Punti di Vista

Il cibo del futuro?

Il nuovo regolamento Ue sui “novel food” dal 1 gennaio 2018 porterà sulle nostre tavole vermi e insetti. Piaccia o no è la nuova frontiera alimentare; ai consumatori la libertà di scelta!

 

E’ la notizia del momento: la tavola degli italiani sarà arricchita da nuovi alimenti come larve e insetti. Buttata così, è una notizia che genera apprensione e pone interrogativi all’italiano medio.

 

Saremmo costretti a mangiare insetti? Niente paura. L’Ue ha semplicemente aggiornato la lista dei novel food (nuovi alimenti), riconoscendo come commestibili insetti, alghe e altre sostanze alimentari per i quali è stato usato un processo produttivo diverso da quello convenzionale, oppure sono state effettuate modificazioni genetiche; insomma cibi non consumati in modo significativo in Europa, prima del 1997 anno di adozione del vecchio regolamento Ue.

 

Beh, credo che in Italia i novel food avranno una vita più difficile che in altri Paesi Ue! Da un’indagine Coldiretti/Ixé il 54 per cento degli italiani è contrario al consumo di insetti e altro perché li considerano estranei alla cultura alimentare nazionale. E poi bisogna risolvere il problema della sicurezza alimentare, garantendo la provenienza e la tracciabilità.

 

Perché questi novel food rappresentano il cibo del futuro? Semplice: sarà un modo per combattere la fame nel mondo. Lo dice la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) considerando questi alimenti come un nuovo modo per nutrire il pianeta. Del resto nel mondo già quasi 2mila specie di insetti sono considerate commestibili e vengono consumate da almeno 2 miliardi di persone.

 

Vogliamo non esserci anche noi!

 

Piero Rotolo

p.rotolo@egnews.it

 

 

 

 

 

 


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Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani

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