
A Tavola con il Nobile, vince Poggiolo

La contrada di Montepulciano si aggiudica la 24 edizione con il piatto “zuppa di piccione in crosta”. Recuperate, negli anni, 240 ricette della tradizione
Un numero, su tutti, aiuta a capire l’importanza dell’evento “A Tavola con il Nobile” che, nel terzo week end di agosto, anima le otto contrade di Montepulciano.
Unica manifestazione del genere in Italia. Ben 240 ricette della tradizione gastronomica toscane recuperate nelle 24 edizioni che si sono susseguite negli anni.

Non era facile da interpretare nei piatti il tema scelto: “La cucina al coccio e al fuoco lento, la Manna di Montepulciano – Omaggio a Francesco Redi” (poeta e scienziato del quale si festeggiano i 400 anni dalla nascita).
Le buone preparazioni, valutate dalla giuria, hanno confermato la straordinaria capacità nell’utilizzare, anche oggi, pentole in terracotta (coccio, appunto) come si faceva un tempo. L’evento è stato un successo scontato.
“Di anno in anno la manifestazione cresce – sottolinea il sindaco Michele Angiolini – richiamando molti turisti che vivono lo spirito della contrada, capiscono i valori della solidarietà, scoprono le bellezze di Montepulciano e trascorrono alcune ore in goliardia e divertimento gustando buon cibo e bevendo il Nobile”.

Perché la cucina al coccio? “Con l’uso di questo recipiente – spiega Annamaria Pellegrini, una delle giurate del Premio, Accademica della Cucina, scrittrice e presidente nazionale Aifb – si esalta il valore culturale della cucina tradizionale. Il coccio ha un significato simbolico.
E’ inteso come strumento che educa alla lentezza e all’attesa.
Attraverso un percorso che intreccia antropologia, storia e tradizioni locali, il sapere gastronomico si è tramandato nel tempo non solo attraverso le ricette, ma soprattutto grazie ai gesti, all’esperienza e alla memoria collettiva.
Nel contesto di Montepulciano, il coccio diventa così emblema del legame profondo tra territorio, comunità e identità culturale, ricordando che la tradizione resta viva quando sa dialogare con il presente e rinnovarsi senza perdere il proprio significato”.
Il piccione vola alto

Bene ha fatto il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano in collaborazione con il Magistrato delle Contrade a rivalutare questo antico, ma perfetto, metodo di cottura nel coccio.
Ha vinto la contrada Poggiolo con la “zuppa di piccione in crosta cotta al coccio”.
“Piatto non semplice da realizzare – dice Doria Nepi, rettrice della contrada – per il tipo di cottura della carne e degli altri ingredienti che hanno contribuito ad esaltarne gusti e sapori”.
La giuria ha particolarmente apprezzato l’originalità e l’equilibrio complessivo del piatto in concorso. Alla contrada Voltaia, arrivata seconda (sul filo del rasoio) con la ricetta “ogni coccio per la coda è il re”, è stato assegnato anche il premio speciale della giuria. Terza, la Nobil Contrada di San Donato con il piatto “ossobuco di Chianina al coccio”.
Le rimanenti cinque a parimerito: Collazzi, Gracciano, Talosa, Le Coste e Cagnano.
Tutte le contrade di Montepulciano hanno confermato di sapersi spendere con grande entusiasmo nel preparare le ricette delle nonne, e nell’allestimento curato per i dettagli.
Ad arricchire i piatti l’abbinamento con il Nobile di Montepulciano il grande vino rosso di questo territorio.
«Questo premio, ormai prossimo al giro di boa dei 25 anni – sottolinea Susanna Crociani, vicepresidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano – rientra nel nostro modo di promuovere Montepulciano attraverso le sue eccellenze in cantina ed in cucina .
A partire dal Vino Nobile, naturalmente, ma coniugato alla tradizione storica della gastronomia, delle manifestazioni, come il Bravìo delle Botti e di tutto quello che definiamo un “Sistema Montepulciano”.
Non è stato facile il lavoro della giuria di “giornalisti esperti”, provenienti da tutta Italia (una collega da Vienna), guidata da Bruno Gambacorta in qualità di presidente.
L’ edizione 2026 ha visto anche la presenza di Tinto, conduttore di Camper- Linea Verde su Rai1 e storica voce di Decanter su Radio2 Rai, che ha animato con l’ironia che lo contraddistingue la premiazione.
La sfida tra i fornelli

A Tavola con il Nobile, è la sfida tra i fornelli ideata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano con il giornalista del Tg2, Bruno Gambacorta e conduttore della rubrica “Eat Parade”.
La giuria valuta il piatto che meglio si accosta al Vino Nobile di Montepulciano.
“Un premio – sottolinea Bruno Gambacorta – che negli anni ha dato la possibilità di recuperare circa 240 ricette della tradizione, riportando alla luce il lavoro delle massaie e tramandando la cultura gastronomica di un tempo”.
Numerose le pubblicazioni che raccolgono le ricette “A Tavola con il Nobile”. L’albo d’oro del premio vede in testa la contrada di Collazzi (cinque vittorie), seguita da Talosa (cinque vittorie), Voltaia (quattro vittorie), San Donato (tre vittorie), Gracciano (due vittorie), Poggiolo (due vittorie) e Coste (in ex-aequo nel 2012). Il premio Grifo D’Oro 2026 del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è stato assegnato a Silvana Franci, ristoratrice di Pienza, a coronamento di una carriera come chef e sommelier e per l’impegno nella promozione della cucina della Val d’Orcia e della cultura enogastronomica del territorio.
La buona riuscita del concorso enogastronomico la si deve anche alla perfetta organizzazione dello staff del Consorzio, in primis l’instancabile e super motivato direttore Paolo Solini, ai bravi e professionali collaboratori: Chiara, Silvia, Giulia ed Alessandro.
E già si sta pensando all’edizione dei 25 anni, che si annuncia ancora più strepitosa.
Quasi certa la location: il piano nobile di palazzo Contucci che domina Piazza Grande.
Proprio in una delle sale affrescate durante l’incontro tra Alamanno Contucci, Paolo Solini e Bruno Gambacorta nacque nel 2002 l’idea della sfida “A Tavola con il Nobile”.
Il Bravìo delle Botti.
E sicuramente una delle manifestazioni più sentite e vissute in tutta la Toscana. È la sfida tra le otto contrade del paese, Cagnano, Collazzi, Le Coste, Gracciano, Poggiolo, San Donato, Talosa e Voltaia, dislocate tutte lungo il centro storico facendo rotolare delle botti di circa 80 chilogrammi ciascuna, lungo un percorso in salita di oltre un chilometro.
Le botti sono spinte da due atletici “spingitori”, mentre il percorso della gara si snoda tra le suggestive vie del centro storico della città poliziana fino all’arrivo situato sul sagrato del Duomo in Piazza Grande.
La corsa quest’anno si correrà domenica 30 agosto, mentre nelle contrade sarà possibile assaggiare anche i piatti in gara, i quali saranno accompagnati a serate suggestive che ripercorreranno i tanti anni di un evento che è la storia di Montepulciano, con le sue tradizioni e peculiarità. Info:info@consorziovinonobile.it
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