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	<title>Sostenibilità Fatti e opinioni &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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	<description>Giornale eno-gastonomico e turismo, viaggi, fiere Turismo, vino</description>
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	<title>Sostenibilità Fatti e opinioni &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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	<item>
		<title>Tasca (A2A): &#8220;Confermiamo nostra capacità di distribuire valore su territorio&#8221;</title>
		<link>https://www.egnews.it/tasca-a2a-confermiamo-nostra-capacita-di-distribuire-valore-su-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; “Mi piace ricordare l&#8217;entità del valore aggiunto che lasciamo sul territorio. Se andate a guardare la nostra redditività, è assolutamente stabile. La nostra capacità di distribuire valore aggiunto e dividendi ai nostri Comuni è un elemento che consente alle loro politiche di bilancio di avere un certo grado di stabilità, e credo che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211;  “Mi piace ricordare l&#8217;entità del valore aggiunto che lasciamo sul territorio. Se andate a guardare la nostra redditività, è assolutamente stabile. La nostra capacità di distribuire valore aggiunto e dividendi ai nostri Comuni è un elemento che consente alle loro politiche di bilancio di avere un certo grado di stabilità, e credo che sia questo l&#8217;elemento vero sul quale vogliamo essere valutati”. Sono le parole di Roberto Tasca, presidente di A2a, alla presentazione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano della Life Company, svoltasi oggi nel capoluogo lombardo. </p>
<p>Poi aggiunge: “Ci interessa la performance di mercato? Certamente è importante, siamo quotati e, come società quotata, abbiamo questa responsabilità. Però è altrettanto vero che non siamo disposti a cedere sovranità rispetto al dominio delle relazioni con i territori e con le persone che in quei territori abitano”. </p>
<p>Il presidente si sofferma sulle assunzioni. “È un motivo di orgoglio poter dire che assumiamo 900 persone in questo contesto economico e le assumiamo con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questa è un&#8217;altra scelta importante che abbiamo fatto come gruppo, abbandonando le logiche dello stage transitorio per i neolaureati che portiamo all&#8217;interno &#8211; evidenzia &#8211; In questo modo credo che sviluppiamo un rapporto di fiducia con le persone che vengono a lavorare con noi, perché diamo loro la possibilità di pianificare un futuro e, contemporaneamente, offriamo uno strumento importante per fidelizzare i talenti”. </p>
<p>“Certamente &#8211; aggiunge &#8211; noi abbiamo un problema come Paese: il fatto di avere ancora 90mila laureati all&#8217;anno che lasciano l&#8217;Italia e vanno altrove significa che stiamo sostanzialmente disperdendo i nostri investimenti. La possibilità di rimanere a Milano, potendo contare su 220mila studenti che frequentano le nostre università, i quali non solo studiano qui ma scelgono di fermarsi a vivere in città, e l&#8217;essere noi stessi un elemento di attrattività in questo senso, ci rende pieni d&#8217;orgoglio. Lo abbiamo fatto, continueremo a farlo e soprattutto continueremo a ritenere che il rapporto con le persone che lavorano con noi non sia semplicemente una prestazione d&#8217;opera, ma un legame molto più complesso, caratterizzato anche da rilevanti profili umani”. </p>
<p>&#8212;</p>
<p>economia</p>
<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Energia, 6 italiani su 10 cercano l’efficienza, ma il 55% ignora incentivi statali</title>
		<link>https://www.egnews.it/energia-6-italiani-su-10-cercano-lefficienza-ma-il-55-ignora-incentivi-statali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Per il 58% degli italiani la riduzione dei consumi e l&#8217;alta efficienza energetica sono il primo criterio nella scelta del sistema di riscaldamento. Inoltre, la percentuale di chi dichiara di voler mantenere una caldaia tradizionale a prescindere da qualsiasi condizione economica o infrastrutturale si ferma ad appena il 9%. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultima &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Per il 58% degli italiani la riduzione dei consumi e l&#8217;alta efficienza energetica sono il primo criterio nella scelta del sistema di riscaldamento. Inoltre, la percentuale di chi dichiara di voler mantenere una caldaia tradizionale a prescindere da qualsiasi condizione economica o infrastrutturale si ferma ad appena il 9%. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultima ricerca Ipsos Doxa realizzata per Ariston e analizzata nel corso della quarta edizione del Festival &#8216;Future4Cities&#8217; alle OGR di Torino.  </p>
<p>&#8220;Questo 9% è un dato estremamente significativo &#8211; afferma Giampaolo Provvedi, professional sales senior director Italia di Ariston &#8211; mostra che gli italiani non sono contrari a prescindere al cambiamento, ma che questo processo deve essere innescato, facilitato e accompagnato. Non esiste una tecnologia migliore in termini assoluti né una soluzione universale per tutte le case. I fattori chiave per accelerare la diffusione delle pompe di calore stanno nella capacità di proporre soluzioni su misura, affiancando i cittadini nella scelta del sistema più adatto alle proprie esigenze abitative&#8221;.  </p>
<p>A fare da vero freno al processo di modernizzazione degli impianti non è dunque la mancanza di volontà, bensì un significativo deficit informativo. La ricerca evidenzia infatti come il 55% degli intervistati non sia a conoscenza dell&#8217;esistenza del Conto Termico 3.0, lo strumento a fondo perduto che rimborsa fino al 65% delle spese sostenute per l&#8217;installazione di pompe di calore. Questo scollamento tra le opportunità previste dal quadro normativo e la reale consapevolezza dei cittadini trasforma la burocrazia e la frammentazione delle notizie in un ostacolo centrale per la transizione energetica. </p>
<p>&#8220;Gli incentivi sono importanti, ma se la maggioranza dei cittadini ne ignora la presenza, si crea un ostacolo non da poco al percorso di decarbonizzazione &#8211; prosegue Provvedi &#8211; Il ruolo che aziende come la nostra devono assumere è quello di semplificare la comunicazione, facendo da ponte con le famiglie e con i professionisti del settore per spiegare le opportunità disponibili. È fondamentale costruire una stretta collaborazione tra aziende, istituzioni, filiera e media per trasferire messaggi chiari, trasparenti e privi di burocratese, rendendo l&#8217;efficienza energetica una scelta accessibile a tutti&#8221;.  </p>
<p>&#8212;</p>
<p>economia</p>
<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Imprese e water risk, rischio elevato ma scarsa percezione</title>
		<link>https://www.egnews.it/imprese-e-water-risk-rischio-elevato-ma-scarsa-percezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 12:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Ancora bassa percezione del rischio idrico: il 56,4% delle aziende italiane opera in aree a stress idrico a fronte di 1 impresa su 3 (34%) che considera l’acqua una criticità per la continuità del business. E&#8217; quanto emerge dai risultati dell’indagine sulla Water Smart Economy presentata da Un Global Compact Network Italia (Ungcni) &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Ancora bassa percezione del rischio idrico: il 56,4% delle aziende italiane opera in aree a stress idrico a fronte di 1 impresa su 3 (34%) che considera l’acqua una criticità per la continuità del business. E&#8217; quanto emerge dai risultati dell’indagine sulla Water Smart Economy presentata da Un Global Compact Network Italia (Ungcni) &#8211; la Fondazione che rappresenta in Italia il Global Compact delle Nazioni Unite, l’iniziativa speciale del Segretario Generale dell’Onu volta a promuovere la più ampia iniziativa globale per la sostenibilità d’impresa. La ricerca è stata realizzata da Un Global Compact Network Italia in partnership con The European House &#8211; Ambrosetti, con il supporto di Edison Spa. </p>
<p>La ricerca analizza approccio a gestione, prospettive e governance dell’acqua da parte delle aziende nell’ambito dei Paesi dell’Area Euro-Mediterranea. Nel contesto attuale segnato da climate change e siccità dei territori, l’acqua rappresenta una variabile economica cruciale per lo sviluppo dei sistemi economici e la loro sostenibilità. Le previsioni al 2050 stimano una riduzione del 10% del Pil mondiale dovuta alla scarsità di acqua con impatti fino al 19% nei Paesi a medio-basso reddito. Si tratta di un dato ancora più allarmante se si considera il costo economico sostenuto dall’Italia a causa della crisi idrica, pari a 13,4 miliardi di euro l’anno, il doppio rispetto alla media europea, equivalente a 2,5 giorni di fermo dell&#8217;economia italiana. Dall&#8217;acqua dipende complessivamente in Italia un&#8217;economia di 384 miliardi di euro, pari a un quinto del Valore Aggiunto nazionale. </p>
<p>L’indagine prende a riferimento per l’Italia 94 aziende, aderenti a Ungcni, dislocate su tutto il territorio nazionale appartenenti ai principali settori merceologici, tra cui energia, utility e servizio idrico (20,2%), moda, lusso e tessile (17%), infrastrutture, trasporti e costruzioni (11,7%), pharma, chimica e materiali (9,6%), alimentare e bevande (7,4%), manifattura e componentistica (6,4%). I risultati dell’indagine relativi all’Area Euro-Mediterranea si basano, invece, sui dati delle Communication on Progress (CoP) 2025 di Un Global Compact per i Paesi di Francia, Italia, Turchia, Portogallo, Grecia e Egitto e su focus che hanno coinvolto 33 aziende in settori chiave per la risorsa idrica. </p>
<p>Secondo la ricerca, le aziende del sistema Paese sono altamente esposte al rischio idrico, con il 56,4% che opera in aree di stress per la carente disponibilità di acqua. Tuttavia, la percezione del rischio risulta ancora limitata: solo 1 azienda su 3 (34%) considera la risorsa idrica ad alta o estremamente alta criticità per la continuità del proprio business. Tra le imprese che attribuiscono alla risorsa idrica un livello di criticità &#8216;alto&#8217; o &#8216;estremo&#8217;, il 65,6% è suddiviso tra i comparti energia, utility e servizio idrico (46,9%) e alimentare e bevande (18,8%). I fattori principali che contribuiscono alla sottovalutazione del water risk delle aziende sono i costi idrici ridotti, rilevati dalle imprese, e la limitata presenza di impatti finanziari. L’acqua viene ancora considerata una voce di costo marginale per la maggioranza delle aziende: per il 52,3% di queste l&#8217;approvvigionamento, il trattamento e lo scarico incidono meno dell&#8217;1% sui costi operativi totali e solo per l’11,4% il costo supera il 15%. Negli ultimi 3 anni l’incidenza dei costi idrici è rimasta sostanzialmente stabile.  </p>
<p>La ricerca evidenzia la necessità di un rafforzamento della governance aziendale della risorsa idrica; la difficoltà nel creare una Water Smart Economy non dipende dalla mancata maturità gestionale delle imprese sui temi ambientali bensì dallo sviluppo di competenze specialistiche in materia di risorsa idrica. Solo un ristretto 8,5% delle aziende prevede una supervisione diretta da parte del top management o del board (energia, utility e servizio idrico per il 62,5% e alimentare e bevande per il 25,%), con Kpi legati alla gestione dell’acqua e un approccio verticale rispetto ai più ampi temi ambientali. Il 40,4% delle imprese non prevede alcun obiettivo quantitativo sulla gestione idrica e solo il 4,3% dispone di target science-based o allineati a framework internazionali. La maggioranza delle imprese ha ancora obiettivi interni o in fase di definizione. Le azioni di governance intraprese ad oggi dalle aziende si limitano all’efficienza e riduzione dei prelievi idrici (22,2%) e alla rendicontazione e trasparenza (22,2%), ambiti in cui le imprese hanno già maturato esperienza operativa. Le priorità future ampliano il perimetro della gestione idrica verso azioni di efficientamento/efficienza, circolarità. </p>
<p>I benefici percepiti dalle aziende italiane nella gestione idrica sono in primo luogo di reputazione/brand image (18,3%) seguiti dalla riduzione dei costi operativi (17,6%) e dalla compliance normativa (16,8%). Innovazione di prodotto/processo (9,9%) e accesso a nuovi mercati o capitali (rispettivamente 3,1% e 2,3%) sono benefici considerati marginali dalle aziende a testimonianza di una visione più legata alla compliance nella gestione della risorsa idrica. A tali dati fanno da specchio gli scarsi investimenti idrici operati dalle aziende italiane; circa il 29,5% delle aziende non investe nella gestione idrica e il 31,8% vi destina meno del 5% degli investimenti totali. Nei prossimi 3 anni solo il 5% delle aziende stima un aumento significativo degli investimenti mentre 1 impresa su 4, pari al 30% circa, prevede ancora di non misurare i propri investimenti idrici, a conferma della mancata o scarsa percezione della crisi idrica. L’innovazione al servizio della gestione idrica viene sottovalutata con il 34,1% delle aziende che le attribuisce un ruolo marginale a fronte di un esiguo 15,9% che la considera strategica per trasformare il modello operativo. </p>
<p>
Costi di investimento elevati, complessità regolatoria e autorizzativa e incertezza sul ritorno economico (Roi) sono considerati i principali ostacoli per la transizione verso la Water Smart Economy. Il quadro normativo è giudicato poco o per nulla adeguato a supportare gli investimenti da oltre un terzo delle aziende (36,4%), frenato da frammentazione tra territori, poca tempestività autorizzativa e linee guida tecniche insufficienti. Per far decollare la Water Smart Economy le aziende chiedono soprattutto incentivi fiscali e accesso al credito agevolato, seguiti da una tariffazione idrica che rifletta il costo reale della risorsa e da una maggiore semplificazione normativa e autorizzativa.  </p>
<p>In conclusione, dall’indagine sull’Italia emerge &#8220;l’urgenza di creare competenze specialistiche nella gestione dell’acqua che facciano tesoro dell’expertise acquisita, più in linea generale, a livello ambientale mirando a una governance strategica e non solo operativa della risorsa, attuata in prima linea dai vertici aziendali. Occorre puntare su investimenti e innovazione quale volano per lo sviluppo delle imprese sul fronte della gestione idrica e in attuazione della transizione verso la Water Smart Economy&#8221;. </p>
<p>Nell’ambito della ricerca, i dati emersi dalle Communication on Progress (CoP) 2025 di Un Global Compact per i Paesi di Francia, Italia, Turchia, Portogallo, Grecia e Egitto hanno preso a riferimento un campione complessivo di 2.180 aziende, di cui il 52,9% costituito da Pmi. Dall’analisi emerge come la rilevanza attribuita all’acqua dalle imprese dell’Area non sia omogenea bensì assuma un rilievo diverso nei Paesi considerati. La quota più elevata si registra in Turchia, con il 61%, seguita da Grecia (49%) e dall’Egitto (48%). L’Italia si posiziona con il 41% a testimonianza dell’importanza attribuita al tema da una quota significativa di imprese pur in un contesto di bassa percezione del rischio idrico. </p>
<p>Nell’Area Euro-Mediterranea, la maggioranza delle aziende non rileva impatti negativi collegati all’acqua nei diversi Paesi oggetto di indagine. La Grecia si classifica al 1° posto (87%) seguita da Italia (86%), Portogallo (84%), Turchia (82%), Francia (75%) ed Egitto (71%). Le aziende che dichiarano di aver identificato impatti negativi ma di non aver posto in campo misure di rimedio rappresentano il 12% in Egitto a fronte di un esiguo 4% di Grecia, Portogallo e Turchia e del 2% in Italia. Il 17% delle aziende egiziane afferma di aver identificato impatti negativi e previsto misure di rimedio, seguito da Francia (13%), Portogallo e Grecia, rispettivamente per il 12%, Turchia (11%) e Italia (8%). Nel bacino Euro-Mediterraneo prelievi e consumi di acqua in aree caratterizzate da stress idrico elevato o estremamente elevato variano significativamente da Paese a Paese con conseguenti livelli di esposizione diversi al water risk.  </p>
<p>“I risultati emersi dall’indagine mostrano con evidenza la necessità di un cambiamento di approccio in Italia nel contesto dei Paesi dell’Area Euro-Mediterranea che apra la via allo sviluppo concreto della Water Smart Economy &#8211; ha dichiarato Daniela Bernacchi, Executive Director di Un Global Compact Network Italia &#8211; E’ fondamentale attivare una strategia di azione che coinvolga pubblico e privato predisponendo interventi mirati a tutela dell’acqua per evitare la dispersione idrica delle reti e garantire la resilienza dei bacini. Inoltre, si vede necessario potenziare la consapevolezza rispetto al prezzo dell’acqua che non corrisponde al momento, al valore potenziale della risorsa all’interno della strategia aziendale dedicata. Di conseguenza, si potrebbero aumentare gli investimenti in attività mirate di mitigazione per potenziare, così, i business case e la competitività. La governance della risorsa idrica è innanzitutto una questione di strategia di lungo periodo per garantire la futura crescita delle imprese; come sistema Paese è cruciale cogliere già oggi le opportunità legate allo sviluppo dell’economia dell’acqua, prendendo a modello best practices internazionali per rispondere adeguatamente alle sfide originate dal cambiamento climatico e da una scarsità idrica sempre più urgenti”, </p>
<p>“Nell&#8217;ambito del proprio mandato, Un Global Compact Network Italia manifesta un commitment di primo piano nella promozione a livello nazionale di iniziative a sostegno della governance sostenibile della risorsa idrica, tema cruciale nel contesto del climate change &#8211; ha dichiarato Filippo Bettini, presidente di Un Global Compact Network Italia &#8211; A questo proposito siamo impegnati in prima linea nella mission promossa dal Ceo Water Mandate: l&#8217;iniziativa, istituita nel 2007 dall&#8217;Onu e da Ungc, mira a mobilitare i leader aziendali a livello internazionale nell&#8217;attuazione di politiche di gestione della risorsa idrica sostenibili e responsabili, coniugandole con gli obiettivi aziendali. Sono oltre 700 le aziende, tra cui realtà di primo piano nei comparti utilities, energia e costruzione, che hanno aderito a livello internazionale al Ceo Water Mandate impegnandosi nella riduzione del rischio idrico, nel ripristino di bacini esistenti e nella diffusione di modelli di efficienza e innovazione per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile&#8221;. </p>
<p>&#8212;</p>
<p>sostenibilita</p>
<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sostenibilità, le nuove parole chiave: il 15 ottobre l&#8217;evento Adnkronos Q&#038;A</title>
		<link>https://www.egnews.it/sostenibilita-le-nuove-parole-chiave-il-15-ottobre-levento-adnkronos-qa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 10:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Parlare di sostenibilità vuol dire pensare a un futuro che possa migliorare il presente, con soluzioni che possano durare nel tempo. Cambiano le priorità e il contesto, invecchiano gli slogan e le definizioni ma restano gli obiettivi da raggiungere. Saranno al centro del nuovo evento Adnkronos Q&#38;A, &#8216;Sostenibilità, le nuove parole chiave&#8217;, in &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Parlare di sostenibilità vuol dire pensare a un futuro che possa migliorare il presente, con soluzioni che possano durare nel tempo. Cambiano le priorità e il contesto, invecchiano gli slogan e le definizioni ma restano gli obiettivi da raggiungere. Saranno al centro del nuovo evento Adnkronos Q&amp;A, &#8216;Sostenibilità, le nuove parole chiave&#8217;, in programma il 15 ottobre al Palazzo dell&#8217;Informazione di Roma. Ad aprire i lavori, alle 9,30, sarà il direttore dell&#8217;agenzia Davide Desario, a moderarli i vicedirettori Fabio Insenga e Giorgio Rutelli. </p>
<p>
Guarda il video  </p>
<p>I principali temi legati allo sviluppo sostenibile saranno al centro di un confronto con esponenti istituzionali di primo piano, a partire dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Prevista la partecipazione dei parlamentari Luca Squeri (FI) e Gabriella Di Girolamo (M5S), del presidente di Arera, Nicola Dell’Acqua, e di quello dell&#8217;Ispra, Maria Alessandra Gallone, del direttore scientifico ASviS Enrico Giovannini e del Direttore Ufficio del Parlamento europeo in Italia, Carlo Corazza. </p>
<p>Due panel saranno dedicati al mondo delle imprese. Il primo, &#8216;Decarbonizzazione, economia circolare e territorio&#8217;, si occuperà delle strategie collegate che mirano a ridurre le emissioni, a privilegiare gli sviluppi bio e rinnovabili e a proteggere le risorse naturali. La creazione di valore a lungo termine contro la cultura dell&#8217;usa e getta e il valore economico degli investimenti in economia circolare. Il secondo, &#8216;Il valore concreto della sostenibilità&#8217;, è dedicato alla declinazione della sostenibilità in settori diversi: mobilità, health, prodotti di largo consumo: come passare dagli slogan ai dati certi, dall’effetto annuncio alla misurazione dei risultati.  </p>
<p>
Ecco il link per la partecipazione all&#8217;evento<br />
 </p>
<p>&#8212;</p>
<p>economia</p>
<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecomondo 2026, attesi oltre 1.800 brand espositori﻿</title>
		<link>https://www.egnews.it/ecomondo-2026-attesi-oltre-1-800-brand-espositori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 10:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Un palinsesto convegnistico di alto profilo scientifico e istituzionale attende imprese, associazioni, istituzioni, ricercatori e gli attori strategici dell’economia circolare e rigenerativa a Ecomondo 2026, l’evento internazionale di Italian Exhibition Group (Ieg) che giunge quest’anno alla sua 29esima edizione, dal 3 al 6 novembre alla Fiera di Rimini. Sono attesi oltre 1.800 brand espositori &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Un palinsesto convegnistico di alto profilo scientifico e istituzionale attende imprese, associazioni, istituzioni, ricercatori e gli attori strategici dell’economia circolare e rigenerativa a Ecomondo 2026, l’evento internazionale di Italian Exhibition Group (Ieg) che giunge quest’anno alla sua 29esima edizione, dal 3 al 6 novembre alla Fiera di Rimini. Sono attesi oltre 1.800 brand espositori &#8211; con un incremento del 10% rispetto al 2025 di quelli esteri &#8211; su circa 169mila mq lordi di superficie espositiva distribuita su 30 padiglioni, e oltre 1.000 hosted buyer provenienti da tutto il mondo, coinvolti con il supporto di Maeci &#8211; ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Ice &#8211; Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. </p>
<p>Saranno oltre 70 gli eventi in calendario, definiti dal Comitato Tecnico Scientifico internazionale della manifestazione presieduto dal professor Fabio Fava con il coinvolgimento di partner istituzionali pubblici e privati di livello europeo e internazionale, a cui si aggiungeranno ulteriori appuntamenti a cura di partner ed espositori. Grande attenzione sarà dedicata a politiche, ricerca e innovazione europee e alla cooperazione internazionale nel bacino del Mediterraneo e in Africa.  </p>
<p>Fra gli appuntamenti chiave il Forum della Buona Comunicazione &#8211; V edizione &#8216;Comunicazione sul filo del rasoio. La transizione sostenibile tra urgenza ambientale e tenuta sociale&#8217; e Esg Ceo Summit &#8211; III edizione &#8216;Futuro sostenibile tra compliance e competitività: dal reporting alla trasformazione industriale&#8217;. In apertura, come di consueto, gli Stati Generali della Green Economy, martedì 3 e mercoledì 4 novembre, organizzati dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy. </p>
<p>Tra i grandi temi di Ecomondo 2026, per quanto riguarda il Circular Economy Act, il Comitato Tecnico Scientifico proporrà dei momenti di confronto su sfide, opportunità e implicazioni per il packaging europeo (in collaborazione con Conai) e su cosa cambierà concretamente per chi gestisce i rifiuti (in collaborazione con Utilitalia).  </p>
<p>Il palinsesto di Ecomondo si soffermerà anche sulla centralità del tessile nell’economia circolare europea. Al settore sarà dedicato un programma specifico, definito dal Tavolo di Lavoro Tessile di Ecomondo. Si parlerà poi di città salubri e circolari, di carta, con Comieco che, in collaborazione con Nomisma, proporrà un bilancio conclusivo sui benefici ambientali ed economici dei progetti cofinanziati dal Pnrr che riguardano la filiera del riciclo della carta. </p>
<p>E poi, ancora, di ripristino del suolo, bioeconomia rigenerativa e bioenergia, di ciclo dell’acqua e Blue Economy, di cooperazione internazionale e collaborazione con l’Africa e con i paesi affacciati sul Mediterraneo. In proposito, è previsto il Forum Africa Green Growth &#8211; VI edizione organizzato in collaborazione con la Struttura di Missione per l&#8217;attuazione del Piano Mattei della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Confindustria Assafrica&amp;Mediterraneo e Res4Africa. Altro tema, la finanza. Il palinsesto proporrà approfondimenti con focus su Esg e gestione del rischio, bancabilità e nuovi modelli di investimento per l’innovazione declinati in chiave settoriale. Policies and Regulatory Frameworks e Call for papers su ricerca e innovazione completano il quadro. </p>
<p>&#8212;</p>
<p>economia</p>
<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Barilla insieme a Legambiente per giornata volontariato a Parma</title>
		<link>https://www.egnews.it/barilla-insieme-a-legambiente-per-giornata-volontariato-a-parma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 10:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Prendersi cura dell&#8217;ambiente significa anche prendersi cura dei luoghi in cui viviamo ogni giorno. È da questo principio che nasce la giornata di volontariato ambientale organizzata a Parma da Barilla, attraverso l&#8217;Employee Resource Group Be Kind To Nature, in collaborazione con Legambiente. L&#8217;iniziativa ha coinvolto 26 colleghe e colleghi Barilla, che hanno dedicato &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Prendersi cura dell&#8217;ambiente significa anche prendersi cura dei luoghi in cui viviamo ogni giorno. È da questo principio che nasce la giornata di volontariato ambientale organizzata a Parma da Barilla, attraverso l&#8217;Employee Resource Group Be Kind To Nature, in collaborazione con Legambiente. L&#8217;iniziativa ha coinvolto 26 colleghe e colleghi Barilla, che hanno dedicato complessivamente mezza giornata di volontariato alla pulizia dell&#8217;area del torrente Parma, raccogliendo 250 kg di rifiuti su un percorso di quasi 1km. Un&#8217;attività concreta che ha permesso di rimuovere 50 sacchi di rifiuti, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione di uno degli spazi verdi più significativi della città. Una giornata semplice, fatta di guanti, sacchi e raccolta dei rifiuti, ma anche di collaborazione, partecipazione e consapevolezza. L&#8217;attività si inserisce nel percorso di Be Kind To Nature, l&#8217;ERG Barilla dedicato alla sensibilizzazione sui temi della sostenibilità e alla promozione di iniziative capaci di generare un impatto positivo sul luogo di lavoro, sulla comunità e sul pianeta.  Gli ERG sono gruppi di volontari organizzati, guidati e formati da persone Barilla in tutto il mondo, con l&#8217;obiettivo di favorire una cultura aziendale ancora più inclusiva e di dare impulso al cambiamento all&#8217;interno dell&#8217;azienda </p>
<p>“La sostenibilità diventa concreta quando passa dalle parole alle azioni”, raccontano Sara Cocconi e Michela Moreschi che hanno organizzato questa attività di Be Kind To Nature. “Con questa iniziativa abbiamo voluto portare il nostro impegno fuori dagli spazi dell&#8217;azienda e dentro la comunità in cui viviamo. Prendersi cura del torrente e di uno spazio pubblico significa contribuire direttamente alla qualità del territorio e, allo stesso tempo, rafforzare il senso di responsabilità individuale e collettiva.” </p>
<p>La collaborazione con Legambiente rafforza un percorso già avviato da Barilla sul territorio di Parma, attraverso iniziative dedicate alla sensibilizzazione ambientale e al coinvolgimento diretto delle persone. La giornata rappresenta inoltre un esempio concreto del ruolo che gli Employee Resource Group possono avere nel trasformare la sensibilità delle persone in progetti e attività sul territorio.  </p>
<p>L&#8217;iniziativa si inserisce nel più ampio percorso “Good for the Community”, attraverso cui Barilla intende contribuire positivamente alle comunità in cui opera, anche attraverso il coinvolgimento diretto delle proprie persone. Un impegno che parte da un gesto concreto e da un&#8217;idea semplice: il territorio non è solo il luogo in cui viviamo. È qualcosa di cui tutti possiamo prenderci cura. </p>
<p>&#8212;</p>
<p>economia</p>
<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Sostenibilità, indagine: per 46% Under 30 digitale ha stesso impatto combustibili fossili</title>
		<link>https://www.egnews.it/sostenibilita-indagine-per-46-under-30-digitale-ha-stesso-impatto-combustibili-fossili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Anche il digitale lascia la sua impronta: per il 46% degli Under 30 italiani ha lo stesso impatto dei combustibili fossili. E&#8217; quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Giovani &#38; Sostenibilità promosso da Angelini Industries, gruppo multi-industriale attivo nei settori della salute, della tecnologia industriale e del largo consumo, in collaborazione con Quorum/YouTrend e Csa &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Anche il digitale lascia la sua impronta: per il 46% degli Under 30 italiani ha lo stesso impatto dei combustibili fossili. E&#8217; quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Giovani &amp; Sostenibilità promosso da Angelini Industries, gruppo multi-industriale attivo nei settori della salute, della tecnologia industriale e del largo consumo, in collaborazione con Quorum/YouTrend e Csa Research. Giunto quest’anno alla sua terza edizione, l’Osservatorio nasce dalla volontà di Angelini Industries di mettersi all’ascolto dei giovani, indagando e monitorando nel tempo l’evoluzione di aspettative, comportamenti e sensibilità degli Under 30 rispetto alle tematiche Esg. Nell’edizione di quest’anno viene esplorato anche il rapporto tra i giovani e il cosiddetto &#8216;bioma digitale&#8217;, inteso come l’ecosistema integrato e interconnesso in cui convivono ambiente naturale e dimensione tecnologica. </p>
<p>Secondo l’Osservatorio, in Italia quasi un Under 30 su due (il 46%), considera gli impatti ambientali della tecnologia tanto gravi, quanto quelli associati ai combustibili fossili o alla deforestazione; una quota che scende al 41% nel resto della popolazione. Per i giovani, la prima azione da intraprendere consiste nel ridurre i consumi energetici dei nuovi dispositivi (45%). Per farlo il 64% dei giovani intervistati utilizza i propri device in maniera efficiente, mentre è presente, seppur in misura minore, anche la propensione verso soluzioni sostenibili e circolari come l’acquisto di smartphone e computer usati o rigenerati (22%). </p>
<p>Ampliando lo sguardo al rapporto dei giovani con la sostenibilità, il 57% degli Under 30 la considera legata principalmente alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività umane (un dato in aumento di 6 punti percentuali rispetto al 2025) e oltre un giovane su tre (il 34%) ritiene che significhi agire per promuovere congiuntamente tutela ambientale e benessere sociale. Quest&#8217;ultima quota registra una crescita di 8 punti percentuali rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio, quando si attestava al 26%. Un approccio, quello dei giovani alla sostenibilità, che si riflette anche nelle scelte d’acquisto: la percentuale di giovani disposti a pagare un po’ di più, a parità di qualità, per un prodotto veramente sostenibile si attesta sul 60%, a fronte del 42% del resto della popolazione. Anche rispetto al boicottaggio verso i marchi ritenuti socialmente iniqui si registra un notevole scarto generazionale: il 47% degli Under 30 dichiara di averlo fatto, contro il 35% degli Over 30. Emerge però anche una componente scettica con un 56% degli intervistati convinto che gli obiettivi di sostenibilità siano destinati a non essere realizzati. </p>
<p>&#8220;I giovani ci stanno dicendo che la sostenibilità, per essere credibile, deve essere concreta &#8211; spiega Sergio Marullo di Condojanni, Ceo di Angelini Industries &#8211; Meno astratta, meno ideologica e più capace di incidere sulla vita reale delle persone. Per le imprese questo significa affrontare una sfida decisiva: trasformare sostenibilità, innovazione e competitività in dimensioni sempre più integrate di uno stesso percorso di crescita responsabile”. “I giovani Under 30 superano una visione esclusivamente ‘green’ della sostenibilità &#8211; commenta Isabella Falautano, Chief Sustainability &amp; Holding Communication Officer di Angelini Industries &#8211; Accanto alla tutela ambientale cresce, infatti, l’attenzione agli aspetti sociali, in un’ottica di responsabilità condivisa e sviluppo collettivo. Allo stesso tempo emerge una nuova consapevolezza: la responsabilità non è più delegabile ma condivisa e si esprime attraverso l’iniziativa individuale e forme diffuse di auto‑attivazione&#8221;. </p>
<p>Nonostante la diffusa disillusione, infatti, i giovani Under 30 non si tirano indietro: il 42% di loro è convinto che spetti proprio alle nuove generazioni dare l’impulso maggiore alla sostenibilità, mentre, rispetto alla rilevazione dello scorso anno, passa dal 37% al 34% la quota di chi affida questa responsabilità alla politica e alle grandi potenze globali. Allo stesso tempo, sempre più giovani ritengono che il motore del cambiamento debba essere l&#8217;azione dei singoli cittadini (dal 34% al 37%) mettendo in atto un sistema di &#8216;leadership diffusa&#8217; e &#8216;auto-attivismo&#8217;, accompagnata da un ruolo sempre più centrale attribuito all’innovazione tecnologica, che sale dal 17% al 20%. </p>
<p>La ricerca dedica, infine, un approfondimento specifico anche alla Generazione Alpha, ovvero i nati a partire dal 2010. Rispetto agli Under 30, i più giovani mostrano una minore conoscenza teorica sui temi della sostenibilità, privilegiando un approccio più pratico e concreto, basato sull’esperienza diretta e sull’osservazione della realtà circostante. Dall’analisi del rapporto con gli strumenti digitali emerge come la tecnologia sia ormai parte integrante della loro routine: il 94% possiede uno smartphone, mentre è meno diffuso il Pc (posseduto dal 73% del campione contro l’82% degli Under 30) e il 66% usa il tablet. Anche l’intelligenza artificiale risulta ampiamente diffusa: il 62% dichiara di averne fatto uso, una percentuale vicina a quella degli Under 30 (67%) e nettamente superiore alla media della popolazione italiana (56%). L’Ia viene impiegata soprattutto per motivi di studio, con un forte ricorso a strumenti grafici e generatori di immagini, a conferma di un approccio pragmatico e sempre più integrato dei dispositivi digitali nelle attività di ogni giorno.  </p>
<p>L’attenzione alla sostenibilità è uno dei driver fondamentali delle attività che Angelini Industries, attraverso le sue controllate, porta avanti, come rendicontato volontariamente nel bilancio di sostenibilità 2025, revisionato da società indipendente. Il documento racconta l’approccio alla sostenibilità del Gruppo, le performance Esg e, tra le altre cose, fa il punto sull’attuazione del piano Esg triennale avviato dal Gruppo nel 2024 articolato in 14 obiettivi concreti legati ad aspetti ambientali, sociali e di governance. </p>
<p>Nel 2025 il Gruppo ha già raggiunto importanti traguardi rispetto agli obiettivi fissati dal Piano Esg, ad esempio: ai manager responsabili di funzioni interessate da aspetti di sostenibilità sono stati assegnati obiettivi legati a indicatori Esg, mentre si conferma, anno dopo anno, l’obiettivo &#8216;zero infortuni gravi sul lavoro&#8217; e le ore di formazione erogate pro capite ai dipendenti del Gruppo sono in media 41,4 ore, un dato che supera di quasi il 90% la media europea, pari a 21,87 ore. In totale le ore di formazione ammontano ad oltre 155mila, il 6% delle quali erogate attraverso Angelini Academy, che nel 2026 è diventata una società autonoma di open education, ampliando il proprio impegno con borse di studio e iniziative dedicate a giovani talenti nelle scienze della vita e nella robotica industriale. Sono state, inoltre, avviate iniziative di sustainable procurement e al 31 dicembre 2025 il 66% dei fornitori è stato valutato secondo criteri Esg, con l’obiettivo di arrivare ad oltre il 90% entro il 2027. Inoltre, il Gruppo ha raggiunto il 100% di approvvigionamento di energia elettrica rinnovabile certificata per le sedi italiane, ridotto del 25% le emissioni di CO2 rispetto al 2024 e aumentato del 28% l&#8217;energia rinnovabile autoprodotta, pari a 9.292 Gj. </p>
<p>Il progetto grafico dell’edizione 2025 del Bilancio di sostenibilità di Angelini Industries è accompagnato dalle immagini realizzate dalla Scuola di fotografia Bauer di Milano. Gli scatti raccontano le sedi e gli spazi delle aziende di Angelini Industries come &#8216;luoghi dell’anima&#8217;, ovvero come luoghi portatori di significato, identità e connessione con l’ecosistema che li circonda, un riflesso dell’identità e dei valori del Gruppo, al suo interno e nelle relazioni con il territorio.  </p>
<p>&#8212;</p>
<p>economia</p>
<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>&#8216;A Scuola di Acqua-Sete di Futuro&#8217;, progetto per aiutare ragazzi e docenti ad affrontare la sfida clima</title>
		<link>https://www.egnews.it/a-scuola-di-acqua-sete-di-futuro-progetto-per-aiutare-ragazzi-e-docenti-ad-affrontare-la-sfida-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Come aiutare i bambini a comprendere il cambiamento climatico senza alimentare paura o senso di impotenza? E quale ruolo può avere la scuola nel trasformare la preoccupazione per il futuro del Pianeta in consapevolezza, fiducia e capacità di azione? Sono queste le domande al centro dell’evento &#8216;Educare alla sostenibilità: il ruolo della scuola &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Come aiutare i bambini a comprendere il cambiamento climatico senza alimentare paura o senso di impotenza? E quale ruolo può avere la scuola nel trasformare la preoccupazione per il futuro del Pianeta in consapevolezza, fiducia e capacità di azione? Sono queste le domande al centro dell’evento &#8216;Educare alla sostenibilità: il ruolo della scuola nella risposta alla sfida climatica&#8217;, organizzato presso la Sala &#8216;Caduti di Nassiriya&#8217; di Palazzo Madama, su iniziativa di Simona Malpezzi, vicepresidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, con la partecipazione di Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione e al  Merito. L’evento ha visto anche la partecipazione della senatrice Cecilia d’Elia e dei senatori Luca Pirondini e Mario Occhiuto. Nel corso dell’incontro è stata presentata la nuova fase di &#8216;A Scuola di Acqua – Sete di Futuro&#8217;, il progetto promosso da Sanpellegrino e ScuolAttiva Ets con il contributo scientifico dell’Università di Pavia. Dopo aver studiato l’ecoansia e ascoltato il punto di vista della scuola, il progetto compie oggi un passaggio ulteriore: offrire agli insegnanti strumenti concreti per affrontare in classe i temi della sostenibilità, della natura, del benessere e della cura dell’ambiente, aiutando le bambine e i bambini a riconoscere le proprie emozioni di fronte alla crisi climatica e a trasformarle in partecipazione e comportamenti positivi. </p>
<p>Il lavoro ha preso il via nel 2024 con il primo studio italiano sull’ecoansia in età pediatrica, condotto dall’Università di Pavia e all’epoca unico nel panorama scientifico internazionale. I risultati della ricerca, presentati al Senato nel marzo 2025, avevano evidenziato una preoccupazione molto diffusa per il futuro dell’ambiente da parte del 95% delle alunne e degli alunni, accompagnata da segnali di impatto emotivo per il 40% di loro, ma anche da un forte senso di responsabilità (95,6% del campione) e dalla fiducia di poter contribuire al cambiamento (97,2% degli alunni). Da lì è partita una sperimentazione con strumenti rivolti a docenti e classi: il corso di formazione accreditato sulla piattaforma S.O.F.I.A., il &#8216;Kit Educativo dall’ecoansia alla consapevolezza&#8217;, attività pratiche e schede didattiche differenziate per età, insieme a laboratori per le classi in presenza e online. Il tutto è stato affiancato da una nuova ricerca dedicata al punto di vista degli insegnanti che ha indicato una direzione precisa. L’81% dei docenti considera fondamentale trasformare le preoccupazioni della classe in azioni positive. Il 75% ritiene di aver acquisito strumenti utili per superare il rischio di un racconto catastrofico della crisi climatica. E nelle classi gli insegnanti hanno osservato un’attenta partecipazione ai temi proposti, tanto che il 78,8% ha mostrato una maggiore empatia verso animali, piante e paesaggi e il 75,8% una maggiore collaborazione nei lavori di gruppo. </p>
<p>Dati che mostrano come formare chi educa possa incidere sul modo in cui bambine e bambini vivono una questione complessa e spesso percepita come più grande di loro. La sfida, adesso, è fare in modo che ciò che è stato sperimentato possa essere progressivamente reso scalabile dalle scuole. Il 97% degli insegnanti consiglierebbe il progetto e l’utilizzo del kit ad altri docenti: un’indicazione che rafforza la necessità di continuare a costruire strumenti accessibili, replicabili e capaci di raggiungere contesti scolastici diversi. Il progetto è stato presentato dal professor Livio Provenzi, Direttore del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e IRCCS Fondazione Mondino Pavia e commentato da Fabiana Marchini, Head of Corporate Affairs &amp; Sustainability del Gruppo Sanpellegrino, Simona Frassone, Direttrice Generale e Co-fondatrice di ScuolAttiva Ets e Sonia Brescianini, del Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale dell’Istituto Superiore di Sanità. </p>
<p>“Sono molto contenta di ospitare anche quest’anno questo progetto, che considero particolarmente innovativo perché mette insieme ricerca, sperimentazione e innovazione didattica &#8211; dichiara Malpezzi &#8211; Parliamo di cambiamento climatico, un tema che riguarda direttamente il futuro delle nuove generazioni e che, proprio per questo, deve trovare sempre più spazio nella scuola. Formare gli insegnanti e dare loro strumenti adeguati significa aiutare bambini e ragazzi non solo a comprendere ciò che sta accadendo, ma anche a sentirsi parte del cambiamento”. “Con ‘A Scuola di Acqua – Sete di Futuro’ Sanpellegrino porta avanti da anni un progetto educativo che ha accompagnato migliaia di scolari e insegnanti nella scoperta del valore dell’acqua, dell’ambiente e delle risorse naturali. &#8211; commenta Fabiana Marchini, Head of Corporate Affairs &amp; Sustainability del Gruppo Sanpellegrino &#8211; Siamo lieti di tornare oggi al Senato per condividere una nuova tappa di questo impegno, che nasce dalla collaborazione tra scuola, ricerca scientifica e impresa e punta a offrire strumenti concreti a chi ogni giorno accompagna le nuove generazioni nel loro percorso di crescita. I nuovi strumenti educativi presentati oggi rappresentano infatti un ulteriore passo avanti, che consente di costruire proposte educative capaci di trasformare le preoccupazioni dei bambini in consapevolezza, fiducia e partecipazione. Crediamo che la scuola abbia un ruolo fondamentale nel preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide ambientali, offrendo conoscenze scientifiche solide e aiutando i più giovani a maturare la consapevolezza di poter contribuire al cambiamento”. </p>
<p>“Siamo partiti ascoltando i bambini e le bambine. Dopo un anno di lavoro, dedicato anche alla formazione dei docenti, siamo tornati ad ascoltarli per capire se fossimo riusciti a cambiare il modo di raccontare il cambiamento climatico e, soprattutto, il modo in cui viene vissuto dai più piccoli”. &#8211; dichiara Simona Frassone, direttrice generale di ScuolAttiva ETS. &#8211; E quando il 79% dei bambini ci dice che ‘possiamo migliorare insieme’ il futuro della Terra, è forse il risultato più importante: la scuola può trasformare la preoccupazione in consapevolezza e la consapevolezza in azione. Ora la sfida è portare gli strumenti sperimentati a sempre più insegnanti e classi, perché il futuro non faccia paura, ma diventi qualcosa che possiamo costruire insieme”.  </p>
<p>“I dati ci dicono che la scuola è già un interlocutore centrale quando si parla di ambiente, salute e benessere dei bambini. &#8211; spiega Livio Provenzi, Direttore del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e Irccs Fondazione Mondino Pavia &#8211; Per questo è importante coinvolgere non solo i singoli insegnanti, ma il tessuto scolastico e quello istituzionale. La sostenibilità richiede continuità, alleanze e strumenti condivisi. Se vogliamo che questi temi entrino davvero nella vita educativa dei bambini, dobbiamo creare condizioni che sostengano la scuola, invece di affidare tutto alla buona volontà dei docenti”. </p>
<p>&#8212;</p>
<p>cronaca</p>
<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Caffé, Cial: anche le capsule in alluminio possono tornare a nuova vita</title>
		<link>https://www.egnews.it/caffe-cial-anche-le-capsule-in-alluminio-possono-tornare-a-nuova-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 08:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Nella Giornata Internazionale del Caffè che si celebra oggi Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio (Cial) ricorda come conferire correttamente le capsule nella raccolta differenziata, seguendo le indicazioni del proprio Comune. Dal 12 agosto scorso, si sottolinea, è applicabile il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che ha introdotto una classificazione &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211;  Nella Giornata Internazionale del Caffè che si celebra oggi Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio (Cial) ricorda come conferire correttamente le capsule nella raccolta differenziata, seguendo le indicazioni del proprio Comune. Dal 12 agosto scorso, si sottolinea, è applicabile il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che ha introdotto una classificazione più chiara per capsule e cialde, riconoscendole come imballaggi. Fino ad allora, a causa della loro struttura composta da alluminio e caffè esausto, le capsule non rientravano in questa categoria ed erano destinate alla raccolta indifferenziata, con un recupero dell’alluminio piccolo e leggero ancora molto limitato. </p>
<p>Il riconoscimento normativo &#8211; evidenzia il Cial &#8211; è un passo decisivo, ma perché il riciclo sia davvero effettivo servono impianti e processi in grado di intercettare questo materiale e separarlo dal resto dei rifiuti. Il nuovo quadro europeo prevede inoltre, entro il 12 agosto 2028, un’etichettatura ambientale armonizzata su tutti gli imballaggi, per indicare ai consumatori la corretta destinazione di conferimento.  </p>
<p>Secondo i dati YouGov1, il caffè è presente nell’86% delle famiglie italiane e oltre la metà possiede una macchina a capsule, quota cresciuta di quasi tre punti percentuali in un anno, mentre il macinato tradizionale perde progressivamente terreno. Un’evoluzione in cui l’alluminio ha un ruolo da protagonista: protegge il caffè da aria, luce e umidità preservandone freschezza e aroma, resiste durante l’estrazione ed è riciclabile al 100% e all’infinito. </p>
<p>Un esempio concreto arriva da Milano, dove da marzo 2026 le capsule di caffè in alluminio si possono conferire nel sacco giallo di plastica e metalli, anche con i residui di caffè. Un sistema nato dalla collaborazione tra Comune di Milano, Amsa, A2A Ambiente e CIAL e reso possibile dall’impianto di selezione A2A Ambiente di Muggiano, dove un separatore a correnti parassite (ECS – Eddy Current Separator) intercetta l’alluminio di piccole dimensioni e lo avvia alla fusione e alla trasformazione in nuovi prodotti, anziché scartarlo. Il modello sarà progressivamente esteso ai comuni dell’hinterland serviti da Amsa. </p>
<p> </p>
<p>La nuova disciplina europea non introduce una modalità unica per tutta Italia: le capsule in alluminio vanno conferite seguendo le indicazioni del proprio Comune, generalmente nella raccolta dei metalli o del multimateriale, e anche per il contenuto residuo è fondamentale attenersi alle istruzioni del gestore locale.  </p>
<p>Per aiutare i cittadini in questo gesto quotidiano, CIAL ricorda le 5 regole del riciclo, valide per capsule, lattine e foglietti di alluminio. </p>
<p>1. Segui le regole del tuo Comune: l’alluminio si conferisce spesso insieme alla plastica o al vetro, a seconda delle indicazioni locali. </p>
<p>2. Non solo lattine: nella raccolta vanno anche capsule, tappi, fogli sottili, scatolette e vaschette di alluminio. </p>
<p>3. Piccoli ma preziosi: capsule, tappi, chiusure e parti minute hanno un grande valore nella filiera del riciclo. </p>
<p>4. Attenzione ai residui: per le capsule segui le indicazioni del gestore sullo svuotamento; per gli altri imballaggi basta eliminare i residui di caffè, senza lavarli a fondo. </p>
<p>5. Separa e compatta: stacca i tappi, separa l’alluminio dagli altri materiali e schiaccia gli imballaggi per favorire la selezione. </p>
<p>&#8220;Sono piccoli gesti, ma fanno la differenza: la Giornata Internazionale del Caffè è l’occasione per ricordare che anche una capsula, se conferita correttamente, può contribuire all’economia circolare. Le nuove regole europee aiutano a fare chiarezza e l’esperienza di Milano dimostra che, con impianti adeguati, anche l’alluminio più piccolo e leggero può essere recuperato. Riciclabile al 100% e all’infinito, l’alluminio delle capsule può così trasformarsi da rifiuto a risorsa&#8221; dichiara Stefano Stellini, Direttore Generale di Cial. </p>
<p>&#8212;</p>
<p>economia</p>
<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Roma festeggiati i 10 anni di Cisambiente</title>
		<link>https://www.egnews.it/a-roma-festeggiati-i-10-anni-di-cisambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 15:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità Fatti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Cisambiente Confindustria festeggia i suoi primi dieci anni. L&#8217;evento, condotto da Nicola Porro al Salone delle Fontane di Roma Eur, ha riunito le aziende associate, autorità e rappresentanti delle istituzioni, celebrando un anniversario ma anche raccontando l&#8217;evoluzione di un comparto che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale nella transizione &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> (Adnkronos) &#8211; Cisambiente Confindustria festeggia i suoi primi dieci anni. L&#8217;evento, condotto da Nicola Porro al Salone delle Fontane di Roma Eur, ha riunito le aziende associate, autorità e rappresentanti delle istituzioni, celebrando un anniversario ma anche raccontando l&#8217;evoluzione di un comparto che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale nella transizione verso modelli produttivi circolari, nella gestione sostenibile delle risorse, nel recupero di materia e nella produzione di energia. Tra gli ospiti d&#8217;onore, il ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. Al centro della serata, l&#8217;esperienza dell&#8217;industria dell&#8217;ambiente e il contributo delle imprese nello sviluppo di tecnologie e processi innovativi, nella valorizzazione delle materie recuperate e nella gestione sempre più efficiente e sostenibile delle risorse. </p>
<p>Nata nel 2016 da un progetto del direttore generale Lucia Leonessi e di 11 coraggiosi industriali, Cisambiente Confindustria rappresenta oggi oltre 1.500 aziende distribuite sull&#8217;intero territorio nazionale. &#8220;Dieci anni rappresentano un traguardo importante, ma soprattutto un punto da cui guardare alle sfide che ci attendono &#8211; ha dichiarato Donato Notarangelo, presidente di Cisambiente Confindustria &#8211; In questi anni Cisambiente è cresciuta insieme alle sue imprese, diventando un luogo di confronto e rappresentanza per un settore strategico per il Paese. L&#8217;industria ambientale è oggi chiamata a svolgere un ruolo decisivo nella transizione verso un&#8217;economia sempre più circolare e competitiva. Il nostro impegno sarà continuare a rappresentare le esigenze delle aziende, favorendo innovazione, investimenti e sviluppo e contribuendo a costruire condizioni che consentano alle imprese italiane di affrontare con efficacia le grandi trasformazioni dei prossimi anni&#8221;. </p>
<p>&#8220;La nostra è la storia di un percorso costruito negli anni al fianco delle aziende &#8211; ha dichiarato Lucia Leonessi, direttore generale di Cisambiente Confindustria &#8211; per la crescita di un settore che oggi non solo gestisce efficientemente i servizi di raccolta, ma trasforma il rifiuto in risorsa: recupera materia, produce energia, crea occupazione e genera valore. Il significato di questo appuntamento è andato oltre la semplice celebrazione: è stata la sintesi di un lavoro che ha accompagnato il passaggio dalla fornitura di servizi a un sistema industriale capace di essere protagonista dell&#8217;economia circolare. In dieci anni abbiamo costruito una rappresentanza sempre più ampia, mantenendo un dialogo costante con imprese e istituzioni e portando al centro del confronto le esigenze concrete del settore&#8221;.  </p>
<p>Ad aprire la serata, la mostra &#8220;10 Anni di Ambiente&#8221;, percorso espositivo composto da immagini fotografiche di grandi dimensioni dedicate ai moderni impianti e ai materiali protagonisti della gestione e del recupero dei rifiuti, valorizzate da giochi di luce e installazioni pensate per accompagnare gli ospiti nel racconto dell&#8217;evoluzione del settore. La mostra ha presentato due opere, uniche ed inedite, di Maurizio Galimberti, noto a livello internazionale e celebre per la tecnica del mosaico fotografico, realizzato attraverso sequenze di fotografie istantanee.  </p>
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<p>economia</p>
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