Ornellaia 2016: La Tensione nell’arte e nel vino

Ornellaia 2016: La Tensione nell’arte e nel vino

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È l’opera di Shirin Neshat che per una volta ha emozionato tanto quanto il calice di vino. Artista, fotografa e regista di origini iraniane interpreta Ornellaia 2016, traducendo una vendemmia importante e ricca nel concetto di “Tensione”.

 

L’etichetta sconvolge letteralmente per il linguaggio artistico e visivo che colpisce e ammutolisce.

Parla l’anima e segue il sorso, unico e superlativo. Il calice di Ornellaia 2016 racchiude le virtù di Bolgheri, un’estate calda ma senza eccessi, secca al punto da consentire alle uve di raggiungere la giusta maturazione e concentrazione.

Un vino opulento, setoso, intenso e con quel non so che di tensione, di incompiutezza, di gioventù. Una cuvée di Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot, espressione di un territorio e della sua unicità.

 

“Il colore particolarmente scuro e giovane è il preludio ad un complesso aroma di mirtilli, spezie e cedro. Al palato appare ricco e denso, bilanciato da un struttura tannica raffinata e solida, ravvivata da un’acidità succosa e brillante” racconta Olga Fusari, Enologa di Ornellaia.

Un’annata intensa quanto dinamica che in occasione dell’undicesima Vendemmia d’Artista, presentata nella sede di Sotheby’s a Milano, è raccontata con un linguaggio che richiama la letteratura mistica persiana.

 

“Nel corso degli anni della mia carriera mi sono avvalsa in modo sistematico dell’antica letteratura persiana, sia sotto forma di poesia inscritta come calligrafia sulle superfici fotografiche, sia sotto forma di lavori su pellicola – spiega Shirin Neshat -. Nell’opera realizzata per Ornellaia ho inscritto una poesia del celebre poeta Omar Khayyam dal titolo: Senza il puro vino non posso esistere”.

 

L’artista ha personalizzato una serie limitata di 111 bottiglie di grande formato e una etichetta speciale presente in ogni cassa di Ornellaia da sei bottiglie di formato 750 ml. 100 bottiglie Jéroboam (3 litri), 10 da 6 litri, le imperiali Mathusalem, e una Salmanazar (9 litri).

 

Pezzi unici battuti all’asta per collezionisti e appassionati il cui ricavato sarà devoluto alla Fondazione Solomon R. Guggheneim a sostegno del progetto “Mind’s Eye”, (l’Occhio della mente) che aiuta le persone non vedenti o ipovedenti a sperimentare l’arte attraverso tutti i sensi. Immediato cogliere l’analogia con il calice di vino: così come per la fruizione di importanti opere d’arte anche l’apprezzamento di grandi vini richiede il coinvolgimento di tutti i sensi.

L’iniziativa Vendemmia d’Artista nasce nel 2006 e vede, per ogni annata, un artista di livello mondiale rappresentare la vendemmia e il carattere dell’annata stessa firmando un’opera d’arte. Artisti come Ghada Amer, Luigi Ontani, Rebecca Horn, Zhang Huan, Michelangelo Pistoletto, Rodney Graham, John Armleder, William Kentdrige, Yutaka Sone ed Ernesto Neto hanno permesso di raccogliere e donare 2 milioni di euro a fondazioni e musei di tutto il mondo.

È il vino che suggella questo importante momento: Axel Heinz, Direttore di Ornellaia ritorna sul calice per evidenziare tutti gli elementi che permettono di raggiungere tale perfezione. La natura, il territorio, il clima, la mano dell’uomo, forze opposte che creano un senso di profondo vigore che ama definire “tensione”.
Giovanna Romeo

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