
(Adnkronos) – Palermo, dal 14 al 16 giugno, è la ‘capitale’ della viologia. La città siciliana ospita il decimo congresso della Società italiana di viologia (Siv-Isv). “Quest’anno abbiamo centinaia di iscritti – spiega il professor Guido Antonelli, presidente della Siv – L’evento è l’occasione per incontrarci, scambiare informazioni, nuovi studi e dati sulla ricerca di base e clinica, ma non solo tra italiani ci sono anche colleghi stranieri di livello e infatti la lingua ufficiale è proprio l’inglese. Abbiamo virologi medici, virologi molecolari, virologi vegetali e virologi veterinari. L’approccio alla specializzazione oggi è One Heath, infatti il sottotitolo del congresso è ‘One virology’ ‘One Health’ e lo sarà sempre di più. La virologia medica italiana ha dato un contributo a livello internazionale importante, dalll’Hiv e all’Hcv”.
E’ un congresso all’insegna dei giovani virologi, “che sono al centro: abbiamo tanti giovani iscritti e la specializzazione piace perché si fa ricerca di base. In tante sessioni dell’evento sono protagonisti con una introduzione di un collega ‘senior'”. Dal Covid a Ebola, passando per l’Hantavirus, la virologia sta diventando quasi un tema quotidiano per gli italiani, “c’è una sessione sui virus emergenti, al congresso sono presenti i più prestigiosi istituti italiani di ricerca”, aggiunge Antonelli intervistato da Adnkronos Salute a margine di ‘Parola alla medicina’, il format audiovisivo della Fism (Federazione delle società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner.
Oggi lo spauracchio è il virus Ebola-Bundibugyo? “E’ un problema serio – chiosa il presidente – Ci aspettavamo un ritorno in Africa, ormai è quasi ciclico. Ma il Covid – con l’avvento in poco tempi dei vaccini – ci ha insegnato tantissimo su cosa la scienza è in grado di fare in poco tempo. Credo che anche per Bundibugyo-Ebola riuscirà a trovare una strada in breve tempo.”
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