
Ricerca, innovazione e capitale umano: sono questi gli elementi su cui, secondo il Global Attractiveness Index 2026, l’Italia deve far leva per crescere in attrattività e competitività nei prossimi anni. I dati, presentati oggi al Senato a metà dell’undicesima del Gai, fotografano infatti un Paese in ritardo sugli investimenti in ricerca e sviluppo, al di sotto della media europea, e che deve lavorare per formare e trattenere i talenti. Sempre più importante per il sostegno ad innovazione e occupazione, secondo le rilevazioni del Gai, anche la presenza delle multinazionali, che pur rappresentando solo lo 0,4% del tessuto imprenditoriale dello Stivale con i loro investimenti in ricerca e sviluppo coprono il 38,3% della spesa nazionale.
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