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	<title>Sonia Biasin &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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	<description>Giornale eno-gastonomico e turismo, viaggi, fiere Turismo, vino</description>
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	<title>Sonia Biasin &#8211; EgNews OlioVinoPeperoncino &#8211; gastronomia, vino, cucina, champagne, viaggi e turismo produttori agricoli</title>
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		<title>Villa Necchi Campiglio &#038; Tablì insieme alle giornate del FAI</title>
		<link>https://www.egnews.it/villa-necchi-campiglio-tabli-insieme-alle-giornate-del-fai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:04:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una delle numerose proposte milanesi delle giornate del FAI di Primavera, è stata la visita alla storica dimora delle sorelle Necchi, in centro a Milano, insieme ad una buona tazzina di caffè fatta con il sistema Tablì offerta dalla Nims, l’azienda padovana del Gruppo Lavazza. Il Salotto Segreto di Milano Così viene chiamata Villa Necchi &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Una delle numerose proposte milanesi delle <strong>giornate del FAI di Primavera</strong>, è stata la visita alla storica dimora delle sorelle Necchi, in centro a Milano, insieme ad una buona tazzina di caffè fatta con il sistema Tablì offerta dalla Nims, l’azienda padovana del Gruppo Lavazza.</div>
<div>
<div></div>
<h4>Il Salotto Segreto di Milano</h4>
<div>Così viene chiamata <strong>Villa Necchi Campiglio</strong>, questa magnifica dimora degli anni ‘30, una delle <em>Case Museo </em>del circuito milanese.</div>
<div>Dietro al cancello di via Mozart 14, immersa in un magnifico giardino si nasconde una delle ville più moderne degli anni trenta: un capolavoro di eleganza borghese che ha visto sfilare nel tempo artisti, principesse e reali, testimone muta di una Milano che ormai non esiste più.</div>
</div>
<div></div>
<h4>La storia</h4>
<div>Si narra che nei primi anni del ‘900 <strong>Angelo Campiglio</strong> e la moglie <strong>Gigina Necchi,</strong> industriali di Pavia, all’uscita di uno spettacolo alla Scala, in una notte di nebbia, si imbatterono in un terreno proprio lì, in centro a Milano. Se ne innamorarono e dopo averlo comprato dettero il via ai lavori di costruzione di quella che sarebbe divenuta una delle case simbolo della borghesia milanese. Il progetto, senza vincoli di budget, venne affidato all’architetto <strong>Piero Portaluppi</strong> che ne curò anche gli interni, e ristrutturata in seguito dall’architetto <strong>Tommaso Buzzi</strong>. Nacque così la residenza milanese delle sorelle Nedda e Gigina Necchi, grandi viaggiatrici e proprietarie insieme al marito di quest’ultima Angelo e al fratello Vittorio di una fonderia di ghisa e della omonima azienda produttrice di macchine da cucire a Pavia.</div>
<div></div>
<h4><span style="color: #202122; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, Segoe UI, Roboto, Inter, Helvetica, Arial, sans-serif;">La seconda guerra mondiale </span></h4>
<div><span style="color: #202122; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, Segoe UI, Roboto, Inter, Helvetica, Arial, sans-serif;">Durante la seconda guerra mondiale la casa venne requisita dai tedeschi e la famiglia fu costretta a sfollare. La villa divenne sede di varie delegazioni e la famiglia poté tornarne in possesso solo anni dopo. </span></div>
<div><span style="color: #202122; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, Segoe UI, Roboto, Inter, Helvetica, Arial, sans-serif;"> </span></div>
<h4><span style="color: #202122; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, Segoe UI, Roboto, Inter, Helvetica, Arial, sans-serif;">Una importante eredità </span></h4>
<div>Si racconta fosse desiderio di <strong>Giorgio Armani</strong> acquisire la villa ma, alla morte dell’ultima sorella, Gigina, nel 2001, mancando gli eredi, venne lasciata in eredità al FAI che dopo il restauro, la incluse nel circuito delle <strong>Case Museo di Milano.</strong></div>
<div></div>
<h4>La visita</h4>
<div>Oltre al magnifico giardino e al campo da tennis la villa aveva anche una piscina privata riscaldata ancora oggi presente ma non più balneabile. All’interno, tra i maestosi bagni in marmo e i preziosi arredi, si possono ancora ammirare  i vestiti, le borse e i cappelli che le sorelle acquistavano a Parigi,  insieme a quadri di artisti dell’epoca. Un tuffo nel passato, in una dimora rimasta ferma nel tempo e per questo motivo, sede di numerosi set cinematografici tra cui <em>House of Gucci </em>di Ridley Scott e <em>Io</em> <em>sono l’amore</em> di Guadagnino.</div>
<div>
<figure id="attachment_88447" aria-describedby="caption-attachment-88447" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-88447 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939-300x284.jpeg" alt="Interno Villa Necchi Campiglio " width="300" height="284" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939-300x284.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939-1024x968.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939-768x726.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3939.jpeg 1087w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-88447" class="wp-caption-text">Camera da letto di Villa Necchi Campiglio</figcaption></figure>
</div>
<figure id="attachment_88448" aria-describedby="caption-attachment-88448" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-88448" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938-300x226.jpeg" alt="Interno Villa Necchi Campiglio " width="300" height="226" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938-300x226.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938-1024x770.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938-768x577.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3938.jpeg 1060w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-88448" class="wp-caption-text">Interno Villa Necchi Campiglio</figcaption></figure>
<h4>Nimes e il caffè Tablì</h4>
<div>In un periodo dalla grande coscienza ambientalista è etico trovare soluzioni poco impattanti per l’ambiente. Una di queste è <strong>Tablì,</strong> la nuovissima cialda per caffè espresso, fatta solo di caffè compresso e senza nessun altro additivo, prodotta da <strong>Nims,</strong> azienda padovana del gruppo Lavazza,  Niente alluminio o carta; un prodotto così innovativo da essere proposto con una altrettanto formula innovativa: un personal shopper in grado di valutare le esigenze di ognuno, siano esse famiglie o piccole aziende, e di proporre l’abbonamento con la formula più adatta ad ogni situazione insieme alla macchinetta in comodato. Basta prenotare sul sito una appuntamento ed il gioco è fatto.</div>
<div>
<figure id="attachment_88451" aria-describedby="caption-attachment-88451" style="width: 155px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-scaled.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-88451" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-155x300.jpeg" alt="" width="155" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-155x300.jpeg 155w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-527x1024.jpeg 527w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-768x1491.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-791x1536.jpeg 791w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-1055x2048.jpeg 1055w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3914-scaled.jpeg 1318w" sizes="(max-width: 155px) 100vw, 155px" /></a><figcaption id="caption-attachment-88451" class="wp-caption-text">Le cialde Tablì</figcaption></figure>
</div>
<h4>Il FAI e Nims</h4>
<div>
<div>Il<em> FAI custodisce i luoghi della nostra storia, noi ci prendiamo cura dei momenti che le persone vivono ogni</em></div>
<div><em>giorno. È nella valorizzazione del tempo, delle relazioni e del bello che troviamo il nostro punto di incontro</em> – afferma l’Amministratore Delegato di Nims <strong>Davide Celin</strong> – <em>Sostenere le Giornate FAI di Primavera significa condividere un’idea di quotidianità fatta di gesti</em></div>
</div>
<div>
<div><em>consapevoli e di attenzione</em>.</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Cibo, vino e futuro: le nuove rotte dell’enogastronomia</title>
		<link>https://www.egnews.it/cibo-vino-e-futuro-le-nuove-rotte-dellenogastronomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 16:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[Stile e Società]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Parlare di enogastronomia oggi non è solo raccontare ciò che arriva in tavola, ma interpretare un sistema complesso fatto di cultura, territorio, sostenibilità e innovazione. Cibo e vino non sono più soltanto piacere o tradizione, ma strumenti per leggere il presente e immaginare il futuro. Le nuove rotte dell’enogastronomia si muovono infatti tra rispetto per &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Parlare di enogastronomia oggi non è solo raccontare ciò che arriva in tavola, ma interpretare un sistema complesso fatto di cultura, territorio, sostenibilità e innovazione. Cibo e vino non sono più soltanto piacere o tradizione, ma strumenti per leggere il presente e immaginare il futuro. Le nuove rotte dell’enogastronomia si muovono infatti tra <strong>rispetto per le radici e sperimentazione</strong>, tra memoria e visione.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Ritorno alla terra e nuove consapevolezze</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni si è fatto sempre più impellente il desiderio di <strong>autenticità.</strong> Consumatori sempre più informati cercano prodotti che abbiano una storia, un volto, un luogo preciso di origine. Cosa si mangia non basta più. Serve sapere anche da dove viene e come è stato prodotto.</p>
<p style="font-weight: 400;">La filiera corta, l’agricoltura sostenibile, il rispetto della stagionalità non sono più nicchie, ma scelte sempre più diffuse. Il cibo torna a essere un gesto culturale, capace di raccontare il legame tra uomo e territorio. In questo scenario, piccoli produttori, artigiani del gusto e realtà locali assumono un ruolo centrale, diventando veri custodi di biodiversità e tradizione.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Il vino come linguaggio del cambiamento</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Anche il mondo del vino sta vivendo una fase di <strong>profonda evoluzione.</strong> Accanto alle grandi denominazioni, acquistano sempre più valore le esperienze legate ai vini naturali, biologici e biodinamici, capaci di intercettare un pubblico esigente e sensibile ai temi ambientali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il vino non è più la mera degustazione, ma racconto: del suolo, del clima, delle tradizioni e delle persone che lo producono. Le cantine diventano luoghi di incontro, cultura e turismo esperienziale, in cui il visitatore cerca autenticità e relazione, non solo etichette prestigiose. Al tempo stesso, si fa strada un nuovo modo di comunicare il vino, più accessibile, meno elitario, capace di parlare anche alle nuove generazioni senza perdere profondità.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Tecnologia e innovazione: alleate del gusto</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Se tradizione e territorio sono i pilastri, l’innovazione gioca un ruolo sempre più strategico. Sono infatti le <strong>nuove tecnologie</strong> a supportare una filiera sempre più efficiente e sostenibile attraverso l’agricoltura di precisione e la riduzione degli sprechi alimentari.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un forte impulso nella rivoluzione del settore lo ha dato anche la comunicazione digitale: social network, storytelling visivo e contenuti multimediali permettono di raccontare il cibo e il vino in modo immediato e coinvolgente, creando comunità e dialogo diretto tra produttori e consumatori.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’enogastronomia diventa così un linguaggio condiviso, capace di unire tradizione e futuro,</p>
<h4 style="font-weight: 400;">L<b>a cucina italiana Patrimonio UNESCO</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">A dicembre 2025 la cucina italiana ha segnato una tappa storica: per la prima volta un’intera cucina nazionale è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità <a href="https://www.oliovinopeperoncino.it/cucina-italiana-patrimonio-unesco-un-riconoscimento-storico-per-litalia/" target="_blank" rel="noopener">dell’UNESCO</a>. Riconoscendo la cucina italiana non come un semplice insieme di piatti, ma come un patrimonio vivente di pratiche, rituali, saperi e relazioni sociali che si trasmettono di generazione in generazione. Un riconoscimento che celebra aspetti fondamentali della cultura gastronomica italiana: il rispetto per le materie prime e la stagionalità, la convivialità attorno alla tavola, le tecniche tradizionali e la sostenibilità, così come il ruolo centrale delle famiglie, delle comunità locali e delle scuole nel mantenere vive tradizioni e saperi. Tavola, non significa quindi solo cibo ma molto di più</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Guardare avanti, senza dimenticare le radici</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Le nuove rotte dell’enogastronomia tracciano un percorso fatto di equilibrio tra innovazione e memoria, tra etica ed estetica, tra gusto e responsabilità. Un viaggio che parla di futuro, ma che parte sempre dalla terra e dalle persone che la abitano.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo nuovo anno, cibo e vino continuano a essere molto più di ciò che consumiamo: diventano chiavi di lettura del nostro tempo, strumenti per immaginare un domani più consapevole, sostenibile e umano.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Natale in Tavola: un viaggio gastronomico attraverso l’Italia</title>
		<link>https://www.egnews.it/natale-in-tavola-un-viaggio-gastronomico-attraverso-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 21:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino e Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[#BuonNatale]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo delle festività, le tavole italiane di trasformano in arcobaleni di sapori, raccontando storie di tradizioni, di luoghi, di famiglie e culture secolari. Non un semplice pranzo di Natale ma un vero e proprio rito, un momento di condivisione in famiglia irrinunciabile che riflette l’incredibile varietà delle regioni italiane. Il Natale al nord: piatti &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Con l’arrivo delle festività, le tavole italiane di trasformano in arcobaleni di sapori, raccontando storie di tradizioni, di luoghi, di famiglie e culture secolari. Non un semplice pranzo di Natale ma un vero e proprio rito, un momento di condivisione in famiglia irrinunciabile che riflette l’incredibile varietà delle regioni italiane.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Il Natale al nord: piatti ricchi, sapori intensi e influenze alpine</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Nel nord Italia la tradizione natalizia è spesso all’insegna di piatti corposi e saporiti, perfetti per contrastare il freddo invernale. In regioni come Piemonte e Lombardia, accanto al celebre panettone, a fare da padrone è la carne, come gli agnolotti ripieni con salsa di arrosto, bollito misto servito con varie salse e capon ripieno accompagnato da mostarda.</p>
<p style="font-weight: 400;">In Trentino-Alto Adige i richiami alla tradizione mitteleuropea sono evidenti: i</p>
<figure id="attachment_81298" aria-describedby="caption-attachment-81298" style="width: 292px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3652.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-81298" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3652-292x300.jpeg" alt="Un piatto di canederli" width="292" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3652-292x300.jpeg 292w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3652-996x1024.jpeg 996w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3652-768x789.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3652.jpeg 1179w" sizes="auto, (max-width: 292px) 100vw, 292px" /></a><figcaption id="caption-attachment-81298" class="wp-caption-text">Un piatto di canederli</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400;">canederli (gnocchi di pane con speck o formaggio) e lo strudel speziato sono protagonisti del pranzo, spesso seguiti da carni stufate o selvaggina con polenta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche in Friuli Venezia Giulia emergono influenze mitteleuropee; qui piatti come cotechino con lenticchie – simbolo di fortuna per l’anno nuovo – e arrosti con polenta affiancano dolci tradizionali come la gubana.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Il Natale al centro: equilibrio tra tradizione pastorale e cucina di casa</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Nel cuore della penisola, il pranzo di Natale riflette un equilibrio tra ingredienti di terra e piatti che celebrano la convivialità familiare. In Toscana, l’abbacchio al forno (agnello) è spesso il protagonista, accompagnato da erbe aromatiche e contorni rustici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel Lazio, soprattutto nella tradizione romana, piatti come abbacchio alla romana e paste semplici ma gustose accompagnano il secondo, mentre in Marche e Umbria dominano lasagne al forno e piatti di carne arrosto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le regioni centrali, connubio di storia e semplicità, vedono spesso la tavola animarsi con crostini toscani, ribollita in alcune varianti locali e paste fatte in casa che riscaldano lo spirito oltre al corpo.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Il Natale al sud e isole: vivacità, mare e dolcezza</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Proseguendo il nostro percorso verso il Sud Italia, il Natale si tinge di sapori mediterranei e tradizioni che abbracciano sia mare sia montagna. Come in Campania, dove il Capitone è l’immancabile piatto della vigilia mentre la giornata natalizia può iniziare con insalata di rinforzo e piatti di pesce ma culmina con lasagna napoletana e i famosi struffoli, palline di pasta fritte e ricoperte di miele.</p>
<figure id="attachment_81301" aria-describedby="caption-attachment-81301" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3649.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-81301 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3649-300x185.jpeg" alt="Un piatto di deliziosi struffoli" width="300" height="185" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3649-300x185.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3649-1024x631.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3649-768x474.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3649.jpeg 1179w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-81301" class="wp-caption-text">Un piatto di deliziosi struffoli</figcaption></figure>
<p style="font-weight: 400;">In Puglia, oltre alla pasta con ragù casalingo o alle orecchiette con le cime di rapa, il pranzo spesso include agnello arrosto e dolci come le cartellate, frittelle a forma di rosa, glassate con miele o vincotto.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Sicilia offre un ventaglio straordinario di piatti: dalla pasta al forno alle arancine, fino ai ricchissimi dessert come cannoli, buccellato, dolce tipico di pasta frolla ripieno di fichi, uva passa, cioccolato e spezie e altre dolcezze sempre a base di frutta secca e spezie, testimoni di secoli di contaminazioni culinarie.</p>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Dolci e simboli: oltre il panettone e il pandoro</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">In tutta Italia il pranzo di Natale si chiude immancabilmente con i dolci che sono diventati simboli nazionali: panettone e pandoro, ma anche specialità locali meno conosciute fuori dai confini regionali — come il panone dell’Emilia-Romagna, una sorta di torta al cioccolato molto ricca di confettura, frutta secca e uvetta o i pabassinas sardi, dei pasticcini speziati con uvetta e alla frutta secca.</p>
<figure id="attachment_81300" aria-describedby="caption-attachment-81300" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3650.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-81300" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3650-300x296.jpeg" alt="Il Pandoro di Natale " width="300" height="296" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3650-300x296.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3650-1024x1011.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3650-768x758.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_3650.jpeg 1179w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-81300" class="wp-caption-text">Il Pandoro di Natale</figcaption></figure>
<h4 style="font-weight: 400;"><b>Una tavola, mille storie</b></h4>
<p style="font-weight: 400;">Ad accomunare ogni regione d’Italia è l’importanza del pranzo di Natale, come momento di unione familiare e culturale: tra aneddoti, ricette tramandate e piatti che raccontano il territorio, ogni famiglia italiana porta in tavola non solo cibo, ma memoria e significato.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Centesimino, il gioiello riscoperto della Romagna</title>
		<link>https://www.egnews.it/centesimino-il-gioiello-riscoperto-della-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 14:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cantina del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[centesimino]]></category>
		<category><![CDATA[romagna]]></category>
		<category><![CDATA[vino rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[La riscoperta del Centesimino narra di un un’uva rara, quasi scomparsa nel Novecento, sopravvissuta grazie all’ostinazione di pochi appassionati e oggi al centro di una rinascita che racconta identità, territorio e caparbietà romagnola. Un vitigno salvato per miracolo La storia del Centesimino affonda le radici a Faenza, sulle colline che uniscono il borgo alla valle &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La riscoperta del <strong>Centesimino</strong> narra di un un’uva rara, quasi scomparsa nel Novecento, sopravvissuta grazie all’ostinazione di pochi appassionati e oggi al centro di una rinascita che racconta identità, territorio e caparbietà romagnola.</p>
<h4>Un vitigno salvato per miracolo</h4>
<p>La storia del Centesimino affonda le radici a Faenza, sulle colline che uniscono il borgo alla valle del Lamone. Un <em>vitigno semi-aromatico a bacca rossa</em>, noto in zona come <strong>Savignôn Rosso</strong>, nome che non ha alcun legame con il Sauvignon francese, ma che testimonia l’antica inclinazione romagnola a ribattezzare ciò che ama.</p>
<p>La <strong>fillossera</strong> e la ricostruzione post-bellica misero a repentaglio la sopravvivenza di molti vitigni storici compreso anche il Centesimino. A preservarlo fu Pietro Pianori, soprannominato <em><strong>Centesimino, </strong></em>proprietario di un giardino murato in cui alcune viti si conservarono intatte dall’attacco della fillossera. Proprio da quelle barbatelle parte la rinascita di questo vitigno.<br />
Una storia affascinante, legata anche al grande <em>Luigi Veronelli</em> che, nel periodo della riscoperta aiutò i produttori a decodificare questa varietà ormai dimenticata.</p>
<h4>Carattere aromatico e identitario</h4>
<p>Ciò che caratterizza il Centesimino è il suo profilo aromatico sorprendente, quasi esotico per un rosso di collina: note intense di rosa, violetta, frutti rossi maturi e un sottofondo speziato che richiama la cannella e il pepe rosa. Al palato è morbido, con tannini gentili e una persistenza che rivela la sua natura elegante, adatta sia a vinificazioni giovani sia a interpretazioni più complesse. Se si ha poi la fortuna di degustare qualche campione risalente agli anni ‘60 si resterà stupiti e affascinati al tempo stesso, per la sua longevità inaspettata, da grande vino.</p>
<h4>Un vino che racconta il territorio</h4>
<p>Ed è proprio da quel giardino murato che ha protetto le viti dalla fillossera che si è diffuso, partendo dalla zona di <em>Oriolo dei Fichi</em>, dove l’antica torre medievale fa da guardiana alle dolci colline del luogo. A quei tempi si sosteneva che queste viti fossero arrivate in Romagna dalla Spagna e a supporto di questa teoria vi era la presenza di alcune viti denominate <em>Alicante</em> ovvero l’<em>Alicante del Faentino</em>.</p>
<p>Il Centesimino non è un vino per la massa, ma un prodotto di nicchia, legato alla cura del vignaiolo e alla specificità dei terreni argillosi e dei microclimi collinari.</p>
<h4>Il Centesimino oggi</h4>
<p>Negli ultimi anni si è fatto largo nelle carte dei vini di ristoranti e enoteche attenti ai vitigni autoctoni. Un vero e proprio ambasciatore del territorio romagnolo accanto a Sangiovese e Albana.<br />
Le aziende che oggi lo producono sono ancora poche, solo 6-7, e tutte concentrate nell’area faentina ma tutte attente alla qualità e alla sostenibilità.</p>
<h4>Abbinamenti e prospettive</h4>
<p>In tavola si presta a piatti saporiti ma non troppo strutturati: cappelletti al ragù, salumi, carni bianche e formaggi di media stagionatura. Le versioni passite, più rare, esaltano crostate di frutta rossa o dolci a base di cioccolato.</p>
<p>Produttori come Poderi Morini di Villanova di Forlì e <a href="https://www.cantinasanbiagiovecchio.it/" target="_blank" rel="noopener">Cantina San Biagio Vecchio</a> di Faenza hanno deciso di puntare su questo vino dalla grande personalità e dal forte carattere identitario, portando questo vitigno semi-sconosciuto alla ribalta del grande pubblico.</p>
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		<item>
		<title>Ostrica del Doge, una storia di resilienza</title>
		<link>https://www.egnews.it/ostriche-del-doge-una-storia-di-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 16:54:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[laguna di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[ostriche]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Ostrica del Doge La laguna di Venezia. Un ambiente unico al mondo, un paesaggio sospeso tra acqua e terra in cui canali, barene, isole e velme si intrecciano in un equilibrio delicatissimo. Il tempo e la vita quotidiana vengono scanditi dal ciclo delle maree che ne trasforma il paesaggio. La laguna è ricca di biodiversità, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>L’Ostrica del Doge</strong></h3>
<p><strong><br />
La laguna di Venezia</strong>. Un ambiente unico al mondo, un paesaggio sospeso tra acqua e terra in cui canali, barene, isole e velme si intrecciano in un equilibrio delicatissimo. Il tempo e la vita quotidiana vengono scanditi dal ciclo delle maree che ne trasforma il paesaggio. La laguna è ricca di biodiversità, abitata da fenicotteri, aironi e molte specie marine, e custodisce antiche tradizioni legate alla pesca e alla navigazione. È un luogo dove natura, storia e cultura convivono, creando un’atmosfera silenziosa e affascinante, fatta di orizzonti aperti, riflessi d’acqua e piccoli insediamenti che raccontano secoli di vita lagunare.</p>
<div>
<h3>Le ostriche</h3>
<p>A sud della laguna, al <strong><a href="https://blu-oltremare.it/" target="_blank" rel="noopener">Casone da Sandro</a>,</strong> fino a qualche anno fa si viveva di pesca ma</p>
<figure id="attachment_78037" aria-describedby="caption-attachment-78037" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-78037" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-300x225.jpeg" alt="Ostriche del Doge" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3570.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78037" class="wp-caption-text">Il Casone da Sandro</figcaption></figure>
<p>l’invasione del granchio blu che ha devastato gli impianti di vongole e l’aumento della temperatura dell’acqua che impedisce alla cozze un corretto sviluppo hanno spinto <strong>Pietro Ciampi</strong> della <strong>Cooperativa Blu oltremare</strong> (associata LegaCoop Veneto) a creare qualcosa di innovativo per questa zona dando vita ad un progetto di ittiturismo e pescaturismo</p>
<p>Sfruttando la felice posizione in prossimità ad una delle bocche di porto, quindi con grande ricircolo di acqua e ricchezza di plancton e altri micro elementi, hanno avviato il progetto <strong>Ostrica del Doge.</strong> Gabbie sospese e lavoro manuale per non impattare nell’ambiente con risultati che si sono rivelati ottimi, tanto che il mollusco matura in 10 mesi anziché 12. Ma l’ostrica non è una novità da queste parti: a <strong>Lio Piccolo</strong> comune di Cavallino-Treporti un team di archeologi subacquei guidati dall’Università Ca’ Foscari di Venezia ha rivelato un vero e proprio ostricario risalente al <em>I secolo d.C</em>. Si tratta del primo <strong>ostriarium romano</strong> ritrovato in Italia, comparabile solo con un sito simile nella laguna di Narbonne in Francia.</p>
<h3>Non solo ostriche</h3>
<p>Oltre all’allestimento di ostriche, il Casone da Sandro è anche <strong>ittiturismo</strong> con una formula originale di serate passate sospesi in mezzo</p>
<figure id="attachment_78038" aria-describedby="caption-attachment-78038" style="width: 225px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-78038" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569-225x300.jpeg" alt="Ostriche del Doge" width="225" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569-225x300.jpeg 225w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569-768x1024.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3569.jpeg 1530w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78038" class="wp-caption-text">Piero Ciampi insieme ai ragazzi del Collettivo Toccia!</figcaption></figure>
<p>alla laguna, bagni rinfrescanti e un menù degustazione che ovviamente cambia a seconda del pescato del giorno. Ma non aspettatevi le solite cene. A gestire la cucina è stato chiamato il <a href="https://www.egnews.it/collettivo-tocia-la-ristorazione-sostenibile/">Collettivo Toccia! </a>una brigata di 7 professionisti intercambiabili, che, ispirati dalla libertà che solo il mare può dare, preparano piatti straordinari, dove la laguna viene esaltata con i suoi prodotti: dal pesce, ai ricci di mare al germano reale ad alcune varietà di alghe e immancabili ovviamente, le ostriche.</p>
<p>Per raggiungere il Casone serve prenotare la barca che vi porterà lì, di fronte a Ca’ Roman, a vivere un’esperienza surreale ma di gran gusto.</p>
<p>Gli amanti della pesca d’altura potranno godersi uscite in questo mare che, se una volta era tra i più inquinati a causa dei reflui delle aziende del Veneto, oggi può vantare acque limpide e cristalline.</p>
<p>Una resilienza all’insegna della sostenibilità perché la unisce pesca tradizionale all’allevamento sostenibile e al turismo. Un progetto turistico / culturale volto a valorizzare la laguna.</p>
</div>
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		<title>Collettivo Tocia! La ristorazione sostenibile</title>
		<link>https://www.egnews.it/collettivo-tocia-la-ristorazione-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 16:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[collettivo toccia!]]></category>
		<category><![CDATA[laguna]]></category>
		<category><![CDATA[ostriche]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando un cuoco non si accontenta di starsene in cucina a spegnatare ma insegue la ricerca e soprattutto la libertà di esprimersi e di muoversi, deve creare qualcosa di innovativo. Ed è proprio questo che Marco Bravetti ha fatto dando vita al Collettivo Tocia! Si tratta di un progetto interdisciplinare che coinvolge cuochi, contadini, pescatori, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un cuoco non si accontenta di starsene in cucina a <em>spegnatare</em> ma insegue</p>
<figure id="attachment_78021" aria-describedby="caption-attachment-78021" style="width: 229px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-78021" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-229x300.jpeg" alt="" width="229" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-229x300.jpeg 229w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-782x1024.jpeg 782w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-768x1005.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-1173x1536.jpeg 1173w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553-1565x2048.jpeg 1565w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3553.jpeg 1880w" sizes="auto, (max-width: 229px) 100vw, 229px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78021" class="wp-caption-text">Marco Bravetti ideatore del Collettivo Tocia!</figcaption></figure>
<p>la ricerca e soprattutto la libertà di esprimersi e di muoversi, deve creare qualcosa di innovativo. Ed è proprio questo che <strong>Marco Bravetti</strong> ha fatto dando vita al <a href="https://www.instagram.com/tociavenezia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Collettivo Tocia!</strong></a></p>
<div>
<p>Si tratta di un progetto interdisciplinare che coinvolge cuochi, contadini, pescatori, raccoglitori, artisti, ricercatori e artigiani, insieme per raccontare il cibo non solo come nutrimento, ma come linguaggio e strumento di ricerca: un modo per esplorare il <strong>paesaggio lagunare,</strong> il rapporto con la natura, le relazioni sociali, ecologiche e politiche.</p>
<h3>Un approccio dinamico</h3>
<p>Il loro è un approccio dinamico, fatto di azione unita alla ricerca; non solo sperimentazione gastronomica però, anche attivismo e coinvolgimento, dando vita a numerosi progetti specifici come il <strong>Garum</strong> <strong>di Rialto:</strong> una salsa fermentata ispirata al <em>Garum Romano</em> preparata con gli scarti del mercato del pesce di Rialto</p>
<p>O ancora la produzione di insaccati di pesce lagunare come il <em>cotechino di anguilla,</em>  <em>l’nduja di seppia</em> o il <em>miso di pane</em> prodotto utilizzando l’invenduto dai panifici di Venezia e Padova. Originale anche la <em>Tocia madre:</em> una salsa madre fermentata (ispirata a miso, mole, pesto) che evolve costantemente grazie agli ingredienti forniti dai membri del collettivo. Non va poi sottovalutato il lavoro di ricerca delle piante commestibili delle specie lagunari, raccolte per integrarle nella cucina. Non manca la sperimentazione di tecniche <em>primitive </em>di conservazione per dare nuova vita agli scarti e costruire ricette che hanno valore anche come memoria culturale.</p>
<h3>Temi chiave del collettivo Tocia!</h3>
<p>Un collettivo culturale che indaga, attraverso la cucina e la sua ritualità, il paesaggio lagunare e le relazioni che lo abitano ponendo come base alcuni principi fondamentali quali la sostenibilità, con la riduzione degli sprechi e la valorizzazione della biodiversità lagunare, attraverso una miscellanea tra memoria storica ed innovazione, con ricette della tradizione reinterpretate in chiave contemporanea e che, grazie anche alla convivialità, faccia riflettere su territorio e persone.<br />
Il cibo quindi come leva per considerazioni su ambiente, identità e paesaggio.</p>
<h3>Il significato Tocia!</h3>
<p>Il <em>tociar </em>è un gesto simbolico per il collettivo: in veneziano “tociar” significa intingere (es. pane o polenta) nella salsa (“tocio”). Un nome che è un invito ad immergersi nel buon cibo, nella comunità e nella laguna assaporandone tutta l’essenza.</p>
<figure id="attachment_78022" aria-describedby="caption-attachment-78022" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-78022" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3546-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78022" class="wp-caption-text">Insalata di radicchio e ostriche</figcaption></figure>
<figure id="attachment_78023" aria-describedby="caption-attachment-78023" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-78023 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-300x225.jpeg" alt="Giardiniera acquatica con frutta, verdura e alghe" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3541-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78023" class="wp-caption-text">Giardiniera acquatica con frutta, verdura e alghe</figcaption></figure>
<figure id="attachment_78024" aria-describedby="caption-attachment-78024" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-78024 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-300x225.jpeg" alt="Ostriche in tempura" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3542-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78024" class="wp-caption-text">Ostriche in tempura</figcaption></figure>
<figure id="attachment_78025" aria-describedby="caption-attachment-78025" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-78025 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-300x225.jpeg" alt="Germano di laguna con mugnaia di ostriche" width="300" height="225" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-300x225.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-1024x768.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-768x576.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3549-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-78025" class="wp-caption-text">Germano di laguna con mugnaia di ostriche</figcaption></figure>
<h3>Gli eventi del Collettivo</h3>
<p>Dai <em>convivi</em> acquatici nel cuore della laguna, su barene, dove il paesaggio e l’ambiente diventano parte dell’esperienza gastronomica, alla partecipazione di eventi culturali come il <em>convivio rituale</em> al <strong>Parco Terrapolis</strong> di Bologna o il <em>convivio radicale!</em> un evento di attivazione culturale che si è svolto a <strong>Genova</strong> nel 2025 con dialoghi tra cucina, comunità e arte.</p>
<h3>Connessioni culturali e accademiche</h3>
<p>Il collettivo dialoga con ricercatori universitari, antropologi, studiosi di etnobotanica, per integrare la ricerca accademica nei propri progetti culinari. Vanta inoltre collaborazioni in festival cinematografici come la rassegna <strong>Caucasica </strong>organizzata da Altriformati APS, dove Tocia ha curato il buffet con zuppe e pani tradizionali del Caucaso.</p>
<h3>A proposito di Marco Bravetti</h3>
<p>Veneziano dí nascita, dopo varie esperienze tra Londra, Brasile e Copenhagen con una esperienza al <strong>Noma</strong> torna in patria e fonda il Collettivo. Non un semplice ristorante ma uno spazio ibrido dove si fanno laboratori, cene-popolari, esplorazioni del territorio lagunare tra barene e piante selvatiche commestibili. Ma non chiamatelo Chef. <em>Cuciniere militante</em> è il termine preferito di questo cuoco anarchico di cui sentiremo parlare spesso in futuro.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Villa Cà Diedo: storia e fascino di una Villa Veneta a Rosà</title>
		<link>https://www.egnews.it/villa-ca-diedo-storia-e-fascino-di-una-villa-veneta-a-rosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 04:35:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[Info & Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Cà Diedo]]></category>
		<category><![CDATA[Il delicato]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[villa Cà Diedo]]></category>
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					<description><![CDATA[Villa Cà Diedo Il Veneto annovera tra il suo patrimonio artistico una innumerevole quantità di Ville. La Serenissima, il Palladio e tutti gli architetti della sua scuola hanno sicuramente influenzato il volto di questa regione, ed è facile imbattersi in meravigliosi edifici storici anche nei piccoli paesini di pochi abitanti. Come a Cusinate, frazione di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: left;">Villa Cà Diedo</h1>
<p class="p1"><span class="s2">Il Veneto annovera tra il suo patrimonio artistico una innumerevole quantità di Ville. La Serenissima, il Palladio e tutti gli architetti della sua scuola hanno sicuramente influenzato il volto di questa regione, ed è facile imbattersi in meravigliosi edifici storici anche nei piccoli paesini di pochi abitanti. Come a Cusinate, frazione di Rosà (Vicenza) dove, immersa nel verde l&#8217;affascinante </span><a href="https://villacadiedo.it/storia/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><strong>Villa Cà Diedo</strong></span></a><span class="s2"> si erge in tutta la sua magnificenza. Una dimora storica, risalente al XVI secolo, che incarna la grazia e l&#8217;eleganza di un’architettura che è diventata un segno distintivo di questa regione, t</span><span style="font-size: 16px; font-weight: 400;">estimone silenziosa di secoli di storia e vicende familiari, questa villa settecentesca rappresenta un vero gioiello del patrimonio culturale del territorio di Bassano del Grappa.</span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Architettura e contesto storico</span></h4>
<p class="p1"><span class="s2">La costruzione della villa risale agli </span><span class="s1">inizi del XVI secolo</span><span class="s2">, un periodo di grande fioritura per l&#8217;architettura delle ville nobiliari, in cui le ricche famiglie erano solite investire nella realizzazione di residenze di campagna che unissero l&#8217;eleganza estetica alla funzionalità legata alla gestione dei fondi agricoli.</span></p>
<figure id="attachment_74398" aria-describedby="caption-attachment-74398" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-74398" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449-300x200.jpeg" alt="Villa Cà Diedo" width="300" height="200" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449-300x200.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449-1024x683.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449-768x512.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3449.jpeg 1179w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-74398" class="wp-caption-text">Villa Cà Diedo</figcaption></figure>
<p class="p1"><span class="s2">Villa Cà Diedo, con la sua struttura e le sue linee, riflette lo stile tipico dell&#8217;epoca, pur conservando un carattere distintivo. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Il parco secolare della villa</span></h4>
<p class="p1"><span class="s2">Ad aggiungere fascino a questa residenza storica è proprio il suo giardino: un parco secolare, esteso per circa 30.000 mq, ideato</span></p>
<figure id="attachment_74388" aria-describedby="caption-attachment-74388" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-74388 size-medium" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451-300x195.jpeg" alt="La Chiesetta di Villa Cà Diedo" width="300" height="195" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451-300x195.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451-768x499.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3451.jpeg 1009w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-74388" class="wp-caption-text">La Chiesetta di Villa Cà Diedo</figcaption></figure>
<p class="p1"><span class="s2">nel XIX secolo dal celebre botanico e naturalista <strong>Alberto</strong> <strong>Parolini</strong>, nativo di questi luoghi. Una vera e propria oasi ecologica, un ambiente di grande bellezza e tranquillità con specie rare come la sequoia e tanto di laghetto. E, come in quasi tutte le ville nobiliari, l’immancabile </span><span class="s1">chiesetta privata</span><span class="s2">, tuttora consacrata. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Una location perfetta per eventi e ristorazione</span></h4>
<figure id="attachment_74390" aria-describedby="caption-attachment-74390" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-74390" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453-300x201.jpeg" alt="Il ristorante di Villa Cà Diedo" width="300" height="201" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453-300x201.jpeg 300w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453-1024x684.jpeg 1024w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453-768x513.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3453.jpeg 1179w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-74390" class="wp-caption-text">Il ristorante di Villa Cà Diedo</figcaption></figure>
<p class="p1"><span class="s2">Dopo aver attraversato i secoli e diverse vicende familiari, Villa Cà Diedo è ora di proprietà dello chef <strong>Guglielmo Di Somma,</strong></span></p>
<figure id="attachment_74401" aria-describedby="caption-attachment-74401" style="width: 225px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-74401" src="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-225x300.jpeg" alt="Lo chef patron di Villa Cà Diedo Guglielmo Di Somma" width="225" height="300" srcset="https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-225x300.jpeg 225w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-768x1024.jpeg 768w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.egnews.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3376-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><figcaption id="caption-attachment-74401" class="wp-caption-text">Lo chef patron di Villa Cà Diedo Guglielmo Di Somma</figcaption></figure>
<p class="p1"><span class="s2">che ha portato qui, negli eleganti saloni, il suo storico ristorante Il Delicato fondato nel 2000 a Mussolente (VI). Deliziosi i piatti, che colpiscono per l’altissima qualità delle materie prime e l’elegante <em>dresser la</em> <em>table.</em> Un’esperienza da ristorante stellato ma Guglielmo non ne vuole sapere: </span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s2">non mi interessano le stelle, io sto già in paradiso, </span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s2">dice. </span><span class="s2">Originario di Castellammare di Stabia, Di Somma ha portato con sé le radici mediterranee e la passione per il mare, trasformandole in una cucina che unisce raffinatezza e semplicità, sempre nel segno della massima qualità degli ingredienti e nel rispetto per le materie prime, dedicata principalmente al pesce.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Spiega lo chef: </span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s3">Villa Ca’ Diedo vuole essere un luogo di relax immerso nella natura, ma anche uno spazio aperto alla cultura e alla convivialità. Immaginiamo la villa come un punto d’incontro tra arte, storia e gastronomia, dove il tempo rallenta e le persone possono ritrovare armonia, serenità e bellezza</span><span class="s2">.</span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s2">Villa Cà Diedo a Rosà è molto più di una villa veneta; è un luogo dove arte, natura e storia si incontrano, offrendo uno spaccato affascinante della vita nobiliare veneta, per chiunque voglia immergersi nella bellezza del territorio vicentino.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fiera dei Vini Piacenza: in arrivo l’edizione 2025</title>
		<link>https://www.egnews.it/fiera-dei-vini-piacenza-in-arrivo-ledizione-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 21:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EgNews]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera dei vini]]></category>
		<category><![CDATA[piacenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egnews.it/?p=74091</guid>

					<description><![CDATA[La Fiera dei vini L’ormai consueto appuntamento con la Fiera dei Vini a Piacenza è alle porte. Tre  giorni, dal 22 al 24 novembre più di 200 produttori provenienti da 18 regioni italiane oltre che da Austria, Francia, Georgia e Slovenia, nei locali di Piacenza Expo racconteranno i propri vini, il proprio terroir e la propria &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="p1"><span class="s2">La Fiera dei vini</span></h3>
<p class="p1"><span class="s2"><br />
L’ormai consueto appuntamento con la <strong>Fiera dei Vini</strong> a Piacenza è alle porte. Tre  giorni, dal 22 al 24 novembre </span><span class="s1">più di <strong>200 produttori</strong></span><span class="s2"> provenienti da 18 regioni italiane oltre che da Austria, Francia, Georgia e Slovenia, nei locali di Piacenza Expo racconteranno i propri vini, il proprio terroir e la propria azienda.<br />
Anche quest’anno, si conferma il format ormai consolidato con la possibilità di acquistare direttamente dal produttore i vini degustati. Occasione perfetta per riassortire le proprie cantine in vista del Natale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Tutto è pensato per rendere piacevole la visita: location facilmente raggiungibile, parcheggio gratuito e la disponibilità del carrello della spesa per rendere agevole i propri acquisti. </span></p>
<h4>Gli appuntamenti della Fiera del vino</h4>
<p class="p1"><span class="s2">Durante le tre giornate oltre all’incontro con le aziende, anche degustazioni guidate e iniziative letterarie per raccontare il vino in tutte le sue sfaccettature. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Sono cinque le masterclass in programma, per accompagnare i visitatori alla scoperta delle tante eccellenze del panorama enogastronomico europeo. </span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Sabato 22 novembre </span></strong><span class="s2">alle 14.00 si inizierà con </span><span class="s4">Bollicine in scena: territori e metodi del brindisi italiano</span><span class="s2">, un viaggio vinicolo lungo la nostra penisola per scoprire il meglio delle bollicine italiane con il loro successo mondiale. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Alle 17.00 </span><span class="s4">Armonie in rosso: vitigni autoctoni e paesaggi d’Italia</span><span class="s2">, con i grandi rossi protagonisti e con il racconto della storia del loro terroir.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Domenica 23 novembre</span></strong><span class="s2">, sempre alle 14.00, toccherà a </span><span class="s4">I Bianchi senza confini: le identità regionali e il fascino della diversità</span><span class="s2">, alla scoperta dei profili aromatici e delle peculiarità territoriali</span><span class="s4"> mentre alle 17.00</span> <span class="s4">Passioni dolci e passite: storie e tradizioni</span><span class="s2"> un excursus sui vini per le feste. </span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Lunedì 24 novembre</span></strong><span class="s2"> alle 12.00 il focus si sposterà sull’olio extravergine d’oliva, con il tasting</span><span class="s4">Anima mediterranea: eccellenza e carattere degli oli italiani </span><span class="s2">condotto dal direttore del magazine </span><span class="s4">Olio Officina </span><span class="s1">Luigi Caricato</span><span class="s2">. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Per partecipare alle masterclass occorre </span><span class="s1">prenotare ed acquistare un </span><span class="s2">ticket apposito in aggiunta al biglietto d’ingresso. Quelle sul </span><span class="s1">vino </span><span class="s2">hanno un costo di </span><span class="s1">15 euro ciascuna </span><span class="s2">mentre il </span><span class="s1">tasting dedicato all’olio</span><span class="s2"> viene proposto al prezzo speciale di </span><span class="s1">5 euro</span><span class="s2">. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s2">In Fiera anche i libri</span></h4>
<p class="p1"><span class="s2"><br />
</span><span class="s2">Non solo degustazioni guidate però. Anche per questa edizione verrà riproposto la parte culturale con </span><strong><span class="s3">Filari di Libri</span></strong><span class="s2">, che intreccia vino, storia e letteratura. Tra i protagonisti della rassegna 2025 ci sarà il </span><span class="s1">bookclub </span><span class="s3">Viticultura – Dove i libri incontrano il vino</span> <span class="s2">con il format speciale </span><span class="s4">Se la tua cantina fosse un libro, quale sarebbe?</span><span class="s2"> un momento di narrazione corale con il racconto di otto vignaioli con le loro aziende.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Sabato 22 novembre, il giornalista enogastronomico </span><span class="s1"><strong>Vincenzo D’Antonio</strong> presenterà il proprio libro</span> <strong><span class="s3">Camera con Vigna</span></strong><span class="s2">, con il racconto di più di 150 realtà vitivinicole che hanno scelto di completare l’offerta enoturistica con eleganti e confortevoli dimore di charme per un’esperienza unica tra tasting e ospitalità. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Il giornalista </span><span class="s1"><strong>Robert Gionelli</strong></span><span class="s2"><strong>,</strong> sempre nell’ambito di </span><span class="s4">Filari di Libri</span><span class="s2">, presenterà </span><span class="s3"><em>Un territorio di…Vino</em>. Guida alle cantine dei Colli Piacentini</span><span class="s2">, una guida che celebra il patrimonio vitivinicolo dei Colli e il suo legame indissolubile con lo scenario paesaggistico e naturalistico. Una viaggio alla scoperta delle quattro principali vallate piacentine – Val Tidone, Val Trebbia, Val Nure e Val d’Arda – con il censimento di 170 cantine, con la loro storia, le antiche tradizioni contadine il loro terroir e ovviamente i loro vini. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Il </span><span class="s1">programma</span><span class="s2"> completo e le informazioni per l’acquisto dei </span><span class="s1">biglietti</span><span class="s2">sono </span><span class="s1">disponibili sul sito </span><span class="s2"><a href="https://www.fieradeivini.it/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2"> </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>M’illumino di Spezie torna Jesolo</title>
		<link>https://www.egnews.it/millumino-di-spezie-torna-jesolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 17:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Jesolo]]></category>
		<category><![CDATA[m’illumino di spezie]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Polo]]></category>
		<category><![CDATA[spezie]]></category>
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					<description><![CDATA[M’illumino di Spezie La stagione estiva è ormai conclusa ma sulle rive del Mare Adriatico, a Jesolo (Ve) il weekend del 18 e 19 ottobre 2025 oltre alla benefica aria di mare si potranno respirare i profumi e gli aromi d’oriente e non solo. Il cuore del centro storico di Jesolo, in Piazza 1’ Maggio,  &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1"><span class="s1">M’illumino di Spezie</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">La stagione estiva è ormai conclusa ma sulle rive del Mare Adriatico, a Jesolo (Ve) il weekend del 18 e 19 ottobre 2025 oltre alla benefica aria di mare si potranno respirare i profumi e gli aromi d’oriente e non solo. Il cuore del centro storico di Jesolo, in Piazza 1’ Maggio,<span class="Apple-converted-space">  </span>ospiterà l’evento <strong>M’illumino</strong> <strong>di spezie.</strong> <strong>Marco Polo: un milione di spezie. </strong></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per questa quarta edizione oltre alla salsedine si potranno respirare gli aromi di tutte quelle spezie che, all’epoca della Repubblica Serenissima, Marco Polo scoprì nei suoi viaggi verso l’Asia.<br />
</span>Un programma denso di appuntamenti: due giorni tra masterclass, assaggi e showcooking e, anche quest’anno, una tappa del campionato italiano di mangiatori di peperoncino.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Ideata da <a href="http://www.venetoatavola.it" target="_blank" rel="noopener">Veneto a Tavola</a> e in collaborazione con il Comune di Jesolo, darà modo ai visitatori di esplorare il meraviglioso mondo delle spezie e il loro uso nei diversi campi, dalla gastronomia, alla liquoristica alla pittura.</span></p>
<p><strong>Le spezie e la Serenissima </strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">La Serenissima ha rivestito un ruolo fondamentale nell’introduzione delle spezie nel cosiddetto Vecchio Mondo, mantenendo per anni un monopolio indiscusso su queste preziose essenze. Giusto per comprenderne l’importanza, si dice che all’epoca i Polo avessero comprato parte del loro palazzo veneziano pagandolo con il pepe.<br />
</span>Vero o no, resta il fatto che da allora e fino a non molti anni fa le spezie erano considerate quasi alla stregua dell’oro e le si potevano trovare solamente nelle cucine dei ricchi.</p>
<p class="p1"><span class="s1">E proprio nella provincia veneziana sarà possibile rivivere questo glorioso passato scoprendo anche i nuovi orizzonti attraverso un ricco programma, ideato al fine di avvicinare un vasto pubblico alla conoscenza e all’uso di questi aromi esotici.<br />
</span>Sabato 18 e domenica 19 ottobre 2025, a Jesolo (Ve) la 4’ edizione di M’illumino di Spezie, Marco Polo: un milione di spezie.</p>
<p class="p1"><strong>La parola del vicesindaco </strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">«La Festa d’Autunno – spiega il vice sindaco del Comune di Jesolo <strong>Luca Zanotto</strong> – rappresenta per Jesolo Paese un momento di comunità e tradizione, capace di trasformare il centro storico in un grande palcoscenico di colori, profumi e sapori. È l’occasione per vivere insieme un fine settimana di convivialità, tra mercatini, spettacoli e proposte enogastronomiche che raccontano l’identità del nostro territorio. All’interno di questo ricco programma trova spazio anche “M’illumino di spezie”, evento che valorizza la storia e la cultura veneziana attraverso il fascino degli aromi. Un appuntamento di grande prestigio che arricchisce la kermesse, ma è l’intera Festa d’Autunno a rendere Jesolo una meta da vivere oltre l’estate, confermando la capacità della città di offrire esperienze autentiche e coinvolgenti in ogni stagione».</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questa edizione 2025 vedrà anche il coinvolgimento corale di 25 esercizi jesolani legati al food&amp;beverage; ognuno di loro “adotterà” una spezia per preparare un piatto, una bevanda, o un cocktail ad hoc. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Tante spezie in mostra </span></h4>
<p class="p1"><span class="s1">Sarà la mostra <strong>Spezie dal Mondo </strong>sabato alle ore 11.30 ad aprire la kermesse: una ricca esposizione con quasi 300 tipi di aromi rari e pregiati, quali speciali miscele e varietà selvatiche di pepi africani e asiatici. I visitatori potranno, attraverso una visita guidata, scoprire percorso olfattivo che consentirà di vivere in prima persona un’esperienza a 360 gradi. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Le spezie in un libro </span></h4>
<p class="p1"><span class="s1">Sempre sabato ma alle 15.30 il direttore artistico della manifestazione presenterà il suo nuovo libro, fresco di stampa, <em>Venezia e le sue spezie. Origini, curiosità e ricette dei 20 aromi che hanno fatto la storia del gusto </em>(Ed. El squero, 2025). Il volume, finemente illustrato con tavole fatte a mano, oltre al racconto storico, svela anche ricette e cocktail di chef e barman dei luoghi più iconici della città marciana, visibili attraverso un QR Code: Caffè Florian, Osteria Contemporanea Venissa Wine Resort, The Gritti Epicurean School,<span class="Apple-converted-space">  </span>Aquarius Hotel, Algiubagiò, Sidea Spezie – L’Impero del Sole.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Le spezie in masterclass</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dato il grande successo delle scorse edizioni anche quest’anno verranno riproposte interessanti masterclass, nei saloni della Biblioteca Civica ad ingresso libero ma con prenotazione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La prima sarà <em>Peperoncino: storia, anima e passione</em> che avrà luogo sabato alle ore 17, con Daniele Berto, coltivatore padovano a KM0 insieme ad un’esposizione dal titolo ”<em>Spezie di Fuoco, </em>con 200 varietà di peperoncini: una delle più complete nel suo genere. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Domenica alle 11.30 la Distilleria Bonaventura Maschio presenterà il <em>Vermut Bonaventura: il suono di antiche eco veneziane</em> una masterclass con degustazione guidata da <strong>Francesco</strong><strong> Zara. </strong></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel pomeriggio alle 15, invece, sarà al volta de <em>Il giro del mondo in 5 Miscele </em>con l’azienda <strong>Sidea-L’Impero del Sole</strong> di San Martino di Lupari (Padova) raccontato <strong>Giampaolo</strong> e <strong>Gianmarco Castellan,</strong> spezieri da tre generazioni, eredi della più autentica tradizione veneta.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per gli amanti del cioccolato e del piccante, alle 17.30 il Maestro cioccolatiere <strong>Danilo</strong> <strong>Freguja</strong>, si esibirà in uno show cooking dal titolo <em>Il cacao ardente da Montezuma ad oggi” </em>con tanto di degustazione. </span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Mangiatori di peperoncino in gara</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Immancabile sabato alle 18.30, dopo il successo degli scorsi anni la Gara di mangiatori di peperoncino. Nona tappa del Campionato Italiano, condotta da Jack Pepper Group, con fuoriclasse di fama europea.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Anche la pittura è speziata<br />
</span></strong>Per gustare con gli occhi, e vivere un’esperienza artistica unica, la mostra di pittura “Vele speziate di Memoria”, un racconto visivo del ritorno di Marco Polo dalla Cina, di Natalia Gerasimova che darà ai visitatori la possibilità di dipingere con le spezie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo stato dell’agricoltura in un convegno</title>
		<link>https://www.egnews.it/lo-stato-dellagricoltura-in-un-convegno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Biasin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 12:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Colognola ai colli]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Fasoli gino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egnews.it/?p=73555</guid>

					<description><![CDATA[Un convegno per i 100 anni Festeggiare 100 anni di attività nel panorama vitivinicolo non è cosa da tutti. Un traguardo che l’azienda vitivinicola Fasoli Gino ha raggiunto quest’anno. Pioniere dell’agricoltura biologica ancora quando non esistevano protocolli o prescrizioni il Fasoli si riuniva con i pochi produttori sognatori e amici, per scambiarsi impressioni e condividere &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="p1" style="text-align: center;">Un convegno per i 100 anni</h3>
<p class="p1">Festeggiare 100 anni di attività nel panorama vitivinicolo non è cosa da tutti. Un traguardo che l’azienda vitivinicola <a href="https://fasoligino.com/?srsltid=AfmBOorPt4N87kcKH3iuLA1hpAjkod4eHxPI9-HqpWfI90WiXNGYoA8-" target="_blank" rel="noopener">Fasoli Gino</a> ha raggiunto quest’anno. Pioniere dell’agricoltura biologica ancora quando non esistevano protocolli o prescrizioni il Fasoli si riuniva con i pochi produttori sognatori e amici, per scambiarsi impressioni e condividere tecniche tutti all’insegna di amicizia e condivisione.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Un atteggiamento mentale orientato alla qualità e al futuro è senz’altro un requisito fondamentale che, per il centenario, si è concretizzato in un anno di grande festa ma anche di approfondimenti con un interessante convegno che si è svolto a Colognola ai Colli (Vr) paese in cui ha sede l’azienda. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un convegno che ha posto il focus sullo stato dell’agricoltura e sulle prospettive future di un comparto sempre più in difficoltà. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Abstract convegno</span></h4>
<h4 class="p1"><span class="s1">Quale sostenibilità </span></h4>
<p class="p1"><span class="s1">Partendo da </span><span class="s2"><strong>Federica Cantatori,</strong> </span><span class="s1">responsabile degli affari ambientali di <em>Airbus Defence and Space</em>, che ha raccontato come le immagini satellitari di Airbus forniscono dati affidabili, di facile accesso e servizi digitali innovativi per supportare la produttività agricola e la sostenibilità. Un’attenta analisi ambientale infatti, consente di limitare l’uso di trattamenti (seppur sostenibili) al necessario. </span></p>
<h4 class="p1"><span class="s1">Previsioni e clima</span></h4>
<p class="p1"><span class="s1">Dal canto suo, il prof. </span><span class="s2"><strong>Paolo Ruggieri</strong> dell’Università di Bologna </span><span class="s1">con il suo intervento </span><span class="s1"><em>Prevedere il clima: strumenti e strategie per viticoltori e agricoltori </em>ha esposto come si possa supportare l’agricoltura in questo periodo di cambiamenti climatici: «</span><span class="s3">La sfida – </span><span class="s1">ha spiegato</span><span class="s3"> – è rendere le previsioni sempre più vicine alle esigenze dei processi decisionali, trasformandole in strumenti affidabili per chi lavora sul campo</span><span class="s1">». Ruggieri ha inoltre ricordato il ruolo di Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra: «</span><span class="s3">Grazie a questa piattaforma cerchiamo di avvicinare le persone ai dati climatici disponibili, rendendoli più accessibili e utili alle scelte quotidiane</span><span class="s1">».</span></p>
<p class="p1"><strong>Politica e agricoltura<br />
</strong><span class="s1">Una visione critica alle politiche europee in ambito agroalimentare è stata poi quella del prof. </span><span class="s2"><strong>Davide Gaeta</strong> dell’Università di Verona</span><span class="s1">: «</span><span class="s3">L’Italia </span><span class="s1">– ha osservato –</span><span class="s3"> ha il costo energetico più alto d’Europa e non esistono politiche adeguate al settore agricolo» ed entrando nello specifico </span><span class="s1">sul fronte del biologico, Gaeta ha sottolineato i limiti del sistema:</span><span class="s3"> «È nato da un regolamento poco efficace, che non ha saputo trasmettere al consumatore un reale valore aggiunto</span><span class="s1">». Ma il nodo principale, ha affermato, resta la marginalità: «</span><span class="s3">Il vero problema è la ridotta redditività degli agricoltori, aggravata dalla congiuntura internazionale</span><span class="s1">».</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Il credito in agricoltura </span></strong><span class="s1">Interessante anche il punto di osservazione del dott. </span><strong><span class="s2">Emanuele Fontana</span></strong><span class="s1"> di <em>Crédit Agricole</em> ha affrontato il tema del «Credito in agricoltura: modelli e soluzioni». Riferendosi ai sistemi ESG (Environmental, Social e Governance) ha detto: «</span><span class="s3">Parlare di sostenibilità e inserirla in un sistema di premialità legato all’accesso al credito agricolo è piuttosto complesso</span><span class="s1">». Serve quindi un approccio diverso da parte delle banche: «</span><span class="s3">Occorre un ragionamento concreto, basato sulla conoscenza dei fattori produttivi dell’azienda agricola. Solo così, con un dialogo continuo, si possono individuare le reali potenzialità delle imprese e valorizzare le componenti di sostenibilità ai fini dell’accesso al credito</span><span class="s1">».</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><br />
</span><strong>Nuovi mezzi agricoli<br />
</strong><span class="s1">Per un’azienda che da sempre guarda al rispetto della terra e della natura, Anche la meccanizzazione può essere sostenibile. il dott. </span><strong><span class="s2">Antonio Maria Ciri</span></strong><span class="s1"><strong> </strong>di <em>Italian Tractor</em> ha portato l’esempio del primo trattore alimentato a biometano, un gas purificato derivato dalla decomposizione anaerobica di materia organica. «</span><span class="s3">Si tratta di un mezzo</span><span class="s1"> – ha spiegato – </span><span class="s3">che consente alle aziende agricole di produrre in autonomia il proprio combustibile, utilizzando i loro stessi scarti, compresi i reflui zootecnici</span><span class="s1">». Un modello che, secondo Ciri, permette di chiudere il ciclo virtuoso della sostenibilità.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">La parola al Senatore </span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s2">Il senatore <strong>Luca De Carlo</strong></span><span class="s1">, presidente della 9ª Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico dell’agricoltura: «</span><span class="s3">In Europa siamo stati i primi, negli ultimi tre anni, a ribadire che il compito principale dell’agricoltura è produrre cibo per sfamare il mondo. Con una popolazione destinata a toccare i 10 miliardi in pochissimo tempo, la sfida è aumentare la produzione senza dimenticare l’impatto del cambiamento climatico</span><span class="s1">». Un obiettivo ambizioso che, secondo De Carlo, non può realizzarsi nell’arco di pochi anni: «</span><span class="s3">Sappiamo che non possiamo cambiare il mondo in tre anni ma, se in Europa facciamo fatica a far passare le nostre idee, in Italia abbiamo già destinato risorse importanti: 12,3 miliardi in questo triennio</span><span class="s1">». Guardando alla qualità del Made in Italy, il senatore ha rimarcato: «</span><span class="s3">I nostri prodotti sono un’eccellenza, con un primato di Dop e Igp che vede il Veneto in prima fila. La nostra forza è la qualità, insieme alla sicurezza alimentare: i controlli rigorosi fanno dell’Italia un punto di riferimento e una garanzia apprezzata a livello mondiale</span><span class="s1">».</span></p>
<p class="p1">I<strong>l ruolo di AGEA</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il dott. </span><span class="s2"><strong>Salvatore Carfì</strong> di AGEA</span><span class="s1"> ha illustrato le potenzialità future dello schedario grafico nel settore vitivinicolo, uno strumento informativo e cartografico che, su base regionale, registra le superfici vitate di un’azienda collegandole a dati catastali e caratteristiche agronomiche. «</span><span class="s3">Questo strumento</span><span class="s1"> – ha spiegato – </span><span class="s3">è fondamentale per monitorare il potenziale produttivo, gestire le autorizzazioni e accedere alle misure di sostegno</span><span class="s1">». Attualmente, ha ricordato Carfì, il sistema è «</span><span class="s3">prevalentemente alfanumerico, basato su dati testuali e codici numerici</span><span class="s1">». Lo schedario grafico, invece, permette una visualizzazione immediata e spaziale dei dati vitivinicoli, diventando un supporto prezioso per l’analisi territoriale e gestionale e superando i limiti di un approccio puramente testuale.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Il biometano come fonte rinnovabile<br />
</span></strong><span class="s1">Infine un approfondimento sul tema <em>Ruolo delle bioenergie in agricoltura: bioenergia, biogas, digestato </em>con l’intervento dell’ing. </span><span class="s2"><strong>Stefano Svegliado</strong> di <em>FemoGas</em> <em>Spa</em></span><span class="s1"><em>.</em> «</span><span class="s3">Il biometano – ha spiegato – è un’energia rinnovabile che non intacca le risorse esauribili</span><span class="s1">». FemoGas ricava biometano da residui agricoli quali reflui zootecnici sia bovini che avicoli, e scarti agroalimentari, come la sansa delle olive. «</span><span class="s3">Il nostro biometano</span><span class="s1"> – ha sottolineato – </span><span class="s3">non solo contribuisce all’autosufficienza energetica italiana ed europea, ma rappresenta anche una risposta concreta a sostegno della filiera agricola</span><span class="s1">». Con un occhio di riguardo all’impatto ambientale il cui processo di digestione anaerobica adottato negli impianti dell’azienda riduce sensibilmente le emissioni di CO₂, metano e ammoniaca, tra i principali gas serra.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Il vino dei 100 anni<br />
</span></strong><span class="s1">Come dicevamo, 100 anni non sono un traguardo da poco e per celebrarlo adeguatamente, la cantina Fasoli Gino ha creato un </span><span class="s2">nuovo vino Rosso speciale</span><span class="s1">, un «best of» della propria produzione. </span><span class="s3">«Il vino dei cent&#8217;anni non è che la summa di tutti i nostri rossi a mono vitigno»</span><span class="s1">, spiegano Natalino e Matteo Fasoli.</span> <span class="s1">Un assemblaggio</span> <span class="s1">dei migliori vini monovitigno dell’azienda, affinati separatamente ognuno in botti di rovere per un lungo periodo, tra i 36 e i 48 mesi, assemblati poi in un equilibrio armonico di forza e profondità.</span></p>
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