Tribuna

Precedenza ai Prelati o alle Donne?

Tutti voi ormai sapete che quel complesso di norme di comportamento oggi conosciuto con il termine “galateo” ha origini remote, appartiene ai primi consorzi umani, e tutti i Cerimoniali del mondo antico e moderno sono sempre stati scanditi da regole fisse, non solo per lo svolgimento dei riti ma specie per le “precedenze” che vengono assegnate in corrispondenza dei ruoli sociali dei partecipanti.

Proprio in virtù della sua efficace funzione per lo svolgimento del rito, all’inizio dei tempi solo religioso perché i Grandi Sacerdoti erano la massima autorità presso un popolo, poi anche civile quando i popoli si sono date forme di governo (monarchico e/o democratico), il Protocollo delle Precedenze ebbe un valore basilare, ancora oggi rispettato, a volte rigidamente.

Ebbene, nell’odierno Protocollo delle Precedenze universalmente valido, almeno per le culture che derivano dal mondo europeo, la figura del Prelato ha la precedenza assoluta, dopo il massimo rappresentante della società civile. Ossia, come a dire in una cerimonia indetta dalla Repubblica Italiana, la persona più importante è il Capo dello Stato e poi segue il Papa, se è ospite, in assenza del Papa il Cardinale più anziano invitato, solo dopo vengono gli altri massimi gradi delle istituzioni. Calo l’esempio in ambito locale: se ad una manifestazione promossa dal Comune partecipa il Vescovo, il Primo Cittadino è la persona più importante, poi viene il Vescovo, il Prefetto segue.

In un consesso a tavola, voi sapete che le Signore hanno diritto di precedenza sugli uomini, ma un Prelato deve venir servito prima di qualunque Signora.
Ora, dopo aver sentito ciò che, riguardo alle donne, Papa Francesco ha detto ai giornalisti nella conferenza stampa, anzi meglio chiamarla chiacchierata amichevole, sull’aereo che lo riportava a Roma dopo la Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Rio de Janeiro nei giorni scorsi, sono convinta che il Protocollo ufficiale delle Precedenze e il Galateo della nostra quotidianità dovranno essere rivisti.

Il Papa ha detto «bisogna ricordare che Maria è più importante degli Apostoli, vescovi, così la donna nella Chiesa è più importante dei Vescovi e dei preti», i quali spesso si atteggiano a “Prìncipi”. Bene, se la donna ha questa funzione e questo ruolo nella Chiesa, figuriamoci a tavola!

Non voglio essere intesa male, lungi da me fare un discorso grossolano o antireligioso, ma “rivoluzionario” sì, anche perché Papa Francesco ha invitato i giovani prima di tutto e poi ognuno di noi ad essere rivoluzionari, nel senso di sperare in cambiamenti positivi, nell’avere la fermezza di proporli e di perseguirli, oltre che principalmente di non aver paura di professarsi credenti.

Certo le parole del Papa saranno esse stesse rivoluzionarie, perché andranno a intaccare un pilastro con millenni di storia. Dunque, il mio auspicio è che davvero il Galateo adegui ai tempi moderni almeno questo principio: a tavola le signore vanno servite per prime in assoluto, qualunque prelato presente dovrà essere trattato come un qualsiasi altro uomo, e tra costoro in funzione del suo grado ecclesiale.
Va da sé che un Prelato invitato quale ospite d’onore avrà la precedenza assoluta.

donna Maura
m.sacher@egnews.it


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