Mancini a tavola

Mancini a tavola

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Il mancinismo, cioè la tendenza ad utilizzare in parte o del tutto il lato sinistro del corpo per compiere movimenti e gesti, propria del 10% della popolazione, non è più considerato un handicap o un disturbo della personalità, e, grazie alle neuroscienze e alla psicologia i bambini che fin da piccoli manifestano la preferenza per la mano sinistra nell’afferrare gli oggetti non vengono più, come un tempo neanche troppo lontano, costretti anche con duri sistemi e severe punizioni ad usare l’altra mano.

Tuttavia il mondo ruota attorno ai destrimani ed Etichetta, Cerimoniali, Galateo contemplano solo la destra, ad esempio come lato di riguardo nelle manifestazioni solenni e nei banchetti, come mano da porgere nei saluti, e infine in tante piccole banali operazioni quotidiane come svitare un tappo, una lampadina, una vite, caricare una sveglia, usare le forbici e non ultimo il coltello.

 

Oggi i bimbi vengano lasciati liberi di esprimersi adoperando il lato preferenziale, e del resto dicono che nei mancini è l’emisfero destro a essere predominante, quello del pensiero intuitivo e della creatività (molti grandi personalità storiche erano mancine), tuttavia è utile insegnare loro ad adoperare a tavola le posate come gli “altri”, per un sacco di ragioni.

Prima di tutto, perché la lama del coltello è fatta in modo che la posata sia impugnata con la destra altrimenti proprio non taglia (tranne che con equilibrismi che non è il caso di fare al desco), in fondo anche i destrimani impugnano la forchetta con la sinistra e portano tranquillamente il cibo alla bocca con essa.
In secondo luogo perché, quando si è invitati in casa d’altri o si è in ristorante non è cortese né elegante rivoluzionare la mise en place, scombinando l’estetica dell’apparecchiatura e pure rischiando di rumoreggiare con le posate per spostarle dall’altro lato del piatto. Per non parlare della sistemazione dei bicchieri …
Io ho visto più volte fare queste manovre, e pure sottolineate dalla giustificazione del mancinismo. Ma che sforzo queste persone avrebbero potuto fare nel prendere con una qualsivoglia mano il cucchiaio posto correttamente alla destra del piatto e poi incipiare ad adoperarlo con la loro mano privilegiata al momento stesso che la pietanza è stata servita? E idem riguardo a forchetta e coltello, se proprio non si può fare a meno di invertire l’uso delle mani.

 

Ma di un’altra cosa forse più importante i mancini dovrebbero aver cura, e mi spiace per loro perché capisco che potrebbe essere causa di messaggi in conflitto nel loro sistema limbico, ma io mi occupo di Galateo con l’impegno di divulgarlo. Si tratta del “modo di servire”.
Mentre è chiaro che i camerieri mancini devono dimenticare di esserlo, non tutti gli invitati possono essere informati che la padrona o il padrone di casa lo sono. Quindi, esigendo il Galateo che qualunque cosa si porge con la mano destra e che specialmente le bevande vanno servite da destra e che con la destra si effettua il brindisi, i mancini devono adeguarsi, a rischio di riprovazione sociale.

Capisco che potrebbe sembrare una violenza alla loro personalità, ma anche i destrimani spesso si devono sforzare per stare nei canoni dell’etichetta.

 

Mi piace precisare che sono ambidestra ed ex bambina mancina e che la più ardua prova è stata pulire il pesce con coltello e forchetta nelle mani “giuste”.
Maura Sacher
m.sacher@egnews.it

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