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	<title>EgNews &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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	<description>Giornale eno-gastonomico e turismo, viaggi, fiere Turismo, vino</description>
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	<item>
		<title>Villa Necchi Campiglio &#038; Tablì insieme alle giornate del FAI</title>
		<link>https://www.egnews.it/villa-necchi-campiglio-tabli-insieme-alle-giornate-del-fai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[Stile e Società]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Necchi Campiglio]]></category>
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					<description><![CDATA[Una delle numerose proposte milanesi delle giornate del FAI di Primavera, è stata la visita alla storica dimora delle sorelle Necchi, in centro a Milano, insieme ad una buona tazzina di caffè fatta con il sistema Tablì offerta dalla Nims, l’azienda padovana del Gruppo Lavazza. Il Salotto Segreto di Milano Così viene chiamata Villa Necchi &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Una delle numerose proposte milanesi delle <strong>giornate del FAI di Primavera</strong>, è stata la visita alla storica dimora delle sorelle Necchi, in centro a Milano, insieme ad una buona tazzina di caffè fatta con il sistema Tablì offerta dalla Nims, l’azienda padovana del Gruppo Lavazza.</div>
<div>
<div></div>
<h4>Il Salotto Segreto di Milano</h4>
<div>Così viene chiamata <strong>Villa Necchi Campiglio</strong>, questa magnifica dimora degli anni ‘30, una delle <em>Case Museo </em>del circuito milanese.</div>
<div>Dietro al cancello di via Mozart 14, immersa in un magnifico giardino si nasconde una delle ville più moderne degli anni trenta: un capolavoro di eleganza borghese che ha visto sfilare nel tempo artisti, principesse e reali, testimone muta di una Milano che ormai non esiste più.</div>
</div>
<div></div>
<h4>La storia</h4>
<div>Si narra che nei primi anni del ‘900 <strong>Angelo Campiglio</strong> e la moglie <strong>Gigina Necchi,</strong> industriali di Pavia, all’uscita di uno spettacolo alla Scala, in una notte di nebbia, si imbatterono in un terreno proprio lì, in centro a Milano. Se ne innamorarono e dopo averlo comprato dettero il via ai lavori di costruzione di quella che sarebbe divenuta una delle case simbolo della borghesia milanese. Il progetto, senza vincoli di budget, venne affidato all’architetto <strong>Piero Portaluppi</strong> che ne curò anche gli interni, e ristrutturata in seguito dall’architetto <strong>Tommaso Buzzi</strong>. Nacque così la residenza milanese delle sorelle Nedda e Gigina Necchi, grandi viaggiatrici e proprietarie insieme al marito di quest’ultima Angelo e al fratello Vittorio di una fonderia di ghisa e della omonima azienda produttrice di macchine da cucire a Pavia.</div>
<div></div>
<h4><span style="color: #202122; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, Segoe UI, Roboto, Inter, Helvetica, Arial, sans-serif;">La seconda guerra mondiale </span></h4>
<div><span style="color: #202122; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, Segoe UI, Roboto, Inter, Helvetica, Arial, sans-serif;">Durante la seconda guerra mondiale la casa venne requisita dai tedeschi e la famiglia fu costretta a sfollare. La villa divenne sede di varie delegazioni e la famiglia poté tornarne in possesso solo anni dopo. </span></div>
<div><span style="color: #202122; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, Segoe UI, Roboto, Inter, Helvetica, Arial, sans-serif;"> </span></div>
<h4><span style="color: #202122; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, Segoe UI, Roboto, Inter, Helvetica, Arial, sans-serif;">Una importante eredità </span></h4>
<div>Si racconta fosse desiderio di <strong>Giorgio Armani</strong> acquisire la villa ma, alla morte dell’ultima sorella, Gigina, nel 2001, mancando gli eredi, venne lasciata in eredità al FAI che dopo il restauro, la incluse nel circuito delle <strong>Case Museo di Milano.</strong></div>
<div></div>
<h4>La visita</h4>
<div>Oltre al magnifico giardino e al campo da tennis la villa aveva anche una piscina privata riscaldata ancora oggi presente ma non più balneabile. All’interno, tra i maestosi bagni in marmo e i preziosi arredi, si possono ancora ammirare  i vestiti, le borse e i cappelli che le sorelle acquistavano a Parigi,  insieme a quadri di artisti dell’epoca. Un tuffo nel passato, in una dimora rimasta ferma nel tempo e per questo motivo, sede di numerosi set cinematografici tra cui <em>House of Gucci </em>di Ridley Scott e <em>Io</em> <em>sono l’amore</em> di Guadagnino.</div>
<div>
<figure id="attachment_88447" aria-describedby="caption-attachment-88447" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-88447 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939-300x284.jpeg" alt="Interno Villa Necchi Campiglio " width="300" height="284" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939-300x284.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939-1024x968.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939-768x726.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939.jpeg 1087w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-88447" class="wp-caption-text">Camera da letto di Villa Necchi Campiglio</figcaption></figure>
</div>
<figure id="attachment_88448" aria-describedby="caption-attachment-88448" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-88448" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938-300x226.jpeg" alt="Interno Villa Necchi Campiglio " width="300" height="226" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938-300x226.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938-1024x770.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938-768x577.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938.jpeg 1060w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-88448" class="wp-caption-text">Interno Villa Necchi Campiglio</figcaption></figure>
<h4>Nimes e il caffè Tablì</h4>
<div>In un periodo dalla grande coscienza ambientalista è etico trovare soluzioni poco impattanti per l’ambiente. Una di queste è <strong>Tablì,</strong> la nuovissima cialda per caffè espresso, fatta solo di caffè compresso e senza nessun altro additivo, prodotta da <strong>Nims,</strong> azienda padovana del gruppo Lavazza,  Niente alluminio o carta; un prodotto così innovativo da essere proposto con una altrettanto formula innovativa: un personal shopper in grado di valutare le esigenze di ognuno, siano esse famiglie o piccole aziende, e di proporre l’abbonamento con la formula più adatta ad ogni situazione insieme alla macchinetta in comodato. Basta prenotare sul sito una appuntamento ed il gioco è fatto.</div>
<div>
<figure id="attachment_88451" aria-describedby="caption-attachment-88451" style="width: 155px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-scaled.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-88451" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-155x300.jpeg" alt="" width="155" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-155x300.jpeg 155w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-527x1024.jpeg 527w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-768x1491.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-791x1536.jpeg 791w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-1055x2048.jpeg 1055w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-scaled.jpeg 1318w" sizes="(max-width: 155px) 100vw, 155px" /></a><figcaption id="caption-attachment-88451" class="wp-caption-text">Le cialde Tablì</figcaption></figure>
</div>
<h4>Il FAI e Nims</h4>
<div>
<div>Il<em> FAI custodisce i luoghi della nostra storia, noi ci prendiamo cura dei momenti che le persone vivono ogni</em></div>
<div><em>giorno. È nella valorizzazione del tempo, delle relazioni e del bello che troviamo il nostro punto di incontro</em> – afferma l’Amministratore Delegato di Nims <strong>Davide Celin</strong> – <em>Sostenere le Giornate FAI di Primavera significa condividere un’idea di quotidianità fatta di gesti</em></div>
</div>
<div>
<div><em>consapevoli e di attenzione</em>.</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Riva del Garda, il Salone dell&#8217;Accoglienza compie 50 anni </title>
		<link>https://www.egnews.it/riva-del-garda-il-salone-dellaccoglienza-compie-50-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Casagrande]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 16:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
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					<description><![CDATA[Riva del Garda, il Salone dell&#8217;Accoglienza compie 50 anni  Dal 2 al 5 febbraio il quartiere fieristico di Hospitality accoglierà migliaia di operatori nazionali e internazionali del mondo dell&#8217;hotellerie, della ristorazione, del food &#38; beverage, dell&#8217;Outdoor, del Wellness e del turismo open-air. Cinquant&#8217;anni portati con la disinvoltura di un giovanotto di belle speranze e la consapevolezza &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="p1"><span class="s1"><b>Riva del Garda, il Salone dell&#8217;Accoglienza compie 50 anni </b></span></h1>
<figure id="attachment_82472" aria-describedby="caption-attachment-82472" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Alessandra-Albarelli-direttrice-generale-di-Riva-del-Garda-Fierecongressi.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-82472" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Alessandra-Albarelli-direttrice-generale-di-Riva-del-Garda-Fierecongressi-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Alessandra-Albarelli-direttrice-generale-di-Riva-del-Garda-Fierecongressi-300x200.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Alessandra-Albarelli-direttrice-generale-di-Riva-del-Garda-Fierecongressi-1024x683.png 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Alessandra-Albarelli-direttrice-generale-di-Riva-del-Garda-Fierecongressi-768x512.png 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Alessandra-Albarelli-direttrice-generale-di-Riva-del-Garda-Fierecongressi.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-82472" class="wp-caption-text">Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi</figcaption></figure>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Dal 2 al 5 febbraio il quartiere fieristico di Hospitality accoglierà migliaia di operatori nazionali e internazionali del mondo dell&#8217;hotellerie, della ristorazione, del food &amp; beverage, dell&#8217;</i></span><span class="s2"><i>Outdoor,</i></span><span class="s1"><i> del Wellness e del turismo open-air.</i></span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Cinquant&#8217;anni portati con la disinvoltura di un giovanotto di belle speranze e la consapevolezza di aver tracciato un percorso di succeso che in questi anni ha generato business regalando soddisfazioni agli operatori del settore dell&#8217;accoglienza. Ieri a Trento è stata presentata la 50</span><span class="s3"><sup>a</sup></span><span class="s1"> edizione di &#8220;Hospitality&#8221;, il salone internazionale leader in Italia per quanto riguarda l’hotellerie e la ristorazione che si terrà dal 2 al 5 febbraio al quartiere fieristico di Riva del Garda. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Il 2026 segna un traguardo importante: celebra, infatti, un percorso iniziato nel 1979 con la prima edizione di Expo Riva Hotel, una fiera che nel corso degli anni è riuscita ad integrare business, formazione, networking ed esperienze, dentro e fuori dal quartiere fieristico.</span></p>
<h2 class="p4"><span class="s4"><b>Riva del Garda accoglierà più di 750 espositori con ricco calendario di eventi</b></span></h2>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<figure id="attachment_82473" aria-describedby="caption-attachment-82473" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Anche-questanno-a-Riva-sara-presente-una-folta-delegazione-di-Vignaioli-del-Trentino-capeggiati-da-Clementina-Balter.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-82473" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Anche-questanno-a-Riva-sara-presente-una-folta-delegazione-di-Vignaioli-del-Trentino-capeggiati-da-Clementina-Balter-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Anche-questanno-a-Riva-sara-presente-una-folta-delegazione-di-Vignaioli-del-Trentino-capeggiati-da-Clementina-Balter-300x200.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Anche-questanno-a-Riva-sara-presente-una-folta-delegazione-di-Vignaioli-del-Trentino-capeggiati-da-Clementina-Balter-1024x683.png 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Anche-questanno-a-Riva-sara-presente-una-folta-delegazione-di-Vignaioli-del-Trentino-capeggiati-da-Clementina-Balter-768x512.png 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Anche-questanno-a-Riva-sara-presente-una-folta-delegazione-di-Vignaioli-del-Trentino-capeggiati-da-Clementina-Balter.png 1068w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-82473" class="wp-caption-text">Anche quest&#8217;anno a Riva sarà presente una folta delegazione di Vignaioli del Trentino capeggiati da Clementina Balter</figcaption></figure>
<p class="p4"><span class="s1">Con oltre 45.000 metri quadrati di superficie, il quartiere fieristico di Riva del Garda accoglierà più di 750 espositori e un ricco calendario di eventi, incontri e seminari, confermandosi punto di riferimento per uno dei comparti più strategici dell’economia italiana, che nel 2024 ha generato un fatturato di oltre 107  miliardi (rapporto 2025 curato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Italgrob e AFDB). </span></p>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Attraverso un messaggio rivolto agli operatori e ai partner di &#8220;Hospitality&#8221;, il presidente di Riva del Garda Fierecongressi, Roberto Pellegrini, ha ribadito il ruolo della manifestazione, piattaforma di riferimento per il settore <a href="http://ho.re.ca/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s5">Ho.Re.Ca</span></a>. evidenziando come nel tempo abbia saputo evolvere preservando una forte identità, un ecosistema capace di generare opportunità di business,</span><span class="s6"> </span><span class="s1">offrire contenuti ad alto valore aggiunto e promuovere una visione condivisa dell’ospitalità. </span></p>
<h3 class="p4"><span class="s4"><b>Un salone sempre più internazionale: 60 i buyer provenienti da 21 Nazioni</b></span></h3>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<figure id="attachment_82475" aria-describedby="caption-attachment-82475" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/La-prof.-Roberta-Garibaldi-esperta-di-turismo-enogastronoico.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-82475" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/La-prof.-Roberta-Garibaldi-esperta-di-turismo-enogastronoico-300x156.png" alt="" width="300" height="156" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/La-prof.-Roberta-Garibaldi-esperta-di-turismo-enogastronoico-300x156.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/La-prof.-Roberta-Garibaldi-esperta-di-turismo-enogastronoico.png 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-82475" class="wp-caption-text">La prof. Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronoico</figcaption></figure>
<p class="p4"><span class="s1">«Anche per il 2026 registriamo una presenza qualificata di espositori</span><span class="s6"> </span><span class="s1">rappresentativi dell’intera filiera <a href="http://ho.re.ca/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s5">Ho.Re.Ca</span></a>. affiancata da partnership strategiche di primo livello &#8211; ha dichiarato Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi. Centrale &#8211; ha aggiunto &#8211;  il focus sull’internazionalizzazione, rafforzato dalla presenza di oltre 60 buyer provenienti da 21 Nazioni e dai programmi di incoming realizzati anche in collaborazione con ICE. Hospitality 2026 nasce da una piena consapevolezza del proprio percorso evolutivo. Al centro ci sono le persone che rendono possibile l’esperienza dell’accoglienza: imprenditori, professionisti, operatori e ospiti».</span></p>
<figure id="attachment_82476" aria-describedby="caption-attachment-82476" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Roberto-Failoni-assessore-allArtigianato-Commercio-e-Turismo-della-Provincia-Autonoma-di-Trento.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-82476" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Roberto-Failoni-assessore-allArtigianato-Commercio-e-Turismo-della-Provincia-Autonoma-di-Trento-300x169.png" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Roberto-Failoni-assessore-allArtigianato-Commercio-e-Turismo-della-Provincia-Autonoma-di-Trento-300x169.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Roberto-Failoni-assessore-allArtigianato-Commercio-e-Turismo-della-Provincia-Autonoma-di-Trento-1024x576.png 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Roberto-Failoni-assessore-allArtigianato-Commercio-e-Turismo-della-Provincia-Autonoma-di-Trento-768x432.png 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Roberto-Failoni-assessore-allArtigianato-Commercio-e-Turismo-della-Provincia-Autonoma-di-Trento-390x220.png 390w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Roberto-Failoni-assessore-allArtigianato-Commercio-e-Turismo-della-Provincia-Autonoma-di-Trento.png 1170w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-82476" class="wp-caption-text">Roberto Failoni, assessore all&#8217;Artigianato, Commercio e Turismo della Provincia Autonoma di Trento</figcaption></figure>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Il format conferma l’efficacia di una struttura consolidata, articolata in uno spazio espositivo suddiviso in quattro aree tematiche – Beverage, Contract &amp; Wellness, Food &amp; Equipment e Renovation &amp; Tech – affiancate da RPM – Riva Pianeta Mixology, Spazio Vignaiolo e Solobirra, aree speciali dedicate rispettivamente alla mixology, al vino e alla birra artigianale. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">La novità di quest’anno è &#8220;Dimensione Gusto&#8221;, che amplia lo sguardo sull’enogastronomia locale e sulle sue infinite possibilità di espressione grazie alle eccellenze del Garda Trentino. Anche nell’edizione 2026, le aree speciali saranno protagoniste nel padiglione B4 fino a mercoledì 4 febbraio, contribuendo a rafforzare il dialogo tra prodotto, cultura di settore e momento di convivialità. </span></p>
<h4 class="p4"><span class="s4"><b>Grande attenzione è riservata al turismo open-air, settore strategico per l&#8217;Italia</b></span></h4>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Particolare attenzione è dedicata anche al turismo open-air, segmento strategico che in Italia genera un indotto di circa 8 miliardi di euro. Questo comparto trova spazio nel padiglione Outdoor Boom, rinnovato nel concept, e nel padiglione B2 con un’offerta contract pensata per gli ambienti esterni, in grado di intercettare una domanda in continua evoluzione.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">L’articolato palinsesto di contenuti che affianca e valorizza l’offerta espositiva di Hospitality è uno dei punti di forza della manifestazione: Hospitality Academy con i suoi numerosi appuntamenti formativi, veri e propri spazi di riferimento per l’aggiornamento professionale e H Experience, format esperienziali progettati per vivere la fiera in modo attivo e immersivo. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Tra questi, focus sull’accessibilità con DI OGNUNO – Orizzonti Possibili dedicato alla ricettività open air; il percorso tra reale e virtuale nel mondo della mixology con The Spirits Escape; l’approfondimento sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale per hotel, bar e ristoranti nell’AI Playground e la mostra “Focus on Wellness: i 5 sensi” di ADI VTAA, incentrata sul valore della progettazione e dei materiali per un ambiente orientato al benessere.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">«Hospitality è una manifestazione ideata a partire dalle persone e dalle loro esigenze professionali &#8211; ha affermato  Giovanna Voltolini, exhibition manager di Hospitality. I contenuti, le esperienze e i momenti di incontro e networking sono sviluppati con l’obiettivo di offrire strumenti concreti e reali opportunità di crescita, favorendo la connessione tra competenze, visioni e background differenti. L’integrazione tra innovazione tecnologica e digitale, sostenibilità e dimensione relazionale si traduce in un contesto di confronto autentico, ulteriormente valorizzato dal coinvolgimento attivo della città e del territorio».</span></p>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">In questa prospettiva, anche quest’anno sono stati attivati diversi contest finalizzati a promuovere la condivisione di best practice nell’innovazione del settore. Inoltre, mercoledì 4 febbraio nell’ambito della collaborazione tra FINE Italy e Hospitality, sarà presentato in anteprima il Rapporto completo sull’Enoturismo in Italia a cura di Roberta Garibaldi e SRM – Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo. Un documento chiave per comprendere l’evoluzione del turismo del vino, che si conferma una leva economica strategica e un motore di occupazione qualificata, oltre a offrire indicazioni utili per supportare la crescita sostenibile delle destinazioni e delle imprese del settore.</span></p>
<figure id="attachment_82474" aria-describedby="caption-attachment-82474" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Il-presidente-di-Fierecongressi-di-Riva-Roberto-Pellegrini-con-Giovanna-Voltolini-e-Alessandra-Albarelli.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-82474" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Il-presidente-di-Fierecongressi-di-Riva-Roberto-Pellegrini-con-Giovanna-Voltolini-e-Alessandra-Albarelli-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Il-presidente-di-Fierecongressi-di-Riva-Roberto-Pellegrini-con-Giovanna-Voltolini-e-Alessandra-Albarelli-300x200.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Il-presidente-di-Fierecongressi-di-Riva-Roberto-Pellegrini-con-Giovanna-Voltolini-e-Alessandra-Albarelli-1024x683.png 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Il-presidente-di-Fierecongressi-di-Riva-Roberto-Pellegrini-con-Giovanna-Voltolini-e-Alessandra-Albarelli-768x512.png 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Il-presidente-di-Fierecongressi-di-Riva-Roberto-Pellegrini-con-Giovanna-Voltolini-e-Alessandra-Albarelli-264x176.png 264w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/01/Il-presidente-di-Fierecongressi-di-Riva-Roberto-Pellegrini-con-Giovanna-Voltolini-e-Alessandra-Albarelli.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-82474" class="wp-caption-text">Il presidente di Fierecongressi di Riva Roberto Pellegrini con Giovanna Voltolini e Alessandra Albarelli</figcaption></figure>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">La 50ª edizione del Salone dell&#8217;Accoglienza rafforza il legame tra la manifestazione e il territorio introducendo una delle principali novità del 2026: Out&amp;About – Il lato fuori di Hospitality, un calendario di eventi diffusi che coinvolge attivamente la città di Riva del Garda e alcune delle sue location più iconiche. Un’iniziativa che affianca e amplia i contenuti fieristici, trasformando Hospitality in un’esperienza che si estende oltre i padiglioni espositivi.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Tra gli appuntamenti più rilevanti, spiccano la grande anteprima del 31 gennaio con “Hospitality Vibes”, la serata “Celebrating With You” di lunedì 2 febbraio e, il giorno successivo, l’“Hospitality Après Show”, momenti pensati per favorire incontro, condivisione e networking.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1"> </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Alla conferenza stampa hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria: Enzo Bassetti, consigliere Confcommercio del Trentino; Alberto Bertolini, vicepresidente ASAT Trentino; Roberto Failoni, assessore all&#8217;Artigianato, Commercio e Turismo della Provincia Autonoma di Trento; Lorenzo Kasperkovitz, responsabile del Servizio Relazioni Esterne e Sostenibilità di Cassa Centrale Banca; Fabio Poletti, presidente di FAITA Trentino, Silvio Rigatti, presidente Garda Dolomiti e Claudio Soini, Presidente del Consiglio provinciale. Tutti gli intervenuti hanno sottolineato il ruolo della fiera nel rispondere, attraverso servizi e qualità dell’offerta, alle nuove esigenze in continua evoluzione di una clientela sempre più ampia e diversificata.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1">Hospitality è realizzata con il sostegno di Cassa Centrale, Cassa Rurale Alto Garda &#8211; Rovereto e ITAS Mutua.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1">L’inaugurazione si terrà lunedì 2 febbraio, alle ore 11, con l’opening talk “Celebrating with you”.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Anche per il 2026, i visitatori potranno organizzare la propria esperienza grazie alla Hospitality Digital Space, la piattaforma ufficiale per gestire appuntamenti, consultare il catalogo espositori e seguire il programma degli eventi.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)</span></p>
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		<title>Cibo, vino e futuro: le nuove rotte dell’enogastronomia</title>
		<link>https://www.egnews.it/cibo-vino-e-futuro-le-nuove-rotte-dellenogastronomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 16:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[Stile e Società]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Parlare di enogastronomia oggi non è solo raccontare ciò che arriva in tavola, ma interpretare un sistema complesso fatto di cultura, territorio, sostenibilità e innovazione. Cibo e vino non sono più soltanto piacere o tradizione, ma strumenti per leggere il presente e immaginare il futuro. Le nuove rotte dell’enogastronomia si muovono infatti tra rispetto per &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Parlare di enogastronomia oggi non è solo raccontare ciò che arriva in tavola, ma interpretare un sistema complesso fatto di cultura, territorio, sostenibilità e innovazione. Cibo e vino non sono più soltanto piacere o tradizione, ma strumenti per leggere il presente e immaginare il futuro. Le nuove rotte dell’enogastronomia si muovono infatti tra <strong>rispetto per le radici e sperimentazione</strong>, tra memoria e visione.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Ritorno alla terra e nuove consapevolezze</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni si è fatto sempre più impellente il desiderio di <strong>autenticità.</strong> Consumatori sempre più informati cercano prodotti che abbiano una storia, un volto, un luogo preciso di origine. Cosa si mangia non basta più. Serve sapere anche da dove viene e come è stato prodotto.</p>
<p style="font-weight: 400;">La filiera corta, l’agricoltura sostenibile, il rispetto della stagionalità non sono più nicchie, ma scelte sempre più diffuse. Il cibo torna a essere un gesto culturale, capace di raccontare il legame tra uomo e territorio. In questo scenario, piccoli produttori, artigiani del gusto e realtà locali assumono un ruolo centrale, diventando veri custodi di biodiversità e tradizione.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Il vino come linguaggio del cambiamento</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Anche il mondo del vino sta vivendo una fase di <strong>profonda evoluzione.</strong> Accanto alle grandi denominazioni, acquistano sempre più valore le esperienze legate ai vini naturali, biologici e biodinamici, capaci di intercettare un pubblico esigente e sensibile ai temi ambientali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il vino non è più la mera degustazione, ma racconto: del suolo, del clima, delle tradizioni e delle persone che lo producono. Le cantine diventano luoghi di incontro, cultura e turismo esperienziale, in cui il visitatore cerca autenticità e relazione, non solo etichette prestigiose. Al tempo stesso, si fa strada un nuovo modo di comunicare il vino, più accessibile, meno elitario, capace di parlare anche alle nuove generazioni senza perdere profondità.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Tecnologia e innovazione: alleate del gusto</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Se tradizione e territorio sono i pilastri, l’innovazione gioca un ruolo sempre più strategico. Sono infatti le <strong>nuove tecnologie</strong> a supportare una filiera sempre più efficiente e sostenibile attraverso l’agricoltura di precisione e la riduzione degli sprechi alimentari.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un forte impulso nella rivoluzione del settore lo ha dato anche la comunicazione digitale: social network, storytelling visivo e contenuti multimediali permettono di raccontare il cibo e il vino in modo immediato e coinvolgente, creando comunità e dialogo diretto tra produttori e consumatori.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’enogastronomia diventa così un linguaggio condiviso, capace di unire tradizione e futuro,</p>
<h4 style="font-weight: 400;">L<b>a cucina italiana Patrimonio UNESCO</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">A dicembre 2025 la cucina italiana ha segnato una tappa storica: per la prima volta un’intera cucina nazionale è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità <a href="https://www.oliovinopeperoncino.it/cucina-italiana-patrimonio-unesco-un-riconoscimento-storico-per-litalia/" target="_blank" rel="noopener">dell’UNESCO</a>. Riconoscendo la cucina italiana non come un semplice insieme di piatti, ma come un patrimonio vivente di pratiche, rituali, saperi e relazioni sociali che si trasmettono di generazione in generazione. Un riconoscimento che celebra aspetti fondamentali della cultura gastronomica italiana: il rispetto per le materie prime e la stagionalità, la convivialità attorno alla tavola, le tecniche tradizionali e la sostenibilità, così come il ruolo centrale delle famiglie, delle comunità locali e delle scuole nel mantenere vive tradizioni e saperi. Tavola, non significa quindi solo cibo ma molto di più</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Guardare avanti, senza dimenticare le radici</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Le nuove rotte dell’enogastronomia tracciano un percorso fatto di equilibrio tra innovazione e memoria, tra etica ed estetica, tra gusto e responsabilità. Un viaggio che parla di futuro, ma che parte sempre dalla terra e dalle persone che la abitano.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo nuovo anno, cibo e vino continuano a essere molto più di ciò che consumiamo: diventano chiavi di lettura del nostro tempo, strumenti per immaginare un domani più consapevole, sostenibile e umano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I figli che onorano i padri e le madri</title>
		<link>https://www.egnews.it/i-figli-che-onorano-i-padri-e-le-madri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Casagrande]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 15:17:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
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					<description><![CDATA[I figli che onorano i padri e le madri Nuovo, prestigioso riconoscimento per l&#8217;antica (1938) Pasticceria vicentina: Dario ed Edoardo Loison sono stati premiati alla Bocconi dalla rivista mensile Capital per il progetto di Class Editori dedicato al passaggio generazionale. Nuovo, prestigioso riconoscimento per l&#8217;antica Pasticceria vicentina Loison di Costabissara. Dario ed Edoardo Loison sono stati &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="p1"><span class="s1"><b>I figli che onorano i padri e le madri</b></span></h1>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Nuovo, prestigioso riconoscimento per l&#8217;antica (1938) Pasticceria vicentina: Dario ed Edoardo Loison sono stati premiati alla Bocconi dalla rivista mensile Capital per il progetto di Class Editori dedicato al passaggio generazionale.</i><b><i></p>
<p></i></b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nuovo, prestigioso riconoscimento per l&#8217;antica Pasticceria vicentina Loison di Costabissara. Dario ed Edoardo Loison sono stati premiati dalla rivista Capital per il progetto di Class Editori dedicato al passaggio generazionale: &#8220;I Figli che onorano i Padri e le Madri&#8221;.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La storia imprenditoriale di Loison Pasticceri dal 1938 è stata tra quelle raccontate in questo progetto promosso da Class Editori e dal mensile Capital, progetto sviluppato attraverso un numero speciale della rivista e la registrazione del format televisivo Family Business (Class CNBC). L’iniziativa ha posto l’attenzione sul valore umano, culturale e imprenditoriale del passaggio generazionale, rendendo omaggio a chi ha saputo custodire, proseguire e rinnovare il patrimonio ricevuto dalla propria famiglia.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s2"><b>Il percorso imprenditoriale di Dario Loison e del figlio Edoardo</b></span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">La serata celebrativa si è svolta presso alla Bocconi di Milano, nell’ambito di un evento su invito che ha riunito imprese familiari provenienti da diversi settori. In questo contesto, Dario ed Edoardo Loison hanno offerto la testimonianza di un percorso imprenditoriale in cui il dialogo tra generazioni si traduce in responsabilità, cura e capacità di affrontare il cambiamento con coerenza.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il progetto ha posto al centro un tema tutt’altro che scontato: la continuità non come proseguimento automatico, ma come scelta consapevole, che richiede impegno, ascolto e una costante assunzione di responsabilità. Un approccio che oggi assume un peso ancora maggiore in un contesto economico e tecnologico in continua evoluzione. </span></p>
<h3 class="p1"><span class="s2"><b>L&#8217;esperienza e la capacità evolutiva della Loison Pasticceri dal 1938</b></span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">In questo scenario, l’esperienza di Loison Pasticceri dal 1938 ha offerto uno spunto concreto su come l’eredità familiare possa trasformarsi in un progetto imprenditoriale capace di coniugare prosecuzione e capacità di evoluzione. Un percorso costruito nel tempo, cresciuto con misura, in cui il ruolo della famiglia non è consuetudine ma partecipazione attiva.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La presenza al progetto &#8220;I Figli che Onorano i Padri e le Madri&#8221; ha rappresentato per Loison Pasticceri dal 1938 un riconoscimento del lavoro svolto nel custodire la propria identità d’impresa e, al tempo stesso, nel rinnovarla attraverso una visione aperta e intergenerazionale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ostrica del Doge, una storia di resilienza</title>
		<link>https://www.egnews.it/ostriche-del-doge-una-storia-di-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 16:54:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[laguna di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[ostriche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egnews.it/?p=78030</guid>

					<description><![CDATA[L’Ostrica del Doge La laguna di Venezia. Un ambiente unico al mondo, un paesaggio sospeso tra acqua e terra in cui canali, barene, isole e velme si intrecciano in un equilibrio delicatissimo. Il tempo e la vita quotidiana vengono scanditi dal ciclo delle maree che ne trasforma il paesaggio. La laguna è ricca di biodiversità, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>L’Ostrica del Doge</strong></h3>
<p><strong><br />
La laguna di Venezia</strong>. Un ambiente unico al mondo, un paesaggio sospeso tra acqua e terra in cui canali, barene, isole e velme si intrecciano in un equilibrio delicatissimo. Il tempo e la vita quotidiana vengono scanditi dal ciclo delle maree che ne trasforma il paesaggio. La laguna è ricca di biodiversità, abitata da fenicotteri, aironi e molte specie marine, e custodisce antiche tradizioni legate alla pesca e alla navigazione. È un luogo dove natura, storia e cultura convivono, creando un’atmosfera silenziosa e affascinante, fatta di orizzonti aperti, riflessi d’acqua e piccoli insediamenti che raccontano secoli di vita lagunare.</p>
<div>
<h3>Le ostriche</h3>
<p>A sud della laguna, al <strong><a href="https://blu-oltremare.it/" target="_blank" rel="noopener">Casone da Sandro</a>,</strong> fino a qualche anno fa si viveva di pesca ma</p>
<figure id="attachment_78037" aria-describedby="caption-attachment-78037" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-78037" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-300x225.jpeg" alt="Ostriche del Doge" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78037" class="wp-caption-text">Il Casone da Sandro</figcaption></figure>
<p>l’invasione del granchio blu che ha devastato gli impianti di vongole e l’aumento della temperatura dell’acqua che impedisce alla cozze un corretto sviluppo hanno spinto <strong>Pietro Ciampi</strong> della <strong>Cooperativa Blu oltremare</strong> (associata LegaCoop Veneto) a creare qualcosa di innovativo per questa zona dando vita ad un progetto di ittiturismo e pescaturismo</p>
<p>Sfruttando la felice posizione in prossimità ad una delle bocche di porto, quindi con grande ricircolo di acqua e ricchezza di plancton e altri micro elementi, hanno avviato il progetto <strong>Ostrica del Doge.</strong> Gabbie sospese e lavoro manuale per non impattare nell’ambiente con risultati che si sono rivelati ottimi, tanto che il mollusco matura in 10 mesi anziché 12. Ma l’ostrica non è una novità da queste parti: a <strong>Lio Piccolo</strong> comune di Cavallino-Treporti un team di archeologi subacquei guidati dall’Università Ca’ Foscari di Venezia ha rivelato un vero e proprio ostricario risalente al <em>I secolo d.C</em>. Si tratta del primo <strong>ostriarium romano</strong> ritrovato in Italia, comparabile solo con un sito simile nella laguna di Narbonne in Francia.</p>
<h3>Non solo ostriche</h3>
<p>Oltre all’allestimento di ostriche, il Casone da Sandro è anche <strong>ittiturismo</strong> con una formula originale di serate passate sospesi in mezzo</p>
<figure id="attachment_78038" aria-describedby="caption-attachment-78038" style="width: 225px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-78038" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569-225x300.jpeg" alt="Ostriche del Doge" width="225" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569-225x300.jpeg 225w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569-768x1024.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569.jpeg 1530w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78038" class="wp-caption-text">Piero Ciampi insieme ai ragazzi del Collettivo Toccia!</figcaption></figure>
<p>alla laguna, bagni rinfrescanti e un menù degustazione che ovviamente cambia a seconda del pescato del giorno. Ma non aspettatevi le solite cene. A gestire la cucina è stato chiamato il <a href="https://www.egnews.it/collettivo-tocia-la-ristorazione-sostenibile/">Collettivo Toccia! </a>una brigata di 7 professionisti intercambiabili, che, ispirati dalla libertà che solo il mare può dare, preparano piatti straordinari, dove la laguna viene esaltata con i suoi prodotti: dal pesce, ai ricci di mare al germano reale ad alcune varietà di alghe e immancabili ovviamente, le ostriche.</p>
<p>Per raggiungere il Casone serve prenotare la barca che vi porterà lì, di fronte a Ca’ Roman, a vivere un’esperienza surreale ma di gran gusto.</p>
<p>Gli amanti della pesca d’altura potranno godersi uscite in questo mare che, se una volta era tra i più inquinati a causa dei reflui delle aziende del Veneto, oggi può vantare acque limpide e cristalline.</p>
<p>Una resilienza all’insegna della sostenibilità perché la unisce pesca tradizionale all’allevamento sostenibile e al turismo. Un progetto turistico / culturale volto a valorizzare la laguna.</p>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Collettivo Tocia! La ristorazione sostenibile</title>
		<link>https://www.egnews.it/collettivo-tocia-la-ristorazione-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 16:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[collettivo toccia!]]></category>
		<category><![CDATA[laguna]]></category>
		<category><![CDATA[ostriche]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando un cuoco non si accontenta di starsene in cucina a spegnatare ma insegue la ricerca e soprattutto la libertà di esprimersi e di muoversi, deve creare qualcosa di innovativo. Ed è proprio questo che Marco Bravetti ha fatto dando vita al Collettivo Tocia! Si tratta di un progetto interdisciplinare che coinvolge cuochi, contadini, pescatori, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un cuoco non si accontenta di starsene in cucina a <em>spegnatare</em> ma insegue</p>
<figure id="attachment_78021" aria-describedby="caption-attachment-78021" style="width: 229px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-78021" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-229x300.jpeg" alt="" width="229" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-229x300.jpeg 229w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-782x1024.jpeg 782w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-768x1005.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-1173x1536.jpeg 1173w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-1565x2048.jpeg 1565w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553.jpeg 1880w" sizes="auto, (max-width: 229px) 100vw, 229px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78021" class="wp-caption-text">Marco Bravetti ideatore del Collettivo Tocia!</figcaption></figure>
<p>la ricerca e soprattutto la libertà di esprimersi e di muoversi, deve creare qualcosa di innovativo. Ed è proprio questo che <strong>Marco Bravetti</strong> ha fatto dando vita al <a href="https://www.instagram.com/tociavenezia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Collettivo Tocia!</strong></a></p>
<div>
<p>Si tratta di un progetto interdisciplinare che coinvolge cuochi, contadini, pescatori, raccoglitori, artisti, ricercatori e artigiani, insieme per raccontare il cibo non solo come nutrimento, ma come linguaggio e strumento di ricerca: un modo per esplorare il <strong>paesaggio lagunare,</strong> il rapporto con la natura, le relazioni sociali, ecologiche e politiche.</p>
<h3>Un approccio dinamico</h3>
<p>Il loro è un approccio dinamico, fatto di azione unita alla ricerca; non solo sperimentazione gastronomica però, anche attivismo e coinvolgimento, dando vita a numerosi progetti specifici come il <strong>Garum</strong> <strong>di Rialto:</strong> una salsa fermentata ispirata al <em>Garum Romano</em> preparata con gli scarti del mercato del pesce di Rialto</p>
<p>O ancora la produzione di insaccati di pesce lagunare come il <em>cotechino di anguilla,</em>  <em>l’nduja di seppia</em> o il <em>miso di pane</em> prodotto utilizzando l’invenduto dai panifici di Venezia e Padova. Originale anche la <em>Tocia madre:</em> una salsa madre fermentata (ispirata a miso, mole, pesto) che evolve costantemente grazie agli ingredienti forniti dai membri del collettivo. Non va poi sottovalutato il lavoro di ricerca delle piante commestibili delle specie lagunari, raccolte per integrarle nella cucina. Non manca la sperimentazione di tecniche <em>primitive </em>di conservazione per dare nuova vita agli scarti e costruire ricette che hanno valore anche come memoria culturale.</p>
<h3>Temi chiave del collettivo Tocia!</h3>
<p>Un collettivo culturale che indaga, attraverso la cucina e la sua ritualità, il paesaggio lagunare e le relazioni che lo abitano ponendo come base alcuni principi fondamentali quali la sostenibilità, con la riduzione degli sprechi e la valorizzazione della biodiversità lagunare, attraverso una miscellanea tra memoria storica ed innovazione, con ricette della tradizione reinterpretate in chiave contemporanea e che, grazie anche alla convivialità, faccia riflettere su territorio e persone.<br />
Il cibo quindi come leva per considerazioni su ambiente, identità e paesaggio.</p>
<h3>Il significato Tocia!</h3>
<p>Il <em>tociar </em>è un gesto simbolico per il collettivo: in veneziano “tociar” significa intingere (es. pane o polenta) nella salsa (“tocio”). Un nome che è un invito ad immergersi nel buon cibo, nella comunità e nella laguna assaporandone tutta l’essenza.</p>
<figure id="attachment_78022" aria-describedby="caption-attachment-78022" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-78022" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78022" class="wp-caption-text">Insalata di radicchio e ostriche</figcaption></figure>
<figure id="attachment_78023" aria-describedby="caption-attachment-78023" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-78023 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-300x225.jpeg" alt="Giardiniera acquatica con frutta, verdura e alghe" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78023" class="wp-caption-text">Giardiniera acquatica con frutta, verdura e alghe</figcaption></figure>
<figure id="attachment_78024" aria-describedby="caption-attachment-78024" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-78024 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-300x225.jpeg" alt="Ostriche in tempura" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78024" class="wp-caption-text">Ostriche in tempura</figcaption></figure>
<figure id="attachment_78025" aria-describedby="caption-attachment-78025" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-78025 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-300x225.jpeg" alt="Germano di laguna con mugnaia di ostriche" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78025" class="wp-caption-text">Germano di laguna con mugnaia di ostriche</figcaption></figure>
<h3>Gli eventi del Collettivo</h3>
<p>Dai <em>convivi</em> acquatici nel cuore della laguna, su barene, dove il paesaggio e l’ambiente diventano parte dell’esperienza gastronomica, alla partecipazione di eventi culturali come il <em>convivio rituale</em> al <strong>Parco Terrapolis</strong> di Bologna o il <em>convivio radicale!</em> un evento di attivazione culturale che si è svolto a <strong>Genova</strong> nel 2025 con dialoghi tra cucina, comunità e arte.</p>
<h3>Connessioni culturali e accademiche</h3>
<p>Il collettivo dialoga con ricercatori universitari, antropologi, studiosi di etnobotanica, per integrare la ricerca accademica nei propri progetti culinari. Vanta inoltre collaborazioni in festival cinematografici come la rassegna <strong>Caucasica </strong>organizzata da Altriformati APS, dove Tocia ha curato il buffet con zuppe e pani tradizionali del Caucaso.</p>
<h3>A proposito di Marco Bravetti</h3>
<p>Veneziano dí nascita, dopo varie esperienze tra Londra, Brasile e Copenhagen con una esperienza al <strong>Noma</strong> torna in patria e fonda il Collettivo. Non un semplice ristorante ma uno spazio ibrido dove si fanno laboratori, cene-popolari, esplorazioni del territorio lagunare tra barene e piante selvatiche commestibili. Ma non chiamatelo Chef. <em>Cuciniere militante</em> è il termine preferito di questo cuoco anarchico di cui sentiremo parlare spesso in futuro.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Villa Cà Diedo: storia e fascino di una Villa Veneta a Rosà</title>
		<link>https://www.egnews.it/villa-ca-diedo-storia-e-fascino-di-una-villa-veneta-a-rosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 04:35:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[Info & Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Cà Diedo]]></category>
		<category><![CDATA[Il delicato]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[villa Cà Diedo]]></category>
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					<description><![CDATA[Villa Cà Diedo Il Veneto annovera tra il suo patrimonio artistico una innumerevole quantità di Ville. La Serenissima, il Palladio e tutti gli architetti della sua scuola hanno sicuramente influenzato il volto di questa regione, ed è facile imbattersi in meravigliosi edifici storici anche nei piccoli paesini di pochi abitanti. Come a Cusinate, frazione di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: left;">Villa Cà Diedo</h1>
<p class="p1"><span class="s2">Il Veneto annovera tra il suo patrimonio artistico una innumerevole quantità di Ville. La Serenissima, il Palladio e tutti gli architetti della sua scuola hanno sicuramente influenzato il volto di questa regione, ed è facile imbattersi in meravigliosi edifici storici anche nei piccoli paesini di pochi abitanti. Come a Cusinate, frazione di Rosà (Vicenza) dove, immersa nel verde l&#8217;affascinante </span><a href="https://villacadiedo.it/storia/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><strong>Villa Cà Diedo</strong></span></a><span class="s2"> si erge in tutta la sua magnificenza. Una dimora storica, risalente al XVI secolo, che incarna la grazia e l&#8217;eleganza di un’architettura che è diventata un segno distintivo di questa regione, t</span><span style="font-size: 16px; font-weight: 400;">estimone silenziosa di secoli di storia e vicende familiari, questa villa settecentesca rappresenta un vero gioiello del patrimonio culturale del territorio di Bassano del Grappa.</span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Architettura e contesto storico</span></h4>
<p class="p1"><span class="s2">La costruzione della villa risale agli </span><span class="s1">inizi del XVI secolo</span><span class="s2">, un periodo di grande fioritura per l&#8217;architettura delle ville nobiliari, in cui le ricche famiglie erano solite investire nella realizzazione di residenze di campagna che unissero l&#8217;eleganza estetica alla funzionalità legata alla gestione dei fondi agricoli.</span></p>
<figure id="attachment_74398" aria-describedby="caption-attachment-74398" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-74398" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449-300x200.jpeg" alt="Villa Cà Diedo" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449-300x200.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449-1024x683.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449-768x512.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449.jpeg 1179w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-74398" class="wp-caption-text">Villa Cà Diedo</figcaption></figure>
<p class="p1"><span class="s2">Villa Cà Diedo, con la sua struttura e le sue linee, riflette lo stile tipico dell&#8217;epoca, pur conservando un carattere distintivo. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Il parco secolare della villa</span></h4>
<p class="p1"><span class="s2">Ad aggiungere fascino a questa residenza storica è proprio il suo giardino: un parco secolare, esteso per circa 30.000 mq, ideato</span></p>
<figure id="attachment_74388" aria-describedby="caption-attachment-74388" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-74388 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451-300x195.jpeg" alt="La Chiesetta di Villa Cà Diedo" width="300" height="195" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451-300x195.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451-768x499.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451.jpeg 1009w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-74388" class="wp-caption-text">La Chiesetta di Villa Cà Diedo</figcaption></figure>
<p class="p1"><span class="s2">nel XIX secolo dal celebre botanico e naturalista <strong>Alberto</strong> <strong>Parolini</strong>, nativo di questi luoghi. Una vera e propria oasi ecologica, un ambiente di grande bellezza e tranquillità con specie rare come la sequoia e tanto di laghetto. E, come in quasi tutte le ville nobiliari, l’immancabile </span><span class="s1">chiesetta privata</span><span class="s2">, tuttora consacrata. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Una location perfetta per eventi e ristorazione</span></h4>
<figure id="attachment_74390" aria-describedby="caption-attachment-74390" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-74390" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453-300x201.jpeg" alt="Il ristorante di Villa Cà Diedo" width="300" height="201" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453-300x201.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453-1024x684.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453-768x513.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453.jpeg 1179w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-74390" class="wp-caption-text">Il ristorante di Villa Cà Diedo</figcaption></figure>
<p class="p1"><span class="s2">Dopo aver attraversato i secoli e diverse vicende familiari, Villa Cà Diedo è ora di proprietà dello chef <strong>Guglielmo Di Somma,</strong></span></p>
<figure id="attachment_74401" aria-describedby="caption-attachment-74401" style="width: 225px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-74401" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-225x300.jpeg" alt="Lo chef patron di Villa Cà Diedo Guglielmo Di Somma" width="225" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-225x300.jpeg 225w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-768x1024.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><figcaption id="caption-attachment-74401" class="wp-caption-text">Lo chef patron di Villa Cà Diedo Guglielmo Di Somma</figcaption></figure>
<p class="p1"><span class="s2">che ha portato qui, negli eleganti saloni, il suo storico ristorante Il Delicato fondato nel 2000 a Mussolente (VI). Deliziosi i piatti, che colpiscono per l’altissima qualità delle materie prime e l’elegante <em>dresser la</em> <em>table.</em> Un’esperienza da ristorante stellato ma Guglielmo non ne vuole sapere: </span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s2">non mi interessano le stelle, io sto già in paradiso, </span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s2">dice. </span><span class="s2">Originario di Castellammare di Stabia, Di Somma ha portato con sé le radici mediterranee e la passione per il mare, trasformandole in una cucina che unisce raffinatezza e semplicità, sempre nel segno della massima qualità degli ingredienti e nel rispetto per le materie prime, dedicata principalmente al pesce.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Spiega lo chef: </span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s3">Villa Ca’ Diedo vuole essere un luogo di relax immerso nella natura, ma anche uno spazio aperto alla cultura e alla convivialità. Immaginiamo la villa come un punto d’incontro tra arte, storia e gastronomia, dove il tempo rallenta e le persone possono ritrovare armonia, serenità e bellezza</span><span class="s2">.</span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s2">Villa Cà Diedo a Rosà è molto più di una villa veneta; è un luogo dove arte, natura e storia si incontrano, offrendo uno spaccato affascinante della vita nobiliare veneta, per chiunque voglia immergersi nella bellezza del territorio vicentino.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fiera dei Vini Piacenza: in arrivo l’edizione 2025</title>
		<link>https://www.egnews.it/fiera-dei-vini-piacenza-in-arrivo-ledizione-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 21:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera dei vini]]></category>
		<category><![CDATA[piacenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La Fiera dei vini L’ormai consueto appuntamento con la Fiera dei Vini a Piacenza è alle porte. Tre  giorni, dal 22 al 24 novembre più di 200 produttori provenienti da 18 regioni italiane oltre che da Austria, Francia, Georgia e Slovenia, nei locali di Piacenza Expo racconteranno i propri vini, il proprio terroir e la propria &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="p1"><span class="s2">La Fiera dei vini</span></h3>
<p class="p1"><span class="s2"><br />
L’ormai consueto appuntamento con la <strong>Fiera dei Vini</strong> a Piacenza è alle porte. Tre  giorni, dal 22 al 24 novembre </span><span class="s1">più di <strong>200 produttori</strong></span><span class="s2"> provenienti da 18 regioni italiane oltre che da Austria, Francia, Georgia e Slovenia, nei locali di Piacenza Expo racconteranno i propri vini, il proprio terroir e la propria azienda.<br />
Anche quest’anno, si conferma il format ormai consolidato con la possibilità di acquistare direttamente dal produttore i vini degustati. Occasione perfetta per riassortire le proprie cantine in vista del Natale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Tutto è pensato per rendere piacevole la visita: location facilmente raggiungibile, parcheggio gratuito e la disponibilità del carrello della spesa per rendere agevole i propri acquisti. </span></p>
<h4>Gli appuntamenti della Fiera del vino</h4>
<p class="p1"><span class="s2">Durante le tre giornate oltre all’incontro con le aziende, anche degustazioni guidate e iniziative letterarie per raccontare il vino in tutte le sue sfaccettature. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Sono cinque le masterclass in programma, per accompagnare i visitatori alla scoperta delle tante eccellenze del panorama enogastronomico europeo. </span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Sabato 22 novembre </span></strong><span class="s2">alle 14.00 si inizierà con </span><span class="s4">Bollicine in scena: territori e metodi del brindisi italiano</span><span class="s2">, un viaggio vinicolo lungo la nostra penisola per scoprire il meglio delle bollicine italiane con il loro successo mondiale. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Alle 17.00 </span><span class="s4">Armonie in rosso: vitigni autoctoni e paesaggi d’Italia</span><span class="s2">, con i grandi rossi protagonisti e con il racconto della storia del loro terroir.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Domenica 23 novembre</span></strong><span class="s2">, sempre alle 14.00, toccherà a </span><span class="s4">I Bianchi senza confini: le identità regionali e il fascino della diversità</span><span class="s2">, alla scoperta dei profili aromatici e delle peculiarità territoriali</span><span class="s4"> mentre alle 17.00</span> <span class="s4">Passioni dolci e passite: storie e tradizioni</span><span class="s2"> un excursus sui vini per le feste. </span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Lunedì 24 novembre</span></strong><span class="s2"> alle 12.00 il focus si sposterà sull’olio extravergine d’oliva, con il tasting</span><span class="s4">Anima mediterranea: eccellenza e carattere degli oli italiani </span><span class="s2">condotto dal direttore del magazine </span><span class="s4">Olio Officina </span><span class="s1">Luigi Caricato</span><span class="s2">. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Per partecipare alle masterclass occorre </span><span class="s1">prenotare ed acquistare un </span><span class="s2">ticket apposito in aggiunta al biglietto d’ingresso. Quelle sul </span><span class="s1">vino </span><span class="s2">hanno un costo di </span><span class="s1">15 euro ciascuna </span><span class="s2">mentre il </span><span class="s1">tasting dedicato all’olio</span><span class="s2"> viene proposto al prezzo speciale di </span><span class="s1">5 euro</span><span class="s2">. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s2">In Fiera anche i libri</span></h4>
<p class="p1"><span class="s2"><br />
</span><span class="s2">Non solo degustazioni guidate però. Anche per questa edizione verrà riproposto la parte culturale con </span><strong><span class="s3">Filari di Libri</span></strong><span class="s2">, che intreccia vino, storia e letteratura. Tra i protagonisti della rassegna 2025 ci sarà il </span><span class="s1">bookclub </span><span class="s3">Viticultura – Dove i libri incontrano il vino</span> <span class="s2">con il format speciale </span><span class="s4">Se la tua cantina fosse un libro, quale sarebbe?</span><span class="s2"> un momento di narrazione corale con il racconto di otto vignaioli con le loro aziende.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Sabato 22 novembre, il giornalista enogastronomico </span><span class="s1"><strong>Vincenzo D’Antonio</strong> presenterà il proprio libro</span> <strong><span class="s3">Camera con Vigna</span></strong><span class="s2">, con il racconto di più di 150 realtà vitivinicole che hanno scelto di completare l’offerta enoturistica con eleganti e confortevoli dimore di charme per un’esperienza unica tra tasting e ospitalità. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Il giornalista </span><span class="s1"><strong>Robert Gionelli</strong></span><span class="s2"><strong>,</strong> sempre nell’ambito di </span><span class="s4">Filari di Libri</span><span class="s2">, presenterà </span><span class="s3"><em>Un territorio di…Vino</em>. Guida alle cantine dei Colli Piacentini</span><span class="s2">, una guida che celebra il patrimonio vitivinicolo dei Colli e il suo legame indissolubile con lo scenario paesaggistico e naturalistico. Una viaggio alla scoperta delle quattro principali vallate piacentine – Val Tidone, Val Trebbia, Val Nure e Val d’Arda – con il censimento di 170 cantine, con la loro storia, le antiche tradizioni contadine il loro terroir e ovviamente i loro vini. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Il </span><span class="s1">programma</span><span class="s2"> completo e le informazioni per l’acquisto dei </span><span class="s1">biglietti</span><span class="s2">sono </span><span class="s1">disponibili sul sito </span><span class="s2"><a href="https://www.fieradeivini.it/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2"> </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Merano, quei dolcissimi peccati di gola</title>
		<link>https://www.egnews.it/merano-quei-dolcissimi-peccati-di-gola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Casagrande]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 11:50:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egnews.it/?p=72577</guid>

					<description><![CDATA[Merano, quei dolcissimi peccati di gola Quando l’estate altoatesina inizia a sfumare nei colori dorati dell’autunno, la città termale con il suo fascino liberty raggiunge l&#8217;apoteosi anche a tavola. Dallo Strudel di mele alla torta Sacher, dal Cuoricino di castagne (Kastanienherz) al Kaiserschmarrn fino ai Marillenknödel (i famosi canederli dolci con l’albicocca) non c&#8217;è che l&#8217;mbarazzo della scelta. A &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="p1"><span class="s1"><b>Merano, quei dolcissimi peccati di gola</b></span></h1>
<figure id="attachment_72582" aria-describedby="caption-attachment-72582" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-strudel-di-mele-racconta-lanima-contadina-di-Merano-e-dellAlto-Adige.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-72582" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-strudel-di-mele-racconta-lanima-contadina-di-Merano-e-dellAlto-Adige-300x225.png" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-strudel-di-mele-racconta-lanima-contadina-di-Merano-e-dellAlto-Adige-300x225.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-strudel-di-mele-racconta-lanima-contadina-di-Merano-e-dellAlto-Adige.png 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-72582" class="wp-caption-text">Lo strudel di mele racconta l&#8217;anima contadina di Merano e dell&#8217;Alto Adige</figcaption></figure>
<p class="p4"><span class="s1"><i>Quando l’estate altoatesina inizia a sfumare nei colori dorati dell’autunno, la città termale con i</i></span><span class="s2"><i>l suo fascino liberty raggiunge l&#8217;apoteosi anche a tavola. </i></span></p>
<p class="p4"><span class="s2"><i>Dallo Strudel di mele alla torta Sacher, dal Cuoricino di castagne (</i></span><span class="s1"><i>Kastanienherz) </i></span><span class="s2"><i>al </i></span><span class="s1"><i>Kaiserschmarrn fino ai Marillenknödel (i famosi canederli dolci con l’albicocca) non c&#8217;è che l&#8217;mbarazzo della scelta.</i></span></p>
<p class="p5"><span class="s1">A cavallo tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre quando l’estate altoatesina inizia a sfumare nei colori dorati dell’autunno, Merano, la città delle Terme, dello sport ippico e del Merano WineFestival, oltre che nel &#8220;foliage&#8221;, diventa dolcissima anche a tavola.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Qui, nel cuore dell’Alto Adige, dove si incontrano cultura italiana e mitteleuropea, è fiorita una tradizione dolciaria unica, che mescola con grazia il gusto alpino con le influenze viennesi e asburgiche.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Merano, con il suo fascino liberty e il suo charme portato con leggerezza, è lo scenario perfetto per assaporare il meglio di questa eredità. Caffè e pasticcerie dipingono il paesaggio urbano. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Locali storici e altri più moderni, in linea con i tempi – sempre più diffuse ad esempio le prelibatezze “mignon” – attirano con le loro leccornie nel rigoroso rispetto della tradizione, migliaia di buongustai.</span></p>
<h2 class="p5"><span class="s3"><b>Tra i protagonisti lo strudel, il dolce che racconta l&#8217;anima contadina dell&#8217;Alto Adige</b></span></h2>
<figure id="attachment_72583" aria-describedby="caption-attachment-72583" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-Strudel-di-mele-uno-dei-simboli-della-cucina-altoatesina.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-72583" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-Strudel-di-mele-uno-dei-simboli-della-cucina-altoatesina-300x146.png" alt="" width="300" height="146" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-Strudel-di-mele-uno-dei-simboli-della-cucina-altoatesina-300x146.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-Strudel-di-mele-uno-dei-simboli-della-cucina-altoatesina-1024x499.png 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-Strudel-di-mele-uno-dei-simboli-della-cucina-altoatesina-768x374.png 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Lo-Strudel-di-mele-uno-dei-simboli-della-cucina-altoatesina.png 1066w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-72583" class="wp-caption-text">Lo Strudel di mele, uno dei simboli della cucina altoatesina</figcaption></figure>
<p class="p5"><span class="s1">Tra i protagonisti di queste atmosfere non può mancare il grande classico: lo strudel di mele, magari servito tiepido con una spolverata di zucchero a velo e accompagnato da panna montata o salsa alla vaniglia. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Un dolce che racconta l’anima contadina e casalinga dell’Alto Adige, basato su uno degli ingredienti più diffusi ed emblematici di questa terra. Semplice, se vogliamo, ma capace di conquistare ogni palato.</span></p>
<h3 class="p5"><span class="s3"><b>La torta Sacher omaggio a Vienna e il cuoricino di castagne</b></span></h3>
<figure id="attachment_72581" aria-describedby="caption-attachment-72581" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/La-torta-Sacher-cioccolato-fondente-con-uno-strato-di-confettura-dalbicocca.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-72581" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/La-torta-Sacher-cioccolato-fondente-con-uno-strato-di-confettura-dalbicocca-300x225.png" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/La-torta-Sacher-cioccolato-fondente-con-uno-strato-di-confettura-dalbicocca-300x225.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/La-torta-Sacher-cioccolato-fondente-con-uno-strato-di-confettura-dalbicocca-768x576.png 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/La-torta-Sacher-cioccolato-fondente-con-uno-strato-di-confettura-dalbicocca.png 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-72581" class="wp-caption-text">La torta Sacher- cioccolato fondente con uno strato di confettura d’albicocca</figcaption></figure>
<p class="p5"><span class="s1">Accanto allo strudel, spazio anche ai capolavori della tradizione austroungarica, come la celebre Sacher, la torta viennese per eccellenza, con la sua copertura di cioccolato fondente e il delicato strato di confettura all’albicocca.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Ma c’è anche una dolcezza più discreta, ma profondamente identitaria, che merita un posto d’onore tra le specialità locali: il cuoricino di castagne, in tedesco Kastanienherz. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Si tratta di un dessert a base di purea di castagne e cioccolato, creato nel Dopoguerra per una festa di fidanzamento a Bolzano. Ha conquistato rapidamente il cuore (è proprio il caso di dirlo) degli altoatesini. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">La preparazione prevede castagne bollite, zuccherate e schiacciate fino a ottenere una purea modellata a forma di cuore, poi ricoperta da uno strato di cioccolato fuso, il tutto completato con panna montata. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Un dolce intenso e autunnale, perfetto per raccontare la stagione che avanza, ma anche per sorprendere con la sua eleganza rustica.</span></p>
<h4 class="p5"><span class="s3"><b>Il Kaiserschmarrn, la frittata dell&#8217;imperatore amata da Francesco Giuseppe</b></span></h4>
<figure id="attachment_72580" aria-describedby="caption-attachment-72580" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-Kaiserschmarrn-la-frittata-dolce-dellimperatore-con-i-lamponi-e-la-confettura-di-mirtilli.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-72580" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-Kaiserschmarrn-la-frittata-dolce-dellimperatore-con-i-lamponi-e-la-confettura-di-mirtilli-300x164.png" alt="" width="300" height="164" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-Kaiserschmarrn-la-frittata-dolce-dellimperatore-con-i-lamponi-e-la-confettura-di-mirtilli-300x164.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-Kaiserschmarrn-la-frittata-dolce-dellimperatore-con-i-lamponi-e-la-confettura-di-mirtilli-1024x560.png 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-Kaiserschmarrn-la-frittata-dolce-dellimperatore-con-i-lamponi-e-la-confettura-di-mirtilli-768x420.png 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/Il-Kaiserschmarrn-la-frittata-dolce-dellimperatore-con-i-lamponi-e-la-confettura-di-mirtilli.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-72580" class="wp-caption-text">Il Kaiserschmarrn, la frittata dolce dell&#8217;imperatore con i lamponi e la confettura di mirtilli</figcaption></figure>
<p class="p5"><span class="s1">Oltre a Sissi, c’è altro di regale nei menù meranesi: il Kaiserschmarrn. Il suo nome racconta già una storia: deriva dal tedesco Kaiser, “imperatore”, e Schmarrn, termine colloquiale che significa “pasticcio”. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Letteralmente, è la “frittata dell’imperatore” – e non a caso, pare fosse uno dei dessert preferiti dell’imperatore Francesco Giuseppe. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">È una sorta di crêpe spessa e soffice, preparata con una pastella a base di uova, farina, latte e zucchero. Una volta cotta, viene spezzettata grossolanamente in padella e leggermente caramellata con il burro, fino a raggiungere una consistenza dorata e irresistibile. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Servito caldo, viene spolverato con zucchero a velo e accompagnato da confettura di ribes, mirtilli rossi o salsa di mele, a seconda della zona e della stagione. Il contrasto tra la dolcezza dell’impasto e l&#8217;acidità della frutta crea un equilibrio perfetto. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Il Kaiserschmarrn è considerato un simbolo della pasticceria alpina, al pari di altri dolci tradizionali come gli Strauben, con cui condivide l’amore per lo zucchero a velo e l’arte del comfort food di montagna, perfetto per una merenda in baita o come dessert.</span></p>
<h4 class="p5"><span class="s3"><b>Dulcis in fundo i Marillenknödel, i famosi canederli dolci con lalbicocca</b></span></h4>
<figure id="attachment_72579" aria-describedby="caption-attachment-72579" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/I-Marillenknodel-i-peccaminosi-canederli-dolci-con-lalbicocca.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-72579" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/I-Marillenknodel-i-peccaminosi-canederli-dolci-con-lalbicocca-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/I-Marillenknodel-i-peccaminosi-canederli-dolci-con-lalbicocca-300x200.png 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/I-Marillenknodel-i-peccaminosi-canederli-dolci-con-lalbicocca-1024x683.png 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/I-Marillenknodel-i-peccaminosi-canederli-dolci-con-lalbicocca-768x512.png 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/I-Marillenknodel-i-peccaminosi-canederli-dolci-con-lalbicocca-264x176.png 264w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/08/I-Marillenknodel-i-peccaminosi-canederli-dolci-con-lalbicocca.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-72579" class="wp-caption-text">I Marillenknödel, i peccaminosi canederli dolci con l’albicocca</figcaption></figure>
<p class="p5"><span class="s1">A chiudere il cerchio non possono mancare, dulcis in fundo, i Marillenknödel, i famosi canederli dolci con l’albicocca. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Diffusi nella cucina austriaca (soprattutto a Vienna), in quella boema, morava e triestina, trovano una loro versione autentica anche nelle valli altoatesine, dove sono considerati un prodotto agroalimentare tradizionale. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Il nome deriva dal termine austriaco Marillen, che significa “albicocche”, frutto coltivato in zone vocate come la Wachau (in Austria) e la <a title="https://www.suedtirol.info/it/it/alloggi/hotel-e-pensioni?utm_campaign=it_alwayson_hotel&amp;utm_source=google&amp;utm_medium=it_txt_s%C3%BCdtirol%20hotel&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=21856971307&amp;gbraid=0AAAAADgKv9uM2zENORpqujTjX70Xh81nh&amp;gclid=Cj0KCQjwwsrFBhD6ARIsAPnUFD3fBTE8DQQS3mQ4rHTkrfu29x4IWmlEBOTynT4pK-A7xg5NXWAmvvAaAui4EALw_wcB" href="https://www.suedtirol.info/it/it/alloggi/hotel-e-pensioni?utm_campaign=it_alwayson_hotel&amp;utm_source=google&amp;utm_medium=it_txt_s%C3%BCdtirol%20hotel&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=21856971307&amp;gbraid=0AAAAADgKv9uM2zENORpqujTjX70Xh81nh&amp;gclid=Cj0KCQjwwsrFBhD6ARIsAPnUFD3fBTE8DQQS3mQ4rHTkrfu29x4IWmlEBOTynT4pK-A7xg5NXWAmvvAaAui4EALw_wcB" target="_blank" rel="noopener">Val Venosta in Alto Adige</a>. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">I Marillenknödel, insieme ai loro cugini ai frutti di susina, offrono una dolce esperienza che unisce il gusto pieno della frutta alla consistenza morbida dell’impasto. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Un altro esempio, tra i tanti, di come a Merano il dolce è cultura, memoria e gioia insieme. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1">In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>As Ever Napa Rosé, il vino della Duchessa del Sussex</title>
		<link>https://www.egnews.it/as-ever-napa-rose-il-vino-della-duchessa-del-sussex/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 12:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[duchessa del Sussex]]></category>
		<category><![CDATA[Meghan]]></category>
		<category><![CDATA[vino rosato]]></category>
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					<description><![CDATA[As Ever Il vino della Duchessa del Sussex Dopo Brad Pitt, Francis Ford Coppola e Albano anche la Duchessa del Sussex, Meghan si è lanciata con un proprio marchio nel mondo del vino. A differenza dei suddetti però, e come per Kylie Minogue o la più nostrana Selene, al secolo Luce Caponegro, qui non si tratta &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>As Ever Il vino della Duchessa del Sussex</h1>
<div>Dopo <strong>Brad</strong> <strong>Pitt</strong>, <strong>Francis Ford Coppola</strong> e <strong>Albano</strong> anche la <strong>Duchessa del Sussex, Meghan</strong> si è lanciata con un proprio marchio nel mondo del vino. A differenza dei suddetti però, e come per <strong>Kylie Minogue</strong> o la più nostrana <strong>Selene,</strong> al secolo Luce Caponegro, qui non si tratta di aziende produttrici ma semplicemente una linea di vino con il proprio nome.</div>
<div></div>
<h4>Il vino</h4>
<div>Un vino battezzato <em>As Ever </em>come il marchio di life style della Duchessa. Seppur la stessa non ne abbia fatto parola, i collaboratori della Duchessa Meghan hanno dichiarato  che il rosé <em>As Ever</em> richiama lo stile della Provenza, un blend di Cabernet Sauvignon, Mourvèdre, Grenache e Syrah. Come pubblicizzato, sembra sia perfetto come «<em>drink rinfrescante a bordo piscina nella vostra villa di Montecito (o dovunque vi portino i vostri sogni ad occhi aperti As Ever</em>» nonostante la sua gradazione alcolica di 14,5%.</div>
<div></div>
<h4><strong>Made in Napa Valley</strong></h4>
<div>Sembra che questo vino sia frutto di una collaborazione con <strong>Fairwinds Estate</strong>, un&#8217;azienda vinicola di Calistoga con numerose collaborazioni che vanno dall&#8217;Università di Houston a Barry Manilow, fino alla serie TV Yellowstone. Un vino che a detta loro «<em>cattura l&#8217;essenza della festa, invitando gli amanti del vino a brindare a tutti i momenti più importanti, grandi e piccoli</em>».</div>
<h4><strong>La passione della Duchessa per il buon vino</strong></h4>
<p><strong><br />
</strong>La passione di Meghan per il buon vino non è una novità. Prima del suo matrimonio con il Principe Harry, oltre al suo ruolo da protagonista in Suits, gestiva un blog di lifestyle chiamato <strong>The Tig</strong>, che sembra sia l’abbreviazione di Tignanello, il suo super Tuscan preferito. Di lei si conosce anche la passione per il Pinot Nero Flowers di Sonoma. Si dice anche che nel suo programma Netflix &#8220;With Love, Meghan&#8221;, (per chi ha avuto la forza di guardarlo), si sia potuta apprezzare la sua competenza culinaria sempre abbinata a un cocktail artigianale o a un calice di vino. Gusti sopraffini per la Duchessa: tra i suoi scelti il <strong>Taittinger Brut Champagne Reserve NV</strong> e il <strong>Domaines Ott</strong> <strong>Côtes de Provence Rosé</strong>, quest&#8217;ultimo probabilmente l’ispiratore del rosé di As Ever.</p>
<div>La Duchessa Meghan aveva presentato il suo marchio di lifestyle premium As Ever,  contemporaneamente al lancio della sua serie su Netflix; un marchio che commercializza una vasta gamma di prodotti, dalle conserve di frutta fresca, tè e miele a prodotti più esotici, come la flower sprinkles, tradotto in spolverata di fiori, fiori edibili con cui abbellire i piatti, e con altri prodotti aggiuntivi che vengono lanciati stagionalmente. A tutt’oggi comunque tutti i prodotti sul sito risultano sold out…</div>
<div></div>
<h4><strong>Niente enoteche ma solo online </strong></h4>
<div></div>
<div>Meno di un’ora e il rosè della Duchessa, venduto esclusivamente sul suo sito <a href="http://wine.asever.com" target="_blank" rel="noopener">wine.asever.com</a>, è andato esaurito. Venduto in confezioni da tre bottiglie da 750 ml a 90 dollari, non è durato molto. Ma per nostra fortuna, ci sono molti altri rosati interessanti a costi anche inferiori.</div>
<div>Dovremmo quindi farcene una ragione? No. Sembra infatti che stiano per essere immessi sul mercato altri vini As Ever. Non solo rosato, ma anche un metodo classico e altri vini fermi.</div>
<div></div>
<div>C’è ancora qualche speranza quindi per chi ama deliziare il palato con questi vini dallo stile americano, con generose quantità di frutta, alcool e legno. Un’occasione per brindare royal.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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