
Alla fine l’annuncio a sorpresa del presidente Zelensky su un rimpasto di governo si è concretizzato, ma non senza polemiche e proteste. In particolare, nel centro di Kiev e di altre città dell’Ucraina, sono scese in piazza centinaia di persone per protestare contro il licenziamento del ministro della Difesa Mikhailo Fedorov, ma anche contro la rivoluzione voluta dal presidente nella compagine governativa che, vedono come nuovo premier – al posto di Yulia Svyrydenko – il ceo di Naftogaz, Sergiy Koretsky, la cui nomina è stata appena approvata dal Parlamento. E una lunga serie di dimissioni, licenziamenti e nuovi volti, mosse mal digerite da molti ucraini.
Sullo sfondo nuovi attacchi notturni da entrambe le parti con droni ucraini che hanno colpito distributori di benzina in Crimea, un attacco russo nella Regione di Kharkiv che ha ucciso tre donne anziane, e un nuovo scambio di salme tra Mosca e Kiev: la Russia ha consegnato all’Ucraina i corpi di 501 militari delle Forze armate ucraine caduti e ha ricevuto in cambio 31 salme di militari russi.
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