
“La percezione del soggetto con infezione Hiv che fa terapia long acting migliora perché, non dovendo assumere giornalmente le compresse, pensa meno alla sua condizione e soffre meno dello stigma: c’è sicuramente un miglioramento”, da questo punto di vista, come “dimostrato da molti studi internazionali”. Lo ha detto Giuseppe Nunnari, presidente Simit Sicilia e professore ordinario di malattie infettive dell’Università di Catania, all’incontro che si è svolto oggi a Palermo, ‘Hiv e terapie long-acting: un passo verso infezioni zero’, promosso da Sanitanova, con il patrocinio della Società italiana di malattie infettive e tropicali, Università di Palermo e dipartimento promozione della salute materno-infantile, di medicina interna e specialistica di eccellenza G. D’Alessandro.
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