Tribuna

Oltre 600 campioni testati, 118 premiati, 7 “vini perfetti”

Oltre 600 campioni testati, 118 premiati, 7 “vini perfetti”   E sono nove! Iniziata con quella targata 2019, la serie delle Guide “on line”

Oltre 600 campioni testati, 118 premiati, 7 “vini perfetti”

 

Antonio Paolini

E sono nove! Iniziata con quella targata 2019, la serie delle Guide “on line” che Vinodabere.it, prima e unica testata specializzata a farlo, dedica ai Vini della Sardegna taglia, col rilascio dell’edizione 2027, un traguardo davvero importante.

 E che assume ulteriore valore visto il momento particolarmente complesso (e non semplice) che tutto l’enomondo italiano e internazionale stanno vivendo. 

direttore di Vinodabere Maurizio Valeriani

E se i numeri su questo fronte, al solito, non mentono (i campioni inviati e testati dal team della Guida, curata dai giornalisti Maurizio Valeriani e Antonio Paolini,  indice della vivacità complessiva del comparto produttivo che li  fornisce, sono in calo, pur lieve, rispetto all’edizione precedente), le stesse cifre parlano però poi chiaro, anzi chiarissimo, sia sulla costante ed evidente tendenza al rialzo della media qualitativa dei vini proposti (e dunque del comparto vitivinicolo sardo nel suo complesso) che sull’interesse che questo spicchio sempre più definito e originale della produzione nazionale riesce a suscitare tra professionisti, appassionati e semplici ma attenti consumatori.

 

botte scolma di Vernaccia di Oristano dei Fratelli Serra

L’uscita della Guida completa è stata infatti preceduta da ben 16 trailer, uscite parziali dedicate ognuna a uno spicchio territoriale o di tipologia del comparto. Ebbene: la media di visualizzazioni per i 16 “episodi” di questa serie alla Netflix è stata di 35 mila per un totale di 560 mila. Un risultato che parla chiaro. Cosi come parlano chiaro le 118     

 

Cagnulari di Giovanni Camboni

Standing Ovation assegnate sui 331 campioni che hanno meritato la recensione in Guida, con una percentuale siderale del 35,6%, ovvero più d’un premio d’eccellenza per ogni tre campioni censiti. 

A fare la differenza sono la capacità in costante ascesa (e premiata appunto da meritati riconoscimenti), l’impegno di quelli storici e l’affacciarsi di nuovi protagonisti. 

Confortati soprattutto sul fronte Bianchi (dunque anzitutto Vermentino) dalla complicità di un’annata, la 2025, decisamente umana e propizia se paragonata a precedenti e alla attuale. E che, in un sub-territorio particolarmente vocato e celebre per finezza come la Gallura ha regalato sensazioni e risultati incantevoli per eleganza anche sul versante rosso, alias Cannonau.  

Vigna di Granazza dell’azienda Marco Canneddu a Mamoiada

Tra le Standing Ovation, sette i magnifici super top approdati al diploma di vino perfetto: i 100/100. Sono due bianchi, due rossi, e, a sorpresa (fino a un certo punto: la Sardegna ne è patria orgogliosa e malgrado la tendenza commerciale non esaltante, il livello, Vernaccia oristanese in testa, si è confermato in degustazione straordinario) un vino da ossidazione e due vini dolci (l’elenco dei super 7 chiude questo comunicato). 

Ovviamente, e in base a quanto detto, non poteva che essere la già citata Gallura a far la parte del leone, anzitutto col suo prodotto bandiera, il Vermentino: 19 Standing Ovation su 38 vini in Guida (contro il rapporto 8 a 62 del resto dell’isola) e poco altro da aggiungere. 

Benissimo sul fronte colorato, parlando di Cannonau, e oltre la crescita gallurese, ancora una volta Mamoiada: 11 Standing Ovation su 20 presenze. 

Vecchio Ceppo di Vermentino dell’azienda Depperu

Ma fanno benissimo anche i Carignano con 12 vini al top di 24 e si propone in rampante ascesa il Cagnulari, che si assicura 6 allori su 23 recensiti. E infine, a ulteriore conferma che un terroir, quando è Grand, sa aver anche più facce, Mamoiada si ripropone anche, imperiosa, con le sue Granazza (4 Standing Ovation su 6). 

E altrettanto, esaltata dalla già citata grazia d’annata, fa la Gallura affiancando al rullo compressore Vermentino ben 5 Cannonau a premio. Con la varietà gratificata anche dai risultati di Romangia (3 premiati), Orgosolo e Ogliastra, entrambe con due decorati sugli appena 3 vini rispettivamente presentati.

Vigna di Ghirada Elisi di Francesco Cadinu a Mamoiada

 

Un’ultima notazione, che va oltre i numeri e, in un certo senso anche lo stesso ambito del riscontro di qualità del singolo calice o bottiglia, è il rapporto intimo e identitario che lega i vini sardi alle loro sottozone di produzione, e intreccia anche qui in modo unico gusto, bellezza e paesaggio. 

Vigne di Vermentino a Sorso dell’azienda Antichi Vigneti Manca

È per questo (e pensando a un incoming turistico isolano sempre più interessato anche alle zone interne con i loro sapori e i loro vini come calamita) che ogni puntata della Guida è stata aperta da foto di copertina “vere” dei vigneti della sottozona e/o tipologia corrispondente.

Vigna di Viticola Mereu nel Mandrolisai

Perché mai come in questo caso è importante che anche l’occhio – come si dice comunemente – abbia la sua parte. La stessa logica ha indotto il progetto della Guida a testimoniare l’impegno sempre più evidente ed evoluto che i produttori dedicano al packaging dei loro vini.

Ognuno di quelli recensiti dunque viene presentato in una scheda corredata dalla foto della bottiglia. 

 La Guida Completa è di accesso gratuito e disponibile qui:

 

https://vinodabere.it/guida-ai-migliori-vini-della-sardegna-2027-di-vinodabere/


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