Mazzantini, Maitre d’hotel, ci riporterà indietro negli anni facendoci gustare il fascino della ‘lampada’, dedicando le sue crepe al dolce senese.</p>
<p>&#8220;Il Mercato nel Campo&#8221; è un&#8217;iniziativa del Comune di Siena – Assessorato allo Sviluppo Economico, in collaborazione con Confesercenti, Confcommercio, Cia, Coldiretti, Unione provinciale agricoltori, Cna, Confartigianato, con main sponsor ChiantiBanca e Consorzio Vino Chianti Classico. Il Mercato nel Campo fa parte del cartellone di eventi “Tutto il Natale di Siena”, promosso dal Comune di Siena &#8211; Assessorato al turismo. L’evento è realizzato con risorse dell’imposta di soggiorno. Per informazioni e aggiornamenti è possibile seguire la Pagina <a href="https://www.facebook.com/SienaMercatonelCampo/?fref=ts" target="_blank" rel="noopener">Facebook Mercato nel Campo</a>, il <a href="https://twitter.com/mercatonelcampo" target="_blank" rel="noopener">Profilo Twitter</a>, e <a href="https://instagram.com/sienamercatonelcampo/" target="_blank" rel="noopener">Instagram.</a></p>
<p>Roberta Capanni</p>
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