Tribuna

La Carinzia al Salone del Gusto

La Carinzia al Salone del Gusto La partecipazione del Land austriaco coincide con il riconoscimento "Slow Food Travel Destination"

La Carinzia al Salone del Gusto

La partecipazione del Land austriaco coincide con il riconoscimento “Slow Food Travel Destination” che ha segnato una svolta nel modo di intendere il turismo enogastronomico internazionale. Un riconoscimento che ha consacrato una visione innovativa del viaggio, fondata non soltanto sulla degustazione dei prodotti tipici, ma soprattutto sull’incontro diretto tra il visitatore e i protagonisti (contadini e artigiani) che quei prodotti li coltivano, li allevano, li trasformano e li custodiscono ogni giorno con passione. 

Il Gailtaler Weißer Landmais, il mais bianco della Carinzia simile al nostro Biancoperla – Wolfgang Hummer

Nei giorni scorsi abbiamo presentato  l’edizione 2026 di «Terra Madre Salone del Gusto» in calendario nelle piazze e nelle vie del centro storico di Torino dal 24 al 27 settembre. Un’edizione nel ricordo del suo fondatore Carlo, il mitico «Carlin» Petrini, un visionario che rivoluzionò il modo di intendere il cibo.

Annunciata la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di numerose delegazioni straniere oltre ad alcune grandi personalità come gli attivisti Satish Kumar e Alice Waters, l’economista Raj Patel, lo storico Massimo Montanari e l’attore Moni Ovadia. 

Tra le delegazioni straniere che hanno confermato la loro entusiastica partecipazione sarà presente anche il Land austriaco della Carinzia, una regione che ha saputo trasformare la propria cultura gastronomica in un modello di turismo sostenibile, profondamente legato al territorio. 

Dieci anni fa la proclamazione della Carinzia “Travel Destination Slow Food”

In Carinzia sono molte le esperienze che si possono fare nei percorsi Slow Food Travel Destination ©WolfgangHUM

L’edizione di quest’anno assume un significato ancora più importante per a Carinzia, perché coincide con il decimo anniversario di un riconoscimento che ha segnato una svolta nel modo di intendere il turismo enogastronomico internazionale: dieci anni fa, infatti, la Carinzia è stata proclamata da Slow Food la prima Slow Food Travel Destination al mondo, un titolo che ha consacrato una visione innovativa del viaggio, fondata non soltanto sulla degustazione dei prodotti tipici, ma soprattutto sull’incontro diretto tra il visitatore e chi quei prodotti li coltiva, li alleva, li trasforma e custodisce ogni giorno con passione. 

Un progetto pionieristico che negli anni è diventato un modello osservato e replicato anche in altri territori, dimostrando come il turismo possa essere un potente strumento di tutela della biodiversità, valorizzazione delle economie locali e trasmissione delle tradizioni agricole e gastronomiche.

Un modello virtuoso: quando il turista diventa protagonista di un viaggio

L’accoglienza degli artigiani carinziani nei percorsi Slow Food Travel Destination – Ferdinand Neumueller

In Carinzia questo modello virtuoso si traduce in un’offerta di esperienze autentiche che permettono ai visitatori di entrare nelle aziende agricole, lavorare accanto ai produttori, imparare antichi mestieri, conoscere le tecniche tradizionali di produzione e scoprire il valore della stagionalità e della regionalità.

Il turista diventa così protagonista di un viaggio esperienziale che lo porta a impastare il pane con il maestro panettiere, produrre burro e formaggi nelle malghe, raccogliere erbe spontanee insieme agli esperti botanici, conoscere il mondo delle api autoctone, partecipare all’affumicatura del pesce di lago, preparare dolci della tradizione o seguire tutte le fasi della lavorazione dei prodotti simbolo della cucina carinziana. Esperienze che permettono di comprendere il valore autentico degli alimenti, il rispetto dei tempi della natura e il legame profondo tra paesaggio, cultura e comunità locali.

La formula vincente? L’integrazione tra turismo, agricoltura e sviluppo sostenibile

La susina carinziana dell’Arca di Noè Slow Food Gelber Spänling, polpa gialla, dolce e aromatica, con delicate note ammandorlate

Da quella prima intuizione sviluppata nelle valli Gailtal, Lesachtal e Gitschtal e nell’area del lago Weissensee, oggi il progetto Slow Food Travel si è progressivamente ampliato coinvolgendo anche la Carinzia Centrale e la valle Lavanttal, dando vita a una rete di oltre cinquanta esperienze distribuite sul territorio che rappresentano uno dei più riusciti esempi europei di integrazione tra turismo, agricoltura, cultura alimentare e sviluppo sostenibile.

Un percorso che ha contribuito non soltanto alla valorizzazione delle eccellenze gastronomiche regionali, ma anche al rafforzamento delle piccole produzioni agricole, alla tutela delle varietà locali, al recupero di antiche ricette e alla creazione di nuove opportunità economiche per le comunità rurali.

Schafskäse, il formaggio di pecora del famoso caseificio carinziano Nuart – Wolfgang Hummer

La presenza della Carinzia a Terra Madre assume quindi il valore di una testimonianza concreta di come i principi promossi da Slow Food possano trasformarsi in un progetto di sviluppo territoriale capace di coniugare sostenibilità ambientale, qualità della vita, economia locale e turismo esperienziale. Non è un caso che proprio Slow Food abbia scelto la Carinzia come primo laboratorio mondiale di questo nuovo modo di viaggiare, riconoscendone la capacità di costruire un’offerta turistica nella quale il prodotto gastronomico non rappresenta un semplice elemento di consumo, ma il punto di partenza per creare relazioni autentiche tra ospiti e produttori, tra visitatori e territorio.

Alla Caffetteria Reale di Torino sarà proposta la tradizionale colazione carinziana

Anche quest’anno la Carinzia sarà protagonista a Torino con un ricco programma di iniziative che accompagneranno l’intera manifestazione. Particolarmente significativa sarà la tradizionale colazione con la Carinzia, che si svolgerà venerdì 25 settembre alle ore 9.30 presso la storica Caffetteria Reale, nel cuore del centro cittadino, che offrirà agli ospiti l’occasione di degustare alcune delle specialità più rappresentative della regione e, allo stesso tempo, di celebrare insieme il decimo anniversario della nascita della prima Slow Food Travel Destination al mondo. Alla colazione carinziana sarà presente anche il direttore dell’Ente turistico della Gailtal e il direttore dell’Ente turistico di Klagenfurt, protagonisti di un importante progetto interregionale che testimonia come la collaborazione tra territori rappresenti uno degli elementi fondamentali del successo delle Giornate della Cucina Alpe-Adria, evento gastronomico che si tiene ogni anno a settembre nel capoluogo carinziano. 

L’antica varietà di susina “Gelber Spänling” coltivata nei frutteti dell’Alta Carinzia 

Alcuni prodotti tipici della gastronomia carinziana Slow Food Travel Destination ©WolfgangHUM

Tra le principali novità dell’edizione 2026 spicca la presentazione del nuovo Presidio Slow Food “Gelber Spänling”, antica varietà di susina tipica dei frutteti misti dell’Alta Carinzia e dell’area del lago Millstätter See, protagonista di degustazioni e incontri con i frutticoltori Horst Zwischenberger e Bernhard Huber. Per la prima volta Slow Food Carinzia presenterà, inoltre, la rete delle Slow Food Farms della Carinzia, che riunisce aziende agricole agroecologiche delle regioni Slow Food Travel, degli Slow Food Villages e della comunità “Urlaub am Bauernhof Kärnten” (Vacanze in  agriturismo in Carinzia), valorizzando il legame tra biodiversità, agricoltura sostenibile e turismo. 

I pionieri del progetto Slow Food Travel Alpe Adria Carinzia racconteranno l’evoluzione di un modello oggi preso a riferimento da numerose realtà internazionali, illustrando anche i progetti transfrontalieri avviati dalla città di Klagenfurt con Friuli Venezia Giulia e Slovenia. Terra Madre sarà infine l’occasione per presentare i viaggi di studio dedicati alle organizzazioni internazionali interessate ad approfondire il modello carinziano di integrazione tra agricoltura e turismo, favorendo lo scambio di conoscenze e buone pratiche.

Il legame consolidato della Carinzia con Terra Madre e il Salone del Gusto

La presenza della Carinzia a Terra Madre rinnova così un legame ormai consolidato con il movimento Slow Food e offre l’occasione per ribadire come il futuro del turismo passi sempre più attraverso esperienze autentiche, relazioni umane e rispetto dei territori, valori che la Carinzia ha saputo interpretare con lungimiranza ben prima che diventassero una tendenza internazionale e che oggi, a dieci anni di distanza, rappresentano ancora il cuore della sua proposta turistica.

La Carinzia è composta da nove destinazioni turistiche: il lago Wörthersee con la Valle Rosental, Villach-Warmbad/Lago Faaker See/lago Ossiacher See; Hermagor-Nassfeld/Pramollo-Pressegger See/Weissensee/Lesachtal; Bad Kleinkirchheim/lago Millstätter See/monti Nockberge; Hohe Tauern – Parco Nazionale Alti Tauri; Klopeiner See e la Valle Lavanttal;  la Carinzia del sud; la Carinzia centrale, Katschberg-Rennweg; la valle Liesertal; Klagenfurt, che è la città capoluogo della Regione con 100.000 abitanti.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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