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Roma, piscina per sole donne: “È un progetto per tutte, non solo musulmane, qui ognuna è libera”

È partito a Roma il progetto della piscina privata di Tor Tre teste, nel quadrante est della Capitale, che ha scelto di riservare l’impianto alle sole donne per alcune ore al giorno nei mercoledì di agosto.

Dopo le polemiche scatenate da chi riteneva fosse un progetto per sole musulmane, l’iniziativa è stata accolta con entusiasmo e ha visto la partecipazione di circa 50 donne con vari background.

“C’è chi gioca a carte, chi fa il bagno, chi sta facendo una lezione fitness in acqua, ognuna è libera di fare quello che vuole” ha dichiarato Blerina Kalaj, responsabile della piscina. “C’è chi ha voluto strumentalizzare la vicenda ma abbiamo dimostrato che non c’è nessuna segregazione”, il commento di Aimen Yousaf, ufficio stampa della Comunità islamica di Roma.

La responsabile dei progetti sociali della Comunità islamica di Roma, Sabrine Hammami, spiega all’Adnkronos i presupposti e gli obiettivi dell’iniziativa al via da oggi nell’impianto sportivo di Tor Tre Teste: “Quest’iniziativa è nata appunto dall’ascolto dei bisogni reali della nostra comunità e nasce proprio dall’osservazione che noi abbiamo avuto dell’inclusività di questo progetto, perché va ad abbracciare tutte quelle categorie di donne che magari si escludono da queste attività, come ad esempio le donne musulmane, perché per valori religiosi non vogliono condividere magari uno spazio misto, oppure donne con un vissuto di fragilità, che abbiano delle cicatrici sul corpo che non vogliono esporre allo sguardo maschile o anche solo per quelle donne che vivono l’ansia del giudizio altrui”.

“Noi – aggiunge – preveniamo proprio quello che è la segregazione. E anche il termine integrazione in realtà non è appropriato, perché molti musulmani sono italiani, quindi integrarsi in cosa? Possiamo dire questo è un progetto inclusivo e partecipativo che coinvolge la cittadinanza”.

“Come sappiamo il termometro della società – sottolinea – è come questa tratta le minoranze. Noi siamo in Italia, siamo in un paese democratico, abbiamo delle libertà e la Costituzione ci garantisce che possiamo professare i nostri valori nel rispetto di quelli altrui”.


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